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Come scrivere una lettera di presentazione

9 settembre 2018


Come scrivere una lettera di presentazione

> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 9 settembre 2018



Come scrivere una lettera di presentazione: le indicazioni da seguire e i consigli più importanti per le candidature di lavoro.

In un’epoca in cui è sempre più difficile riuscire a trovare un lavoro soddisfacente, l’esaltazione delle proprie capacità lavorative e delle proprie conoscenze è uno degli strumenti più importanti a disposizione dell’aspirante lavoratore. Ciò è tanto più vero quando ci si deve proporre presso una grande azienda: in questo caso, infatti, l’esame del curriculum e gli eventuali colloqui rappresentano soltanto alcuni degli step necessari.
Prima ancora, infatti, è frequente che i selezionatori e i responsabili del personale si preoccupino di fare una cernita delle varie candidature, scegliendo in base al profilo manifestato attraverso la descrizione che accompagna il curriculum. Ecco perché è fondamentale sapere come scrivere una lettera di presentazione da allegare al CV. Di seguito, offriamo una serie di esempi e consigli da sfruttare per scrivere un’ottima presentazione e incrementare le possibilità di riuscire a fare un’ottima impressione.

Lettera di presentazione: cos’è e a cosa serve?

Chi è alla ricerca di un lavoro si sarà trovato, prima o poi, dinanzi al problema di inviare curriculum a destra e a sinistra. Spesso, per rendere più appetibile il CV o per fornire una prima panoramica sulle proprie capacità e sulla propria attitudine al tipo di lavoro per cui ci si candita, si accompagna il curriculum con quella che nel mondo anglosassone è nota come “cover letter”.

La lettera di presentazione rappresenta uno strumento che può fare davvero la differenza quando si presenta una candidatura o si vuole rispondere ad un’offerta di lavoro. Infatti, sia che si tratti di candidature che di ricerca di personale da parte delle aziende, limitarsi ad inviare il proprio curriculum senza aggiungere altro alle informazioni che lo compongono, spesso asettiche e limitate, può seriamente pregiudicare le possibilità di ricevere un riscontro positivo. D’altra parte, si tratta di due cose completamente diverse: con il curriculum, infatti, si presenta un biglietto da visita relativamente alle proprie capacità personali, ai titoli di studio e alle eventuali pregresse esperienze lavorative. La lettera di presentazione, invece, fornisce anima e corpo a questi dati, restituendo l’immagine del candidato, delle sue ambizioni, dei suoi interessi e degli obiettivi che attengono la posizione lavorativa per cui si aspira.

Se questa è la funzione tipica di una lettera di presentazione, è chiaro che non si può scrivere quest’ultima allo stesso modo in cui si scriverebbe il curriculum. Ma allora come scrivere una lettera di presentazione in grado di fare la differenza?
Presentare uno scritto valevole indiscriminatamente per lavori diversi, presso aziende diverse, rappresenta uno degli errori più comuni che si commettono. Al pari della pubblicità seriale cui siamo esposti, la nostra lettera di presentazione susciterebbe al più l’indifferenza del selezionatore, che non verrebbe minimamente toccato dalla curiosità di passare a leggere il curriculum. Il rischio, quindi, è di finire nella pila dei candidati scartati ancor prima di essere esaminati sul serio.

Il segreto è la personalizzazione: chiaramente, le informazioni principali saranno le stesse e probabilmente si dovrà fare pur sempre riferimento a qualche dato inserito in curriculum. Tuttavia, esistono degli accorgimenti e dei consigli che abbiamo raccolto e che passeremo ad esporre per riuscire a confezionare uno scritto appetibile, accattivante e, soprattutto, efficace.

Come scrivere una lettera di presentazione?

