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Calcolo Naspi: come conoscere l’importo esatto dell’assegno

11 ottobre 2018 | Autore:


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Nuovo servizio Inps che permette di conoscere l’importo della Naspi mese per mese: come calcolare l’indennità di disoccupazione.

Sei disoccupato, hai iniziato a percepire la Naspi da un po’ di tempo, e vorresti sapere a quanto ammonta l’indennità di disoccupazione restante? Effettivamente, calcolare l’indennità di disoccupazione Naspi non è semplice, ma richiede diversi passaggi. La Naspi, poi, viene ridotta dal 4° mese di fruizione, e può risultare d’importo differente nel primo e nell’ultimo mese di liquidazione, a seconda delle giornate di spettanza. A venire incontro alle esigenze dei disoccupati ha pensato allora l’Inps, che ha reso disponibile un nuovo servizio, per consentire di conoscere con precisione l’importo delle rate della Naspi, mese per mese. Facciamo allora il punto della situazione sul calcolo Naspi: come conoscere l’importo esatto dell’assegno col nuovo servizio Inps e come determinare da sé l’indennità di disoccupazione spettante.

Come si calcola l’assegno Naspi mensile?

Per quanto riguarda il calcolo dell’ammontare mensile della Naspi, l’ammontare dell’indennità si ottiene:

  • sommando gli imponibili previdenziali (in busta paga, sotto la voce imponibile Inps) degli ultimi 4 anni, comprensivi degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive;
  • dividendo il risultato per le settimane di contribuzione, indipendentemente dalla verifica del minimale; nel calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite;
  • moltiplicando il tutto per 4,33.

Se l’importo che si ottiene è pari o inferiore a 1.208,15 euro (dal 2018, in precedenza il limite era pari a 1.195 euro), l’indennità sarà pari al 75% di questo importo; se è superiore si aggiunge anche il 25% della differenza tra l’imponibile e i 1.208,15 euro. La Naspi non può mai superare, comunque, 1.314,30 euro mensili.

L’indennità diminuisce del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Come si calcola l’assegno Naspi per i lavoratori part time?

Per i lavoratori che hanno un contratto di lavoro part time il calcolo della Naspi è lo stesso appena esposto: deve essere sempre considerata la retribuzione utile degli ultimi 4 anni (nei quali risulteranno periodi a retribuzione ridotta, essendovi un contratto part-time) e bisogna sempre tener conto del 75% dell’imponibile medio mensile.

In buona sostanza, se per un lavoratore part time risulta un imponibile medio mensile, con riferimento agli ultimi 4 anni, pari a mille euro, la Naspi sarà pari a 750 euro mensili, che spetteranno in base alla durata calcolata. Se in base alla durata calcolata vi sono frazioni di mese, l’importo mensile spettante va diviso per 30 e moltiplicato per il numero di giornate della frazione di mese: ad esempio, se spettano 45 giorni di Naspi, si avrà diritto a 750 euro per 30 giorni più 375 euro per gli ulteriori 15 giorni.

Come si calcola la durata della Naspi?

Per quanto riguarda il calcolo della durata della Naspi, il beneficiario riceve l’indennità per un numero di settimane pari alla metà di quelle coperte da contribuzione negli ultimi 4 anni.

In particolare, per quanto riguarda il calcolo delle settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali.

Questa disposizione non si applica ai lavoratori domestici, agli operai agricoli e agli apprendisti.

Ai fini del diritto alla Naspi, contano anche le settimane di contributi dovute ma non versate dal datore di lavoro, in base al principio dell’automaticità delle prestazioni.

Ai fini del perfezionamento del requisito richiesto di 13 settimane minime di contributi nei 4 anni, si considerano utili:

  • i contributi previdenziali, comprensivi della quota disoccupazione (Ds, Aspi, Naspi), versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
  • i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione;
  • i periodi di congedo parentale indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
  • i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati con l’Italia;
  • i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni di età, nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare.

Quali periodi non sono utili alla Naspi?

Sono invece considerati neutri (cioè devono essere “saltati” e si devono cercare ulteriori periodi a ritroso ai fini del quadriennio di osservazione) i seguenti periodi:

  • malattia e infortunio sul lavoro nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro (ovviamente nel rispetto del minimale retributivo);
  • cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore (Cig e Cigs a zero ore);
  • assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità (Legge 104).

Bisogna poi sottrarre le settimane che hanno dato luogo, negli ultimi quattro anni, ad una prestazione di disoccupazione (Naspi, Aspi, Mini Aspi, Dso, etc.). Secondo la normativa, infatti, ai fini del calcolo della durata della Naspi non è possibile utilizzare le settimane che abbiano già dato luogo ad una prestazione di disoccupazione, con la conseguenza che queste settimane vanno sottratte riducendo la durata massima potenziale del nuovo ammortizzatore.

Come conoscere l’importo esatto della Naspi mensile?

Il calcolo della Naspi fai-da-te non è semplice, né per quanto riguarda la determinazione dell’importo, né per la determinazione della sua durata? Da ora in poi, conoscere l’esatto ammontare della Naspi spettante ogni mese sarà più facile.

L’Inps, difatti, ha recentemente reso disponibile un servizio che consente di conoscere l’importo lordo delle rate mensili di Naspi.

Si può fruire del servizio tramite la propria area personale My Inps, accessibile con le apposite credenziali (Pin Inps dispositivo, identità digitale Spid almeno di secondo livello, carta nazionale dei servizi). Una volta nell’area personale, è sufficiente accedere da “Tutti i servizi”, o dall’apposita maschera di ricerca, alla prestazione “Nuova assicurazione sociale per l’impiego ( Naspi): consultazione domande”.

Una volta entrati nella pagina relativa alla Naspi, bisogna consultare la domanda inviata: cliccando su “Dettagli” si apre il prospetto di calcolo, che indica la durata dell’indennità con gli importi lordi che l’Inps deve liquidare ogni mese.

Una nota avverte il beneficiario della progressiva riduzione del 3% a partire dal 4° mese di erogazione della Naspi.

L’interessato può inoltre verificare gli accrediti mensili della Naspi, accedendo alla propria sezione “My Inps” e cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”. All’interno della sezione, sono infatti disponibili gli avvisi di liquidazione di ogni rata di Naspi, nei quali è specificato l’importo lordo liquidato sull’iban indicato nella domanda.

È possibile ricevere anche degli sms di segnalazione degli avvisi, anche per chi ha richiesto la Naspi tramite patronato.

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