Lavoro e Concorsi | Articoli

Concorsi pubblici

11 settembre 2018 | Autore:


> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 11 settembre 2018



Come funziona la selezione del personale nella Pubblica amministrazione. Quali sono le nuove assunzioni previste.

Da sempre vengono visti come il traguardo da tagliare per essere a posto a vita: fai un bel concorso pubblico ed il lavoro non te lo toglie più nessuno fino alla pensione. Non è tutto così semplice. Prima di tutti, i concorsi pubblici per la posizione che vogliamo nel posto che vogliamo devono essere convocati, poi bisogna anche passarli e, infine, non è detto che anche dopo aver vinto il concorso tutto sia rose e fiori. Può darsi, infatti, che il concorso serva a coprire una posizione solo a tempo determinato. Quindi, a che servono i concorsi pubblici? Che cosa sono e come si accede?

I concorsi pubblici sono l’unico modo in cui la Pubblica amministrazione assume del personale. Per definizione (e ci piacerebbe pensare che davvero sia così) è un sistema di reclutamento di risorse umane basato sulla meritocrazia: chi è il più preparato è quello che vince e prende il posto. Vengono convocati attraverso dei bandi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (anche via Internet) oppure su altri siti istituzionali o specializzati che contengono i requisiti per poter partecipare alla selezione.

La riforma Madia, che porta il nome dell’ex ministro della Pubblica amministrazione, ha determinato la fine dei miniconcorsi pubblici per dare spazio ai cosiddetti «concorsoni unici» convocati dalle amministrazioni centrali dai quali gli enti locali possono rimpinguare i propri organici a seconda delle loro esigenze ed in base ad un piano di fabbisogno triennale obbligatorio. Tuttavia, la riforma non è ancora pienamente operativa, per cui è ancora possibile trovare dei concorsi anche per un solo posto di geometra piuttosto che di ricercatore o di collaboratore tecnico.

Concorsi pubblici: che cosa sono?

Per dare la definizione più semplice possibile, possiamo dire che i concorsi pubblici sono delle selezioni convocate dall’Amministrazione pubblica per reclutare dei lavoratori da destinare ai suoi uffici. Selezioni che si possono svolgere per titolo, per esame o per entrambe le cose. Il concorso per titolo premia chi ha più esperienza nel settore interessato ed un bagaglio culturale maggiore. In quello per esame, invece, tutti i candidati partono dallo steso livello: vince chi supera la prova (di norma scritta e orale) nel modo più completo e brillante.

I concorsi pubblici vengono convocati attraverso dei bandi che contengono la figura ricercata, i requisiti che deve avere il candidato, la data di scadenza, la sede dell’amministrazione che lo convoca (ad esempio la sede veneziana del Cnr piuttosto che un’università di Roma), i documenti da presentare ed il tipo di selezione (per titoli o per esame).

Concorsi pubblici: come funzionano

Se vuoi partecipare ad un concorso pubblico, hai letto attentamente il bando e pensi di avere sia i requisiti necessari sia la preparazione giusta per partecipare, devi per prima cosa compilare la domanda di iscrizione allegata, di norma, al bando. Bisogna riportare con estrema precisione – un errore potrebbe rendere nulla la domanda e mandare tutto a monte – i dati personali e gli eventuali titoli di studio in tuo possesso. Il tutto va inviato all’Amministrazione che ha convocato il concorso secondo modalità e tempistiche contenute nel bando. Di norma, la documentazione va inviata per posta ordinaria o via Pec (posta elettronica certificata). È possibile che ti venga richiesto il pagamento di una tassa di partecipazione: se così fosse, insieme ai documenti dovrai inviare anche la copia della ricevuta del versamento.

La data, l’ora ed il luogo dell’esame vengono comunicati una quindicina di giorni prima del concorso. Una volta che le prove sono state sostenute, l’Amministrazione pubblica la graduatoria con i nominativi di chi è risultato idoneo. Se il tuo nome è in quell’elenco, ce l’hai fatta ed avrai ottenuto il posto. Dovrai, quindi, presentarti all’Ente secondo le modalità stabilite. Ricorda, però, che l’aver superato le prove potrebbe non bastare per entrare in graduatoria: ci potrebbe essere un punteggio addizionale per premiare i titoli di studio e quelli di servizio o professionali.

Concorsi pubblici: i requisiti per partecipare

Abbiamo appena visto che per partecipare ad un concorso pubblico possono essere richiesti dei particolari titoli di studio a seconda del profilo ricercato dall’ente che lo ha convocato. Ci sono, però, dei requisiti comuni a tutti i concorsi. Si tratta di:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato membro dell’Unione europea o di un Paese extra-Ue, purché il candidato abbia regolare permesso di soggiorno. È vero che il diritto italiano esclude i cittadini stranieri dai concorsi pubblici, ma è altrettanto vero che ci sono delle eccezioni per quelli comunitari o extracomunitari regolari quando il lavoro che devono svolgere non prevede l’esercizio diretto o indiretto o non è necessario per l’interesse nazionale. di un potere pubblico;
  • idoneità fisica al lavoro;
  • essere un cittadino eleggibile e ammissibile ad un pubblico impiego o ad un pubblico servizio;
  • non essere dipendente pubblico collocato a riposo.

