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Esclusione del socio per giusta causa

17 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 settembre 2018



In questo articolo vedremo in quali casi e secondo quali modalità avviene l’esclusione del socio per giusta causa, sia nelle società di persone che nelle società a responsabilità limitata.

Fai parte di una società è da qualche tempo il comportamento di uno dei soci non ti piace affatto. Ne hai parlato gli altri, e la tua opinione viene ampiamente condivisa. Il socio in questione pone in essere dei comportamenti che sono in aperto contrasto con gli interessi della società; tutti avete la sensazione che arrivi ad appropriarsi di denaro di quest’ultima, e più di una volta ti sei accorto che utilizza l’auto aziendale per fini personali. Quando avete costituito la società, confidavate molto nella realtà di ognuno dei partecipanti, e nel fatto che l’unione delle vostre forze vi avrebbe consentito di realizzare obiettivi importanti. Ora, in presenza di questa situazione, temete che le sorti stesse della società possono essere ben diverse da quelle che avevate progettato con tanto entusiasmo. Ti chiedi quindi, insieme agli altri, in quali casi può avvenire l’esclusione del socio dalla società per giusta causa, e secondo quali modalità. In questo articolo troverai una guida su come agire.

Prima di esaminare come avviene l’esclusione del socio dalla società per giusta causa, occorre fare una distinzione tra società di persone e società di capitali. Questa differenziazione, che emerge dalla stessa terminologia usata, è importante, perché diversa è la disciplina dell’ esclusione del socio per le une e per le altre. Ecco in cosa si distinguono:

  • nelle società di persone (società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice), si pone l’accento sull’elemento personale della società, vale a dire sulle persone stesse dei soci. Per tutte queste società è prevista la possibilità di escludere il socio al verificarsi di certe condizioni, che vedremo più avanti;
  • nelle società di capitali (le cui forme principali sono la società per azioni, la società a responsabilità limitata e la società in accomandita per azioni), invece, si ha riguardo al capitale, vale a dire all’insieme dei conferimenti, in denaro o sotto altra forma, effettuato dai soci al momento in cui costituiscono la società. L’esclusione del socio per giusta causa è previsto soltanto nella società a responsabilità limitata (s.r.l.), nelle quali si ha riguardo alle persone dei soci in un modo che le avvicina alle società di persone.Per gli altri tipi di società di capitali, invece, la persona del socio è irrilevante.

Vediamo dunque come funziona l’esclusione del socio per giusta causa per le une e per le altre.

Esclusione del socio per giusta causa nelle società di persone 

Le società di persone, come ti ho detto, sono caratterizzate soprattutto del rapporto di fiducia tra i soci, e comunque in esse vengono in considerazione le persone dei soci e la loro idoneità a far parte della compagine sociale.  Pertanto, le situazioni che giustificano l’esclusione di un socio dalla società [1] sono principalmente queste:

  • l’interdizione e l’inabilitazione del socio. L’interdizione è un provvedimento del Tribunale, in forza del quale un soggetto, che non è più in grado di occuparsi dell’amministrazione del proprio patrimonio, viene sostituito, per il compimento di tutte le necessarie attività,da un  tutore che lo rappresenta. Il tutore è nominato dallo stesso Tribunale. L’inabilitazione è anch’essa un provvedimento del Tribunale, riguardante soggetti che,  pur essendo capaci di intendere e di volere, hanno tuttavia una ridotta capacità di occuparsi dell’amministrazione dei propri beni. Pertanto, queste persone vengono affiancate, nel compimento degli atti più importanti e complessi (detti di straordinaria amministrazione), da un curatore, nominato dal Tribunale. E’di tutta evidenza che nelle società di persone, in cui sono rilevanti e determinanti le caratteristiche personali dei soci che ne fanno parte, una situazione di questo genere non giustifica più la permanenza del socio in seno alla società, e tanto costituisce una giusta causa di esclusione del socio;
  • qualora il socio abbia subito una condanna penale che importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici. L’interdizione dai pubblici uffici è una c.d. “pena accessoria”: una pena, cioè, che viene inflitta  chi ha commesso un reato,  legato ad un ufficio pubblico ricoperto dal condannato. Interdizione dai pubblici uffici può essere perpetua o temporanea: in ogni caso fa venir meno l’idoneità del socio a far parte della società;
  • l’impossibilità sopravvenuta che il socio partecipi alla società. La partecipazione alla società, infatti, avviene a seguito della stipula di un contratto sociale tra tutti i partecipanti. Questo contratto può prevedere che i soci prestino la loro opera nella società,se ne  hanno le competenze, oppure che conferiscano dei beni a titolo di partecipazione,ho entrambe le cose. Se per circostanze sopravvenute il socio non è più in condizioni di svolgere la propria opera nella società come previsto dal contratto sociale, o se i beni da lui conferiti a titolo di partecipazione, per qualche ragione, vengono meno, cade la giustificazione della partecipazione del socio e pertanto è ben possibile la sua esclusione;
  • qualora il socio ponga in essere delle gravi inadempienze rispetto agli obblighi assunti con il contratto sociale. Un esempio può essere quello dell’utilizzo per fini personali di somme appartenenti alla società, oppure l’utilizzo, senza consenso degli altri soci, di beni che appartengono al patrimonio sociale per realizzare delle finalità di tipo personale, e non quelle della società. Fatti tanto più gravi, se commessi da un socio che ha poteri decisionali, come può essere un amministratore della società.

