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Posso lavorare da casa?

13 settembre 2018


Posso lavorare da casa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 settembre 2018



Lo smart working: come svolgere un lavoro fuori sede con l’accordo tra datore di lavoro e dipendente. Come si realizza il contratto di lavoro.

Il mondo del lavoro sta velocemente cambiando. Oggi moltissime persone lavorano con la rete e diventa sempre meno importante la presenza fisica nel luogo di lavoro. Anche la legge si è accorta di questi importanti cambiamenti e, per la prima volta, è stato introdotto anche in Italia il cosiddetto smart working, ossia il lavoro fuori dalle mura aziendali, senza vincoli precisi di spazio e di orario. Si tratta di una nuova modalità di concepire il rapporto di lavoro e la prima applicazione sembra essere incoraggiante. Sono infatti moltissime le aziende che hanno introdotto la possibilità per i propri dipendenti di scegliere il lavoro da casa.

L’avvento della tecnologia ha modificato profondamente la nostra società sotto tutti i profili. Oggi, grazie alle moderne tecnologie, l’uomo può fare cose impensabili fino a poco tempo fa. Anche il mondo del lavoro è stato inevitabilmente sconvolto dalla rivoluzione tecnologica. Basti pensare alla nascita di tutta una serie di professionalità fino a poco tempo fa inesistenti che sono legate proprio all’uso della rete e del web. Lavorare tramite un videoterminale connesso ad una rete aziendale è la prassi per milioni di lavoratori. Questi dipendenti possono, in teoria, lavorare in qualsiasi luogo purchè abbiano a disposizione un computer ed una rete internet. Ed allora capita spesso che un dipendente si chieda: posso lavorare da casa? La risposta è si ed anzi oggi lo Stato italiano ha espressamente riconosciuto il cosiddetto smart working o lavoro agile con una apposita legge [1].

Che cos’è lo smart working?

Per capire che cos’è lo smart working bisogna pensare, innanzitutto, ad un profondo cambiamento nel rapporto tra lavoratore e datore di lavoro. Fino ad oggi siamo stati abituati a pensare al rapporto di lavoro come qualcosa di statico. Il dipendente va nella sede aziendale ad un orario prestabilito e, anzi, se ritarda rischia di essere sanzionato. Lavora le sue otto ore e poi timbra il cartellino e torna a casa. L’idea che prevale nella concezione tradizionale del rapporto di lavoro è basata sul tempo. Io lavoro per otto ore al giorno. Non conta tanto cosa faccio, quali risultati produco ma quanto tempo sto in azienda.

Lo smart working rivoluziona tutto questo e sposta l’attenzione dal tempo al risultato.

Lo smart working è dunque una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante un accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e il lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Come si attua lo smart working?

Lo smart working non è una nuova tipologia di rapporto di lavoro. È solo un modo diverso di lavorare. In sostanza, il dipendente non deve più recarsi nella sede aziendale ma può lavorare da qualsiasi luogo purché faccia ciò che deve fare.

Per attuare lo smart working occorre un accordo tra lavoratore e datore di lavoro. Nell’accordo deve essere previsto per quante giornate il dipendente ha diritto a lavorare in modalità smart, con quali strumenti deve lavorare, quali misure vengono adottate per proteggere la salute e la sicurezza del dipendente anche se lavora fuori dai locali aziendali.

Il lavoratore, dunque, oggi ha uno strumento che gli consente di lavorare da casa. Ma non possiamo parlare di un vero e proprio diritto. L’accordo sullo smart working, infatti, presuppone il consenso di entrambe le parti. Il lavoratore può, quindi, chiedere che gli venga concesso di lavorare in modalità smart ma non può pretendere che ciò avvenga.

Quali sono i vantaggi dello smart working?

I primi dati disponibili ci dicono che la legge ha prodotto effetti positivi e sono già migliaia gli accordi di smart working sottoscritti.

I vantaggi che possono essere ottenuti con lo smart working sono di tre tipi: economico, organizzativo e sociale.

Dal punto di vista economico, il vantaggio principale per l’azienda è il risparmio. Basti pensare all’energia elettrica e a tutti i costi necessari per tenere aperti tanti uffici. Se i lavoratori lavorano da remoto molti costi vengono abbattuti.

Inoltre, secondo alcuni studi, l’azienda ne trae anche un vantaggio organizzativo e produttivo. Il dipendente, infatti, con lo smart working si sente più libero, più in armonia con il proprio tempo e rende di più.

Dal punto di vista della collettività, inoltre, vi sono importanti vantaggi sociali ed ambientali. I dipendenti che lavorano da casa evitano di affollare tutte le mattine le strade delle città con le loro autovetture, con evidente beneficio dell’ambiente e della vivibilità delle città.

Secondo alcuni studi, anche una sola giornata a settimana di smart working consente di ridurre in media 40 ore all’anno di spostamenti del dipendente. Sul fronte ambientale una simile riduzione di spostamenti in auto determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di anidride carbonica all’anno, considerando che in media le persone percorrono circa 40 chilometri per recarsi al lavoro e ipotizzando che facciano un giorno a casa di lavoro da remoto.

note

[1] Legge n. 81/2017.


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