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Multe: se si fa ricorso l’importo aumenta?

24 Maggio 2018


Multe: se si fa ricorso l’importo aumenta?

> Business Pubblicato il 24 Maggio 2018



Violazione del codice della strada: cosa succede se non si paga e si decide di fare ricorso? La multa può aumentare?

Chi sbaglia paga e, se vi siete presi il rischio di commettere un’infrazione, dovreste assumervi la responsabilità e accettare la sanzione. A dirlo è il Codice della strada.

Le multe, almeno in teoria, non nascono per accrescere le casse dei Comuni, bensì per garantire la sicurezza pubblica: ne consegue che chi commette un’infrazione dovrà poi accettarne le conseguenze. Tante volte, però, la sanzione è ingiusta o il verbale in cui è contenuta contiene errori: in questi casi si può decidere di fare ricorso al Prefetto o al Giudice di pace. Tuttavia in queste ipotesi ci si pone un interrogativo: la sanzione va pagata in ogni caso o bisogna attendere la decisione del giudice? Non è che l’importo dovuto, in assenza di pagamento, viene poi riscosso attraverso l’agente della riscossione?

A questi e ad altri quesiti relativi al pagamento di una multa cercheremo di rispondere nel presente articolo.

Multa: entro quanto tempo va pagata? 

Rimandare il pagamento di una multa che si sa già di dover pagare non è mai conveniente, soprattutto in virtù del fatto che se essa viene pagata entro 5 giorni lavorativi dalla sua contestazione o notificazione, si può fruire di una riduzione del 30% sull’importo comminato a titolo di sanzione. Diverso è il discorso in cui la sanzione è illegittima, erronea o viziata.

La possibilità di beneficiare di uno sconto del 30% nel caso di pagamento entro i 5 giorni lavorativi è concessa sia ai conducenti che ai proprietari dei veicoli a prescindere dai punti posseduti sulla patente, ma per i verbali di violazione notificati a partire dal 21.08.2013 (data di entrata in vigore del decreto del fare). Per fruire dello sconto sulla multa, il cittadino deve effettuare il pagamento della sanzione entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale a casa.

Tuttavia non tutte le multe stradali possono beneficiare della riduzione della sanzione del 30%. Infatti sono escluse le seguenti violazioni:

  • multe che non beneficiano del pagamento in misura ridotta;
  • multe di natura penale: come per esempio guida in stato di ebbrezza.

Oltre questo termine non è più possibile fruire di alcuna agevolazione e la multa va pagata di norma entro 60 giorni dalla sua notifica, cioè da quando si riceve a casa. Il tempo per fare ricorso davanti al Giudice, invece è di 30 giorni, mentre per far ricorso davanti al Prefetto si hanno 60 giorni.

Quando all’automobilista viene recapitata una multa, dunque, questo ha tre possibilità:

  • pagarla entro cinque giorni sfruttando l’importo ridotto;
  • fare ricorso al Giudice di pace, entro 30 giorni;
  • fare ricorso al Prefetto, entro 60 giorni;
  • non pagare la multa.

Se si decide di fare ricorso non viene meno l’obbligo di pagamento della multa entro 60 giorni poiché il ricorso davanti al giudice non interrompe i termini per i pagamenti, a meno che non si chieda al giudice, nella prima udienza, di sospendere lefficacia esecutiva del verbale. Se si ricorre, invece, davanti al Prefetto la multa potrà essere pagata anche dopo la decisione dell’autorità.

Cosa succede se la multa non viene pagata?

Se non viene pagata la multa entro i 60 giorni di tempo, il trasgressore riceverà un cosiddetto «avviso bonario» contenente l’invito a pagare la multa entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso. L’importo in questo caso sarà quello della sanzione senza nessuna maggiorazione eccetto circa 15,00 € di spese di notifica.

Se neppure dopo la sollecitazione l’automobilista intenderà pagare la multa e saldare il debito nei confronti dell’amministrazione, l’importo della multa verrà iscritto a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e inizieranno le maggiorazioni [1]. La multa, infatti, verrà incrementata del 10% ogni 6 mesi di ritardo.

note

[1] L. 68981 art. 27.

Autore immagine: Pixabay.com


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