L’esclusione del socio di una società di persone avviene mediante delibera assembleare. L’amministratore, o qualsiasi altro socio (se nelle condizioni di dover essere escluso  è l’amministratore stesso), convoca l’assemblea dei soci, avente ad oggetto l’esclusione del socio.. La deliberazione avverrà a maggioranza, escludendosi dal computo di questa il socio da escludere. Essa dovrà quindi essere comunicata all’interessato, e avrà effetto  trascorsi 30 giorni dalla data della comunicazione. Avverso la delibera il socio potrà proporre opposizione davanti al Tribunale competente.

Esclusione di un socio per giusta causa nelle s.r.l.

Per quanto riguarda le società di capitali, la possibilità di escludere un socio per giusta causa ricorre nelle società a responsabilità limitata. La legge stabilisce che ciò possa avvenire:

  • se il socio non ha effettuato il conferimento da lui dovuto;
  • se sono scadute, sono venute meno per qualsiasi ragione, la polizza assicurativa o la fideiussione prestata dal socio a garanzia delle prestazioni che dovrebbe svolgere nella società;
  • nei casi previsti nell’atto costitutivo e nello statuto.

Cominciando dalla prima ipotesi [2], ovvero il mancato conferimento entro il termine stabilito. In questa forma societaria, ogni socio deve effettuare, entro un certo termine, un conferimento in denaro o sotto altre forme previste nell’atto costitutivo o nello statuto. Se il socio non vi provvede, gli amministratori lo diffidano ad eseguirlo entro 30 giorni. Se entro tale termine il socio ancora non ha effettuato il conferimento, gli amministratori possono vendere la quota del socio inadempiente agli altri soci, in proporzione delle rispettive quote di partecipazione. Se gli altri soci non si mostrano interessati all’acquisto, e se l’atto costitutivo lo consente, la quota del socio moroso sarà messa all’asta. Nel caso in cui ancora non vi siano compratori, il socio viene escluso e le somme da lui già riscosse vengono trattenute.

La seconda ipotesi [3] è quella  in cui siano scadute o siano divenute  inefficaci, per qualsiasi motivo, la polizza assicurativa o la fideiussione bancaria prestata da uno dei soci. La legge consente infatti che  il socio, anziché effettuare un conferimento in denaro o in natura, sì obblighi ad effettuare in favore della società una prestazione d’opera o di servizi. In questo caso gli obblighi assunti dal socio devono essere garantiti da adeguata polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. Nel caso in cui queste scadano senza essere rinnovate, o per qualsiasi ragione vengano meno, si giustifica l’esclusione del socio dalla società.

Il socio può anche essere escluso dalla società per il verificarsi di specifiche situazioni previste nell’atto costitutivo [4]. Questi casi di esclusione devono essere specifici.  Deve trattarsi inoltre di situazioni di particolare gravità, come una grave violazione dei doveri derivanti dalla partecipazione alla società, oppure la sopravvenuta impossibilità, per socio, di partecipare. Pertanto, anche in questo caso sono valide le ragioni giustificative dell’esclusione che abbiamo visto nel caso della società di persone. Ad esempio:

  •  il caso in cui il socio distragga denaro appartenente alla società per realizzare finalità personali;
  • l’utilizzo a titolo personale di beni della società;
  • la sopravvenuta interdizione o inabilitazione;
  • il fallimento del socio;
  • il caso in cui il socio, che si è impegnato a prestare una determinata attività, non sia più in grado di porla in essere;
  • in caso  di conferimento di un bene in godimento della società, il perimento del bene medesimo.

Una volta che l’atto costitutivo abbia stabilito quali sono da considerarsi  giuste cause di esclusione del socio, non è possibile nessun sindacato da parte del giudice, a differenza di quello che avviene nelle società di persone. Il giudice si limita a verificare la sussistenza della causa di esclusione così come prevista dall’atto costitutivo, e non potrà mettere in discussione l’opportunità dell’esclusione medesima.

Procedimento per l’esclusione del socio nelle s.r.l.

La legge non dice nulla di esplicito riguardo alla procedura di esclusione. Pertanto è l’atto costitutivo che deve contenere una disciplina precisa delle modalità con cui deve essere assunto ed eseguito tale provvedimento. La precisione delle disposizioni dell’atto costitutivo è fondamentale, per evitare ambiguità nell’interpretazione e per prevenire, il più possibile, i casi di ricorso all’autorità giudiziaria.

Pertanto, la delibera di esclusione del socio può essere attribuita dall’atto costitutivo agli altri soci, all’assemblea, oppure al consiglio di amministrazione. Potrebbe anche essere prevista una procedura analoga a quella stabilita dalla legge a proposito delle società di persone e che già abbiamo visto.Oppure la decisione potrebbe  essere demandata ad altri organi, come il collegio sindacale o il collegio dei probiviri; o ancora risultare dal concorso di più decisioni. Il socio escluso avrà diritto al rimborso della sua quota,  in proporzione al patrimonio sociale, considerando il valore di mercato di quest’ultimo.

Ora sai in quali casi e in che modo può avvenire l’esclusione del socio per giusta causa, e saprai come comportarti se nella società di cui fai parte è presente una delle situazioni che ti ho descritto.

note

[1] Art. 2286 cod. civ.

[2] Art. 2466 cod. civ.

[3] Art. 2466 cod. civ.

[4] Art. 2473 bis cod. civ.

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1 Commento

  1. Ma se la società è del tipo snc con 2 soci al 50%, come è possibile avere la maggioranza per escludere il socio (amministratore) inadempiente?

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