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Tari: quando si è esenti?

26 luglio 2017


Tari: quando si è esenti?

> Business Pubblicato il 26 luglio 2017



Quando non si paga la tassa sui rifiuti? È possibile richiedere al proprio Comune l’esenzione dal pagamento? Ecco tutti i casi.

La tassa sui rifiuti è una delle più alte che pesano sul bilancio finale di una casa e deve essere pagata da chi occupa oppure detiene gli immobili che producono rifiuti a qualsiasi titolo (sia esso proprietario o locatario). La legge, tuttavia, consente di ottenere delle esenzioni sul pagamento della tassa rifiuti collegate a varie ragioni. Vediamo quali sono.

Tari: chi ha diritto all’esenzione?

La disciplina della Tari dipende dai regolamenti comunali adottati da ciascuna amministrazione per cui, per ottenere una riduzione sul pagamento dell’imposta sulla spazzatura è sempre bene informarsi presso l’ente locale ove è situato l’immobile. Tuttavia la normativa prevede l’esenzione o la riduzione dell’imposta sui rifiuti:

  • sconto per compostaggio: alcuni Comuni prevedono una riduzione dell’imposta rifiuti del 10% per chi ricicla gli scarti organici, facendo uso dei contenitori per la creazione del compost;
  • tessera a punti: diversi Comuni rilasciano una tessera magnetica per la raccolta punti. Al raggiungimento di un determinato punteggio si può ottenere uno sconto sulla Tari. L’accredito dei punti avviene sulla base del comportamento virtuoso dell’utente nel momento in cui porta i propri rifiuti nei luoghi di riciclo comunali: i rifiuti vengono visionati e, a seconda del peso e del materiale conferito, viene assegnato un punteggio, caricato sulla tessera;
  • mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti: se il Comune non cura, per un determinato periodo, il servizio di ritiro dei rifiuti, l’utente ha diritto a uno sconto fino all’80% della tariffa Tari;
  • esecuzione del servizio di gestione dei rifiuti in grave violazione della disciplina di riferimento: anche qualora siano commesse rilevanti violazioni nell’effettuazione del servizio, sia della normativa generale, che di quella comunale, il contribuente ha diritto a una riduzione fino all’80% dell’imposta;
  • interruzione del servizio per motivi sindacali, o per imprevedibili impedimenti organizzativi, che abbia causato una situazione dannosa o pericolosa per l’ambiente e le persone, riconosciuta dall’autorità sanitaria: anche in quest’ipotesi, non si potrà imporre al contribuente una tariffa più elevata del 20% di quella intera (lo sconto è, quindi, anche in questo caso, dell’80%);
  • punto di raccolta lontano dalla zona servita: laddove il cassonetto della spazzatura sia collocato in una posizione non agevole rispetto all’abitazione, il contribuente avrà diritto a una tariffa ridotta, pari ad un massimo del 40% rispetto a quella integrale.

Inoltre i comuni possono prevedere ulteriori riduzioni ed agevolazioni come nei seguenti casi:

  • immobili detenuti da Onlus ed enti assimilabili;
  • locali di culto;
  • situazioni di grave disagio per l’utenza;
  • abitazioni occupate da una sola persona;
  • case vacanza: abitazioni cioè soggette ad un utilizzo discontinuo, limitato o stagionale e che, per gran parte dell’anno, restano inutilizzate e prive di occupanti. In tale ipotesi la ragione dell’esenzione dal pagamento dell’imposta sulla spazzatura si giustifica sulla base della minore produzione di rifiuti che l’immobile determina;
  • immobili occupati da soggetti che risiedono o dimorano all’estero, per oltre sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • locali commerciali la cui attività esercitata ha subito una forte riduzione a causa dell’apertura di cantieri pubblici;
  • nuclei familiari in condizioni disagiate;
  • contribuenti che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio, conformemente alla normativa, oppure che abbiano realizzato interventi tecnico-organizzativi comportanti una minore produzione di rifiuti.

Tari: per immobile non utilizzato si è esenti?

L’immobile non utilizzato nel corso dell’anno è esente dalla tassa rifiuti. Anche se la Cassazione ha di recente precisato [1] che, per non pagare la Tari non è sufficiente dimostrare la semplice situazione «di fatto», ossia lo stato di non occupazione dell’immobile: in base all’attuale normativa [2], la Tari è dovuta per il solo fatto della detenzione immobiliare, sicché le deroghe ammesse non operano per la mera situazione di fatto, ma soltanto ove questa sia indicata dal contribuente nella denuncia originaria o di variazione [3]. Per la legge [4] la tassa sui rifiuti non è dovuta per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l’abitazione di residenza e l’abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o in comodato.

Iva illegittima sulla tassa rifiuti

Non tutti sanno infine che non è legittimo applicare l’Iva sulla tassa rifiuti e ove ciò avvenga si ha diritto ad un rimborso. Per ulteriori informazioni vi suggeriamo di consultare il nostro approfondimento in calce all’articolo.

note

[1] Cass. ord. n. 15044/2017 del 16.06.2017.

[2] Art. 62, co. 2, dlgs n.507/1993.

[3] Cass. sent. n. 3772/2013.

[4] CTR Perugia sent. n. 235/14.

Autore immagine: Pixabay.com

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