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Omessa diagnosi in gravidanza: il risarcimento del danno

12 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 ottobre 2018



L’obbligo di informazione del medico ed il suo dovere di risarcire il danno al paziente in caso di mancata prescrizione di un accertamento in gravidanza.

La gravidanza impone una lunga serie di controlli (benché non tutti obbligatori) che consentono al ginecologo di verificare costantemente lo stato di salute del feto e della mamma. Come puoi sapere quali sono tutti gli esami a cui è possibile, o addirittura doveroso, che ti sottoponga? Certo esiste il passaparola tra amiche mamme e parenti (che talvolta finiscono solo per confonderti le idee) ma è preferibile che, per avere risposta alla tua domanda, ti rivolga direttamente al tuo ginecologi di fiducia. Egli, infatti, è tenuto (in quanto medico) all’obbligo di informazione: deve metterti al corrente degli esami a cui devi (o puoi) sottoporti, le cure mediche opportune per la cura del feto nel corso della gestazione, gli eventuali interventi a cui devi sottoporti in caso di problematiche sopravvenute e tutti i rischi connessi alle tue scelte; il medico ha un vero e proprio obbligo giuridico di informarti di tutto. Ma cosa succede in caso di omessa diagnosi in gravidanza? Immaginiamo che il ginecologo non ti prescriva la amniocentesi ed il bambino nasca affetto dalla sindrome di down: cosa potresti fare, che responsabilità avrebbe il medico in ordine ai toui eventuali danni morali ed alla salute psico- fisica? Stesso problema si porrebbe nel caso in cui tu avessi effettuato un esame diagnostico con strumenti vecchi (inidonei ad offrirti risultati definitivi e certi) perchè nessuno ti ha informata della esistenza (presso ulteriori strutture) di strumenti di più alta specializzazione. Oltre alle eventuali ripercussioni penali (da valutare caso per caso da chi di competenza), avresti sicuramente diritto al risarcimento del danno. Il problema è che ottenere il risarcimento non è semplicissimo. Vediamo insieme come ottenere il risarcimento del danno in caso di omessa diagnosi in gravidanza.

 Cos’è l’obbligo di informazione?

Uno degli obblighi che incombono sui medici è quello di informare adeguatamente il paziente circa i trattamenti terapeutici (e tutto ciò ad essi connesso) a cui deve essere sottoposto; soltanto a seguito della dovuta informazione, il paziente potrà (o meno) prestare il proprio consenso e sottoporsi (oppure no) alle cure e agli esami prescritti. La violazione dell’obbligo informativo da parte del medico è stato oggetto di numerosi contrasti giurisprudenziali all’esito dei quali si è concluso che il medico deve informarti dei trattamenti a cui puoi sottoporti e ai rischi connessi: se non lo fa (anche se l’intevento riesce bene e guarisci) sarà responsabile del mancato adempimento dell’obbligo. Il dovere del sanitario, inoltre, non può dirsi assolto se lo stesso si limita a farti firmare un generico documento prestampato e standard perché tu, come paziente, hai diritto di prestare il tuo consenso solo dopo avere compreso pienamente tutte le difficoltà e le possibili conseguenze (giuridicamente si dice che il tuo deve essere un consenso informato): devi essere a conoscenza della natura del trattamento, delle modalità di esplicazione, della portata, dei suoi possibili risultati e delle eventuali implicazioni negative che possono determinarsi. Il mondo della medicina è già così difficile ed incomprensibile per chi non è un medico, figuriamoci per una persona ansiosa che deve sottoporsi ad un intervento: la legge ti riconosce espressamente il diritto ad essere informato su tutto ed in modo dettagliato, comprensibile ed adeguato al tuo livello culturale. Che succede, allora, se il ginecologo non ti prescrive l’amniocentesi oppure non ti informa circa l’esistenza di uno strumento più specializzato per un determinato esame: in particolare, cosa accade in caso di omessa diagnosi in gravidanza?

Quando ottenere il risarcimento del danno?

In via generale, in caso di omessa diagnosi in gravidanza (per esempio in caso di mancata prescrizione di un esame), hai diritto di ottenere il risarcimento del danno. Ma in cosa consiste il risarcimento del danno? Si tratta del ristoro dovuto a chi subisce un danno (che può essere di natura patrimoniale o non patrimoniale) derivante da una condotta illecita contrattuale o extracontrattuale. Nel caso del medico che non ti informa (o, comunque, non lo fa correttamente), ci troviamo dinanzi ad una responsabilità contrattuale che causa (per lo più) danni non patrimoniali. Il medico con la sua condotta non adempie (o non lo fa in maniera corretta) all’obbligazione prevista (quella di informare) ed è tenuto al risarcimento dei danni causati (nel nostro caso morali e, dunque, non patrimoniali). Si parla di danni non patrimoniali quando sono lesi particolari interessi inerenti alla persona. Sarà riconosciuto il:

  • danno biologico, in tutti i casi in cui un soggetto subisca danni alla salute a causa della condotta illecita altrui;
  • danno esistenziale, comprensivo del danno alla vita di relazione, della sofferenza soggettiva e del conseguente sconvolgimento dell’esistenza, ogni volta in cui si parlerà di danno non patrimoniale;
  • danno morale, quando la lesione sia legata alla perdita di una persona cara e, dunque, sia caratterizzata dalla sofferenza interiore soggettiva. Come va chiesto il risarcimento del danno in caso di omessa diagnosi? Analizziamo due fattispecie (a titolo esemplificativo) che si verificano più di frequente.

Risarcimento da nascita indesiderata

Se il medico non ti informa della possibilità di sottoporti all’amniocentesi, o semplicemente non te la prescrive, per cui, solo alla nascita, scopri che tuo figlio è affetto dalla sindrome di down, puoi chiedere il risarcimento del danno? Astrattamente ne hai il diritto ma è necessario che tu dimostri che, se avessi saputo dell’anomalia del feto, avresti interrotto la gravidanza. Non si tratta di una prova semplice da fornire ma basta, ad esempio, provare di avere fatto un consulto medico proprio per conoscere lo stato di salute del nascituro o di avere confidato a terzi di essere favorevole all’aborto o, addirittura, di avere fatto una analoga scelta (di interruzione della gravidanza) in una precedente gravidanza per aver saputo che il feto era malato [1].

 Risarcimento per strumenti diagnostici inidonei

Ti è capitato di fare dei controlli ecografici sul feto per la diagnosi morfologica ed il medico non ti ha informata che esistono strumenti di più alta specializzazione (seppur in altre strutture)? Sappi che, anche in questo caso, potresti chiedere un risarcimento del danno in quanto la struttura sanitaria ed il medico sono sempre obbligati a fornire informazioni circa l’affidabilità e l’innovazione degli strumenti di cui fanno uso [2], proprio al fine di consentire al paziente di rivolgersi presso altra struttura dotata di strumenti più precisi e moderni.

note

[1] Cass. sent. n. 19151 del 19.7.2018.

[2] Cass. sent. n. 4540 del 08.03.2016.

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