Diritto e Fisco | Articoli

Visita fiscale: chi è a rischio?

20 Settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Settembre 2018



Assenza per malattia: quali lavoratori rischiano maggiori controlli domiciliari da parte del medico dell’Inps?

Nonostante lo stop al cosiddetto cervellone dell’Inps, cioè al sistema Savio (che consente di ottimizzare l’assegnazione dei controlli sanitari a domicilio), il rischio di ricevere una visita fiscale, per i lavoratori in malattia, resta ugualmente: ogni anno, per la precisione, le visite fiscali effettuate dai medici dell’Inps sono circa un milione. Si tratta, è vero, del 5% dei casi di malattia, quindi, per chi si ammala, c’è una possibilità su 20 che passi il medico fiscale; tuttavia, bisogna considerare che i dipendenti pubblici sono soggetti a maggiori controlli, specie chi si assenta a ridosso di giornate festive o non lavorative: in questi casi, il dirigente ha l’obbligo di richiedere la visita fiscale. Inoltre, a causa della nuova normativa che ha riformato la visita fiscale, i controlli domiciliari del medico dell’Inps possono avvenire anche più volte nell’arco della stessa assenza per malattia, e addirittura nella stessa giornata. I lavoratori del settore privato possono dormire sonni più tranquilli, ma non troppo: anche se i controlli dell’Inps avvengono a campione e, con lo stop al cervellone, non è più possibile indirizzarli verso i casi sospetti (malattia a ridosso dei ponti e dei weekend, eccessiva durata della prognosi…), il datore di lavoro può comunque decidere di inviare, a suo carico, il medico fiscale. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sulla visita fiscale: chi è a rischio, chi è esonerato, chi chiama il medico dell’Inps.

Che cos’è la visita fiscale?

La visita fiscale è una visita di controllo, effettuata da un medico incaricato dall’Inps, che ha la finalità di controllare l’effettività dello stato di malattia del lavoratore e la correttezza della prognosi. In pratica, il medico dell’Inps verifica che il lavoratore sia realmente malato, e non assente per altri motivi, e verifica che le giornate di malattia assegnate dal medico curante siano corrette.

Perché la visita fiscale?

La visita fiscale non è certamente gradita alla maggior parte dei lavoratori dipendenti, in quanto obbliga alla permanenza in casa durante le fasce di reperibilità. Tuttavia, i controlli dell’Inps sono necessari, se pensiamo che ogni anno l’istituto spende circa 2 miliardi per indennità di malattia per i dipendenti privati, mentre le giornate di assenza dei pubblici dipendenti valgono circa 2,8 miliardi annui (come riferito dal presidente Boeri).

Quando può passare la visita fiscale?

Il medico dell’Inps può passare a controllare il lavoratore in malattia (il cui medico ha inoltrato l’apposito certificato telematico all’istituto) 7 giorni su 7, comprese domeniche e festivi, nelle seguenti fasce orarie di reperibilità:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

Dove passa la visita fiscale?

Il medico dell’Inps deve recarsi presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale indicato nel certificato telematico inviato dal medico curante all’istituto.

Chi è esonerato dalla visita fiscale?

L’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per la visita fiscale è escluso per i lavoratori assenti a causa di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita comprovate da idonea documentazione sanitaria;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta che ha determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

L’Inps, in questi casi, può comunque effettuare controlli sui certificati, e il datore di lavoro può segnalare possibili eventi che richiedono particolari verifiche.

In quali casi l’assenza alla visita fiscale è giustificata?

Ci sono altri casi in cui il lavoratore, pur non essendo esonerato dalla visita fiscale, può giustificare la sua assenza durante le fasce di reperibilità:

  • ricovero ospedaliero;
  • periodi già accertati da precedente visita di controllo;
  • assenza dovuta a giustificato motivo:
    • forza maggiore;
    • situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza del lavoratore altrove;
    • concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici se si dimostra che le stesse non potevano essere effettuate in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità;
    • ogni serio e fondato motivo che rende plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio.

In questi casi, il dipendente deve però preavvisare il datore di lavoro (che a sua volta avverte l’Inps) dell’assenza, e fornire idonea documentazione giustificativa. Per approfondire: Come comunicare l’assenza alla visita fiscale.

Chi è più a rischio di visita fiscale?

Sino a quando il cosiddetto cervellone dell’Inps, cioè il sistema Savio, era attivo, erano più a rischio i dipendenti:

  • assenti per malattia frequentemente, con pochi giorni di prognosi (in parole semplici, con poche giornate di assenza dal lavoro assegnate dal medico, necessarie alla guarigione);
  • assenti per malattia a ridosso dei festivi e dei weekend, o comunque delle giornate non lavorative;
  • con prognosi troppo lunghe rispetto alla patologia diagnosticata, o all’infortunio non lavorativo verificatosi;
  • con patologie difficili da verificare, come cefalea (mal di testa), gastrite, colite, depressione…

In pratica, il sistema di lavorazione dei dati dell’Inps indirizzava le visite fiscali verso i casi maggiormente sospetti. Dopo lo stop imposto dal Garante della privacy, però, non è più possibile inviare le visite fiscali ai casi sospetti, ma i controlli vengono eseguiti a campione: il presidente Boeri ha calcolato una perdita, derivante dall’arresto del sistema informativo, pari a 335mila euro al mese. In sostanza, un caso su quattro di falsa malattia non viene più scoperto.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, però, il caso è diverso: pur non potendo utilizzare il cervellone Inps, difatti, i dirigenti delle amministrazioni hanno l’obbligo di inviare la visita fiscale sin dal primo giorno di malattia, se l’assenza si verifica prima o dopo una giornata non lavorativa. Inoltre, in base alla recente riforma delle visite fiscali, i controlli dell’Inps possono avvenire più volte nell’arco della stessa malattia, e addirittura della stessa giornata.

Ad ogni modo, i dipendenti del settore privato, anche senza il sistema “scova-furbetti” dell’Inps, non sono al sicuro: anche senza considerare la “roulette russa” dei controlli a campione, potrebbe essere il datore di lavoro stesso a richiedere, pagando di tasca l’importo, la visita fiscale.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Desidero dire che il medico fiscale intanto non deve fare le visite mediche all’ultimo minuto delle fasce di reperibilità perchè questo non è serio nè corretto e poi non è sufficiente suonare solo il campanello perchè il lavoratore ammalato può esere a letto molto debilitato o al bagno e qundi siccome questo è un fatto importante per il lavoratore soprattutto dal punto di vista economico, è serio e corretto o risuonare il campanello più tardi o meglio fare una telefonata al lavoratore ammalato.
    Bisogna dirlo all’ INPS perchè quanto suddetto è il modo più serio e corretto di svolgere il proprio lavoro da parte del medico fiscale.
    Grazie e cordiali saluti.
    Rinaldin Franco

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI