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Come fare il testamento biologico

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Cos’è, in che modo ed in quali casi specifici è possibile predisporre il proprio testamento biologico

Negli ultimi anni, sempre con maggiore insistenza, ha preso piede il dibattito sul cosiddetto fine vita. Alcuni clamorosi casi di cronaca, a partire da quelli che hanno coinvolto Eluana Englaro e, più recentemente, Dj Fabo, hanno portato all’attenzione della pubblica opinione il tema della libertà di determinazione del cittadino con riferimento ai trattamenti sanitari in caso di stati vegetativi, cioè di prolungate situazioni in cui manchi una coscienza vigile per poter autonomamente prendere decisioni. Come fare il testamento biologico è negli ultimi tempi un tema di primissimo rilievo. Soprattutto in Italia, poi, dove l’influenza del cattolicesimo è ancora forte, il dibattito politico e le scelte legislative adottate hanno rappresentato un compromesso (non sempre ottimale) fra le varie posizioni culturali in campo. Significativamente solo lo scorso anno è stata approvata una legge [1] che ha regolato il cosiddetto testamento biologico disciplinando la possibilità per il cittadino di dettare norme vincolanti sui trattamenti che vorrà o meno subire nel momento in cui non sia più cosciente. La legge, altrettanto significativamente, ha escluso che sia lecita qualsiasi pratica di eutanasia (cosiddetto suicidio assistito): per il momento, quindi, la legge non consente al cittadino di porre volontariamente termine alla propria esistenza e non consente al medico di assisterlo in questa decisione e volontà. In ogni caso, risulta colmato con questa legge un vuoto normativo significativo che generava situazioni anche penose come quelle di persone per anni attaccate a respiratori artificiali senza più alcuna concreta possibilità di tornare ad una vita normale di relazione.  Oggi, grazie a questa legge, queste delicate situazioni dovrebbero poter trovare una soluzione nel rispetto della volontà, espressa in anticipo dal cittadino, sulle cure e sulle terapie alle quali voler o non voler sottoporsi. Detto questo, riteniamo indispensabile, considerata la novità delle disposizioni ancora poco conosciute, rispondere nel dettaglio con questo articolo a chi ci domanda quali siano le modalità per fare il testamento biologico.

Cos’è il testamento biologico e come funziona?

Come abbiamo detto nell’introduzione, il cosiddetto testamento biologico è stato introdotto in Italia di recente [2].

In realtà la legge non usa l’espressione “testamento biologico” ma usa la definizione di “Dichiarazioni anticipate di trattamento” (ma, al di là dei termini utilizzati, il concetto sostanzialmente è lo stesso).

Con le “Dichiarazioni anticipate di trattamento” il cittadino può, appunto in anticipo ed in previsione di una eventuale sua futura situazione di “incoscienza”:

  • esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari;
  • esprimere il proprio consenso o il proprio rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici, terapie e a singoli trattamenti sanitari;
  • nominare una persona di fiducia che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Le Dichiarazioni anticipate di trattamento (cioè il testamento biologico) devono essere redatte, cioè scritte: per atto pubblico (rivolgendosi quindi ad un notaio), oppure per scrittura privata autenticata, oppure per scrittura privata consegnata personalmente dal cittadino all’ufficio di stato civile del comune dove il cittadino stesso ha la residenza (nei casi di precarie condizioni di salute è possibile anche videoregistrare le volontà del paziente) e con le stesse modalità possono essere in ogni momento rinnovabili, modificabili o revocabili; è utile sottolineare che le dichiarazioni anticipate di trattamento sono esenti da qualsiasi tassa.

I comuni, sulla base di quanto prevede la legge, possono poi istituire un registro dei testamenti biologici consegnati dal cittadino all’ufficio dello stato civile.

La legge specifica che esse possono essere predisposte dopo che il cittadino abbia acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte.

Il fiduciario che il cittadino può nominare nelle Dichiarazioni anticipate di trattamento deve essere, come precisa la legge, una persona maggiorenne e capace di intendere e volere: come abbiamo precisato il fiduciario avrà il compito di rappresentare la persona che ha scritto le Dichiarazioni anticipate di trattamento nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Naturalmente il fiduciario potrà accettare l’incarico (sottoscrivendo le Dichiarazioni anticipate di trattamento o con atto separato allegato alle Dichiarazioni) o rinunciarvi con dichiarazione che sarà comunicata a chi lo ha nominato (cioè al paziente che ha predisposto il proprio testamento biologico); allo stesso modo, senza dover motivare la propria decisione, il paziente che ha redatto il proprio testamento biologico può sempre revocare la nomina del fiduciario.

In tutti i casi in cui il fiduciario non vi sia (ad esempio per morte, rinuncia, sopravvenuta incapacità, mancata nomina), le volontà contenute nel testamento biologico restano valide e, se necessario, sarà il giudice tutelare a nominare al paziente un amministratore di sostegno secondo le norme di legge [3].

Il medico che ha in cura un cittadino che ha predisposto il proprio testamento biologico è tenuto a rispettare le decisioni in esso contenute a meno che, in accordo con il fiduciario, le decisioni stesse non appaiano più utili o corrispondenti alle condizioni cliniche attuali del paziente oppure se sussistano terapie (di cui non si aveva conoscenza quando il testamento fu preparato) capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Nel caso in cui sorga un contrasto tra il medico ed il fiduciario sulla decisione da adottare e, quindi, sulla terapia da intraprendere o da non intraprendere, spetta al giudice tutelare stabilire che tipo di intervento adottare: al giudice tutelare può fare ricorso il fiduciario, il rappresentante legale della struttura sanitaria, il coniuge del paziente, la persona che conviva stabilmente con il paziente, i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo grado del paziente ed anche il pubblico ministero che esercita generali poteri di controllo dell’applicazione delle leggi.

Il testamento biologico può essere sempre revocato

La persona incapace di intendere e volere può fare testamento biologico?

La legge consente di scrivere il testamento biologico (cioè le Dichiarazioni anticipate di trattamento) solo al cittadino che sia maggiorenne e che sia capace di intendere e volere.

Questo significa che chi è stato dichiarato interdetto per infermità di mente o è minorenne non può fare il testamento biologico.

E anche se un minorenne o un interdetto preparassero il proprio testamento biologico e lo depositassero lo stesso al comune, questo testamento biologico non sarebbe valido e non avrebbe alcun valore perché, come abbiamo precisato, la persona che è stata interdetta o il minorenne non può attivare il testamento biologico (cioè le Dichiarazioni anticipate di trattamento).

Invece per le persone interdette e per i minorenni che non possono attivare il testamento biologico, l’articolo 3, comma 5, della legge n. 219 del 2017 stabilisce che:

– tocca al tutore (i genitori, normalmente per un minorenne) prendere le decisioni sulle cure e sulle terapie,

– se ci fosse un contrasto tra il tutore (o i genitori) che rifiuta una cura ed il medico che, invece, la considera appropriata e necessaria, la decisione spetta al giudice tutelare al quale può fare ricorso il tutore, il rappresentante legale della struttura sanitaria, il coniuge dell’interdetto, la persona che conviva stabilmente con l’interdetto, i parenti entro il quarto grado dell’interdetto o del minorenne, gli affini entro il secondo grado dell’interdetto o del minorenne e il pubblico ministero. Evidenziamo, infine, che resta comunque valido il testamento biologico che la persona incapace di intendere e volere avesse predisposto prima di essere dichiarato interdetto con sentenza.

La persona incapace di intendere e volere non può fare il testamento biologico

note

[1] L. n. 219/2017.

[2] Art. 4, l. n. 219/2017.

[3] Art. 404 cod. civ.


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