Il primo errore da evitare quando si scrive una “cover letter” è quello di creare uno scritto poco pertinente con il tipo di offerta di lavoro o con la posizione per la quale ci si candida. I selezionatori impiegheranno pochissimo tempo per capire se il candidato ha avuto quanto meno l’accortezza di informarsi sull’annuncio: è un primo banco di prova sull’affidabilità e sulla perizia del candidato, oltre che testimonianza del livello di interesse a ricoprire il posto. D’altra parte questo elemento rappresenta il primo discrimine rispetto a quelle posizioni in cui l’azienda si aspetta migliaia di candidature: è ovvio preferire, già al primo colpo d’occhio, quelli che si sono proposti in modo più aderente alle richieste.
Il consiglio, in questo caso, è quello di preparare uno scritto mirato, aderente proprio alla specifica offerta di lavoro.

Ammettendo che questo abbia convinto il selezionatore a passare ad un più attento esame della candidatura, la lettera di presentazione si presta a dimostrare che le caratteristiche richieste per ricoprire l’incarico sono ben rintracciabili all’interno del CV. In sostanza, la lettera di presentazione deve invogliare chi la leggerà ad aprire il curriculum del candidato, così da riscontrare l’effettivo possesso di tutti i requisiti eventualmente necessari per poter accogliere l’offerta di lavoro. Per questo motivo, è importante seguire una struttura ben precisa e lineare, utilizzando alcune formule che servono ad impreziosire lo scritto e a collegare tutti i punti rilevanti.

In particolare, una delle sezioni da curare con maggiore attenzione è quella dell’apertura della lettera di presentazione. In questo caso è fondamentale evitare il ricorso a formule sterili e pompose, atte unicamente a dimostrare il tentativo di omaggiare (potrebbero suscitare, al contrario, l’impressione contraria). Ad esempio, rispetto ad un generico “Spett.le ditta” o “Egregio responsabile del personale”, sarebbe assolutamente preferibile inserire la denominazione dell’azienda in apertura, con una formula del genere: “Spett.le Alfa srl”, e così via. Meglio ancora, se rispondete ad un annuncio a firma di un responsabile del personale, è sicuramente meglio rivolgere la lettera a quest’ultimo.

Dopo l’apertura sarà necessario occuparsi del corpo del testo, avendo cura di specificare all’interno di quest’ultimo tutto quanto necessario a dimostrare che possedete le caratteristiche necessarie per ricoprire l’incarico in questione. Una valida soluzione, in questo caso, è quella di “copiare” gli intenti espressi nell’annuncio di lavoro (ove presente): se, ad esempio, nell’offerta a cui state rispondendo è richiesta la specifica conoscenza di un determinato software o la familiarità con un certo processo produttivo, è molto utile riportare appena possibile questo concetto. Volendo esemplificare, una tecnica efficace sarebbe quella di passare dal generale al particolare, in modo da inserire per cerchi concentrici la descrizione delle vostre abilità, finendo per parlare proprio di quella cui si faceva espressa menzione all’interno dell’annuncio. Un esempio potrebbe essere la frase: “tra le altre abilità conseguite in seguito dei corsi di perfezionamento frequentati/della pregressa attività lavorativa/stage, ho acquisito una vasta conoscenza di … come evincibile in maniera approfondita dal CV allegato alla presente”.

In alternativa, se nell’offerta di lavoro è richiesta la disponibilità ad effettuare trasferte, o ad offrire la propria disponibilità nella gestione delle relazioni con i clienti, è bene specificare (chiaramente, ove queste condizioni risultino compatibili con le vostre preferenze e capacità) che avete tutta l’intenzione di lavorare in questo modo e che avete avuto la possibilità, in precedenti esperienze lavorative, di effettuare trasferte o di intrattenere specifici rapporti con i clienti, e così via. In generale, se si ha la fortuna di aver svolto una mansione similare o che richiedeva analoghe attività a quella per la quale ci si sta candidando, è molto importante sottolinearlo: darete l’impressione di possedere effettivamente l’esperienza necessaria per ricoprire l’impiego, così avvalorando tutto quanto scritto all’interno del vostro curriculum.