Concorsi pubblici: le prove di esame

I concorsi pubblici possono prevedere fino a quattro prove di esame diverse:

  • una prova preselettiva;
  • una prova pratica;
  • una prova scritta;
  • una prova orale.

Solitamente è prevista una prova preselettiva, mirata più che altro a fare una prima scrematura dei candidati. Consiste in una verifica con dei quesiti a risposta multipla (in pratica del quiz) di contenuto logico-attitudinale oppure riguardanti le materie specifiche del profilo ricercato. Il punteggio servirà a superare la prova ma non verrà conteggiato per formare la graduatoria finale di merito.

La prova scritta prevede la redazione di un elaborato sulle materie relative al profilo lavorativo per il quale è stato convocato il concorso. È possibile che venga richiesto anche in lingua inglese.

Accanto alla prova scritta ci può essere anche una prova pratica nella quale il candidato deve dimostrare le proprie capacità e conoscenze tecniche specifiche.

Infine, la prova orale consiste in un colloquio sulle stesse materie della prova scritta. Le domande possono riguardare anche alcune questioni giuridiche legate all’ordinamento dell’Amministrazione che ha convocato il concorso pubblico e possono essere rivolte in lingua inglese e in un’ulteriore lingua straniera scelta dal candidato. Non manca qualche domanda per verificare la conoscenza dell’informatica.

Concorsi pubblici: che succede in caso di pareggio?

Può succedere che un concorso pubblico venga convocato per assumere, ad esempio, 5.000 persone e che a superare tutte le prove siano stati 7.000 candidati. Teoricamente, il posto spetterebbe a tutti, ma non sarà possibile prenderli in organico. Che succede in questi casi di «overbooking»?

Succede che viene data priorità ad alcune categorie di candidati. Nessuna raccomandazione, per carità. Si cerca solo di favorire chi è più svantaggiato e, nello specifico chi è:

  • insignito di medaglia al valore militare;
  • mutilato ed invalido di guerra ex combattente, per fatto di guerra o per servizio nel settore pubblico o privato;
  • orfano di guerra o di caduti per servizio nel settore pubblico o privato;
  • ferito in combattimento;
  • insignito di croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra e capo di famiglia numerosa;
  • figlio di mutilato e invalido ex combattente, per fatto di guerra o di servizio nel settore pubblico o privato;
  • genitore vedovo non risposato e le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra per servizio nel settore pubblico o privato;
  • combattente di leva;
  • collaboratore a qualsiasi titolo con lodevole servizio per almeno un anno presso l’Amministrazione che ha convocato il concorso;
  • coniugato o non coniugato con riguardo al numero di figli a carico;
  • invalido o mutilato civile;
  • militare volontario delle forze armate congedato senza demerito al termine della ferma o rafferma.

Se anche in questo caso ci fosse parità di merito e di titoli, la preferenza si determina in base:

  • al numero di figli a carico, anche se il candidato non è coniugato;
  • all’aver prestato lodevole servizio della Pubblica amministrazione;
  • all’essere il candidato più giovane di età.

Concorsi pubblici dopo la riforma Madia

Come abbiamo anticipato, la riforma Madia non è ancora pienamente operativa ma porta delle novità importanti sullo svolgimento dei concorsi pubblici. La più importante, l’eliminazione dei miniconcorsi convocati per coprire pochi posti e l’introduzione del concorsone unico indetto dalle amministrazioni locali per stilare delle graduatorie dalle quali le singole amministrazioni locali andranno a prendere il personale di cui hanno bisogno. Purché, però, adottino un piano di fabbisogno triennale che consentirà loro di fare delle nuove assunzioni.

Altre novità: il concorsone punta a mettere in risalto la conoscenza della lingua inglese e dell’informatica, oltre alle esperienze lavorative pregresse.

Concorsi pubblici: le prossime assunzioni

Il Ministero della Pubblica amministrazione ha dato il via libera con un apposito decreto [1] la copertura di 1.890 posti nelle varie amministrazioni dello Stato, a cui si aggiungono altre 500 nuove assunzioni dopo lo sblocco delle relative risorse economiche. Significa che ci sono dei nuovi concorsi pubblici in arrivo che interesseranno tra gli altri:

  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • il Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca;
  • il Ministero dello Sviluppo economico;
  • il Ministero dell’Interno;
  • il Ministero della Giustizia;
  • il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • il Ministero dell’Ambiente;
  • l’Agenzia delle Dogane;
  • l’Inail;
  • l’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni;
  • l’Ente Parco nazionale del Pollino;
  • l’Ente nazionale Aviazione civile (Enac);
  • l’Avvocatura generale dello Stato;
  • l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura;
  • l’Autorità di bacino dell’Appennino meridionale.

Naturalmente, ti conviene consultare il sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it/ricercaArchivioCompleto/concorsi/2018) per trovare il concorso più adatto ai tuoi requisiti e alle tue capacità tra le centinaia di bandi pubblicati.

note

[1] DPCM del 24 aprile 2018.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI