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Multa notificata senza allegare il verbale: conviene fare ricorso?

5 ottobre 2018


Multa notificata senza allegare il verbale: conviene fare ricorso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 ottobre 2018



Ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento per una multa notificata nel 2015 nel mio Comune. Nella raccomandata non è allegato il verbale ma solo il numero atto. Posso fare ricorso?

Effettivamente il Giudice di Pace di Taranto, con sentenza n. 1.078 del 30 marzo 2016, annullò una ingiunzione di pagamento anche sulla base del fatto che ad essa non era stata allegato il verbale di accertamento dal cui mancato pagamento era scaturita l’ingiunzione stessa.

In quel caso il Giudice di Pace di Taranto applicò l’articolo 3, comma 3, della legge n. 241 del 1990 (nel testo che risulta dopo la modifica introdotta con l’articolo 21 della legge n. 15 del 2005) che stabilisce che se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest’ultima deve essere indicato e reso disponibile anche l’atto richiamato.

Quindi, secondo l’interpretazione della norma fatta dal Giudice di Pace di Taranto, all’ingiunzione di pagamento deve essere allegato anche il verbale di accertamento indicato altrimenti l’ingiunzione deve essere considerata e dichiarata nulla.

E nel caso specifico, in effetti, come il lettore ha messo in evidenza nell’ingiunzione è citato ma non allegato il verbale di accertamento che fu elevato dalla Polizia locale del suo Comune.

Tuttavia bisogna dire che l’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 241 del 1990 fornita dal Giudice di Pace di Taranto nella sentenza 1.078 del 2016 non è stata successivamente confermata da altre sentenze ed è rimasta isolata.

Inoltre, se si legge con attenzione la norma, la legge richiede che l’atto richiamato (cioè, nel caso di specie, il verbale) sia “indicato e reso disponibile” e non impone invece che sia obbligatoriamente allegato.

Infatti il Consiglio di Stato (massimo organo della giustizia amministrativa) in un caso simile stabilì invece che l’articolo 3, comma 3, della legge n. 241 del 1990 non obbliga la Pubblica amministrazione ad allegare gli atti richiamati o a riportarne integralmente il contenuto, ma la obbliga ad indicare gli estremi dell’atto richiamato e a metterlo a disposizione, in visione o in copia, su richiesta dell’interessato (Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza n. 1.537 del 20 marzo 2015).

Questo significa che in base all’orientamento del vertice della giustizia amministrativa non c’è obbligo di allegare l’atto richiamato, ma solo quello di indicarne gli estremi e di metterlo a disposizione dell’interessato che ne faccia esplicita richiesta.

Pertanto, anche se esiste la sentenza del Giudice di Pace di Taranto che ha ritenuto nulla l’ingiunzione perché non conteneva in allegato il verbale di accertamento, se il lettore oggi, per lo stesso motivo, impugnasse l’ingiunzione a lui notificata rischierebbe di perdere la causa (e di essere condannato alle spese di giudizio) in quanto l’autorevolezza della sentenza del Consiglio di Stato è sicuramente superiore rispetto a quella della sentenza del Giudice di Pace (e d’altra parte occorre pure considerare che è la stessa legge che testualmente impone l’obbligo non di allegare l’atto, ma di indicarlo e renderlo disponibile).

Non è comunque escluso che il lettore la causa possa anche vincerla: talora infatti i Giudici di Pace non conoscono tutti i precedenti e se l’avversario, che nel caso specifico è il Comune del lettore , fosse anche sprovveduto – circostanza comunque da escludere – l’esito positivo della causa non sarebbe impossibile.

Tuttavia le sentenze in questa materia emesse dal Giudice di Pace sono anche appellabili: questo vuol dire che se anche il Comune fosse sconfitto in primo grado, potrebbe poi impugnare la sentenza davanti al Tribunale e in quella sede è ancor più difficile ipotizzare una vittoria del lettore: sarebbe, cioè, molto probabile un ribaltamento dell’esito della causa di primo grado, favorevole al lettore, con l’aggravante della assai probabile sua condanna a pagare le spese legali di tutti e due i gradi di giudizio.

Questo è, dunque, il quadro complessivo della situazione nel quale si è ritenuto essenziale evidenziare i forti rischi a cui il lettore andrebbe incontro impugnando l’ingiunzione perchè non era ad essa allegato il verbale di accertamento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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