Sempre nel corpo della lettera di presentazione è possibile sfoggiare il proprio interesse verso la realtà aziendale di cui si aspira ad entrare a far parte: se avete selezionato un’offerta di lavoro o volete proporvi per un’azienda che si occupa di produrre conserve alimentari, dovreste quanto meno informarvi sulla storia della ditta, sulla sua filosofia produttiva, sui marchi di punta e sulla qualità delle merci. Questo studio, poi, potrà essere utile nell’abbellire la lettera, magari verso la fine, specificando che uno dei motivi per cui si è interessati al posto è l’interesse suscitato dalla lettura delle informazioni aziendali disponibili sul sito, o su articoli di giornale che si sono occupati del campo, e così via.

Per quanto concerne la conclusione, dopo aver indicato nel dettaglio tutto quello che riguarda la vostra attitudine a ricoprire l’incarico e l’entusiasmo che già nutrite per la possibilità di lavorare con questa azienda, è il caso di concludere senza eccessi, in modo sobrio. Magari, utilizzando un’espressione formale come “lieto di attendere Vostra risposta alla mia candidatura, porgo i miei più cordiali saluti”, oppure “sperando di aver trasmesso tutta la voglia di entrare nel Vostro team, ringrazio per la cortese attenzione”. Se queste espressioni non incontrano il vostro gusto, un più semplice “cordialmente”, seguito dal luogo, data e firma rappresenta un classico senza tempo che non sfigura mai.

Alcuni consigli per rendere efficace una lettera di presentazione

Dopo aver descritto cos’è e come scrivere una lettera di presentazione, vogliamo fornire alcuni dei migliori consigli da non dimenticare nel momento in cui si riflette su cosa si vuole affermare con la propria candidatura. Certo, esistono centinaia di modelli standardizzati e guide che illustrano passaggi, formule o intere lettere già pronte all’uso (salvo a cambiare dati personali e poco altro), ma perché sacrificare personalità e stile preferendo un modello alle proprie riflessioni, esperienze ed peculiarità? D’altra parte ne abbiamo già parlato: una lettera di presentazione simile a tante altre difficilmente riuscirà ad emergere dal mucchio. Il rischio che deriva dal copiare un modello o seguire pedissequamente un’impostazione (vale anche per gli esempi sopra riportati) è quello di scrivere le stesse cose scritte da altri.

Altro consiglio riguarda più specificamente il contenuto della lettera: se prima abbiamo fatto riferimento alla funzione della medesima, come una sorta di ponte tra il curriculum e il candidato cui attribuire determinate caratteristiche attinenti all’impiego di cui si discute, è altrettanto vero che non è possibile limitarsi a scrivere parola per parola quanto già riportato nel proprio curriculum. Anzi, la lettera di presentazione offre proprio lo spazio per poter fornire una panoramica di tante altre cose che, viceversa, non troverebbero posto in un CV: la descrizione del modo in cui ci si è sentiti lavorando ad un progetto, o delle cose imparate in seguito ad esperienze lavorative o formative all’estero, un invito a valorizzare questa o quella competenza per gli interessi dell’azienda cui è rivolta la lettera.
Questo, ovviamente, non vuol dire perdersi in discettazioni sulla propria persona o sul proprio vissuto che, caso mai, potranno essere oggetto di un colloquio personale; allo stesso tempo, però, questo fattore è importante, perché permette di evitare di ricorrere ad espressioni o pensieri ovvi e banali, come fare riferimento alla propria natura di “gran lavoratore”, che non può certo avere riscontro dalla semplice lettera di presentazione.

L’ultima indicazione concerne lo stile da mantenere nello scritto: a differenza delle lettere formali, in cui è richiesto un certo grado di distacco rispetto al proprio interlocutore, nelle lettere di presentazione è importante dimostrare schiettezza, chiarezza ed incisività. Non sarà certo l’utilizzo di espressioni forbite o un linguaggio arcano ad incrementare le possibilità di essere selezionati. Queste indicazioni, peraltro, concernono anche il curriculum: a meno che non sia espressamente richiesto un CV in formato europeo, sarebbe meglio preferire un formato riassuntivo e meno lungo.

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