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Come finanziare un’azienda

7 ottobre 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 ottobre 2018



In questo articolo vedremo come finanziare un’azienda e quali sono le possibili fonti di finanziamento alle quali ricorrere.

Gestisci un’azienda che è stata avviata da poco e ti rendi conto di non avere a disposizione il denaro necessario a farla funzionare come vorresti. Hai un piano ben preciso, e sai che se riuscissi a dare impulso alla produzione in modo tale da soddisfare le richieste della potenziale clientela, la tua azienda certamente farebbe un salto di qualità. Hai dei soci, ma anche loro si trovano nelle tue stesse condizioni: non hanno la possibilità di intervenire per aiutare l’attività aziendale. Il denaro non è sufficiente, e con la liquidità di cui ognuno di voi dispone occorre far fronte alle spese necessarie per la vita vostra e delle vostre famiglie. Quali potrebbero essere dunque le fonti di finanziamento? Se ti stai chiedendo come finanziare un’azienda, questo articolo fa al caso tuo. Parleremo dei vari modi reperire il denaro necessario al funzionamento di un’impresa.

Entriamo subito nel vivo del discorso e chiariamo come finanziare un’azienda. Le imprese si finanziano in due modi:

  • con capitale proprio;
  • con capitale di terzi.

Il capitale proprio è costituito dai conferimenti effettuati dall’imprenditore, oppure, in caso di società, dai soci. I conferimenti vengono innanzi tutto effettuati al momento della costituzione dell’impresa; ma possono esserne fatti altri nel corso dell’attività. Ciò avviene, ad esempio, quando l’imprenditore è consapevole che l’azienda sta crescendo, e, avendo disponibilità, effettua ulteriori apporti rispetto a quelli iniziali. Questa operazione è più facile in caso di società, grazie alla possibilità ridurre il carico degli apporti necessari, dividendolo tra i vari soci. Un’altra forma di finanziamento dell’azienda tramite capitale proprio è realizzati l’utilizzo del capitale di risparmio. Con questa espressione si intendono gli utili che vengono e che, invece di essere distribuiti, sono reinvestiti per potenziare la produzione.

Il finanziamento mediante capitale di terzi può essere di due tipi:

  • debiti di funzionamento;
  • debiti di finanziamento.

I debiti di funzionamento consistono in dilazioni di pagamento, che l’impresa ottiene dai fornitori. L’azienda si accorda con questi ultimi, per pagare le materie prime utilizzate in un momento successivo, quando realizzerà gli utili che ne deriveranno. In questo modo, non riceverà direttamente denaro da nessuno, ma eviterà un esborso e potrà utilizzare le somme corrispondenti in ulteriori investimenti, riservandosi di pagare i fornitori in un momento successivo, quando gli utili aumenteranno.

I debiti di finanziamento sono, invece, somme di denaro provenienti da terzi. Vediamo quali sono modalità più frequenti per procurarsele.

Finanziare un’azienda con un mutuo

È un contratto disciplinato dal codice civile [1]. Le parti di questo contratto sono due:

  • il mutuante: è la parte che consegna all’altra una certa quantità di denaro, o, come vedremo, di altre cose fungibili (di solito si tratta di una banca);
  • il mutuatario:  è la parte che riceve il denaro, o le altre cose formanti oggetto del contratto, e si obbliga a restituirne altrettante della stessa specie e quantità.

Come abbiamo detto poc’anzi, il contratto di mutuo può avere ad oggetto non solo il denaro, ma anche una certa quantità di cose fungibili. Cosa si intende con questa espressione? Si tratta di quelle cose che possono essere sostituite con una uguale quantità di beni dello stesso genere: ad esempio, un chilo di farina di un certo tipo è fungibile, perché sostituibile con la stessa quantità e qualità di prodotto. Il denaro è il bene fungibile per eccellenza: una banconota da 50 euro è sostituibile con un’altra banconota dello stesso importo, senza che per il possessore nei cambi minimamente l’utilità. Viceversa, un quadro d’autore è un bene infungibile.

Il mutuo, solitamente, è oneroso. Chi presta denaro o altre cose lo fa per trarne un guadagno. Questo guadagno è l’interesse: parlando di denaro (che è quello che più ci interessa), si tratta di una certa percentuale sulla somma formante oggetto del contratto, che il mutuatario deve restituire al mutuante insieme alla somma ricevuta inizialmente, detta capitale. In questo caso il mutuo si dice oneroso.

Il mutuo può essere anche gratuito, quando le parti si accordano in tal senso. In questo caso, il mutuatario dovrà restituire al mutuante soltanto il capitale, senza interessi.

D’ora innanzi ti parlerò soltanto del mutuo oneroso, perché è quello più frequente quando si vuole finanziare un’azienda. Considereremo, quindi, soltanto il mutuo avente ad oggetto somme di denaro, per le quali deve essere corrisposto un interesse.

L’interesse è una percentuale del capitale dato a prestito. Di norma, sia il capitale che gli interessi vengono ripartiti in rate, che possono essere mensili, semestrali o annuali. La misura degli interessi è concordata nel contratto di mutuo, ma, a pena di nullità, essi non possono superare una certa soglia stabilita dalla legge: se la superano, essi sono considerati usurari. Se non è stata stabilita nel contratto la misura degli interessi, verrà quella fissata dalla legge. Ovviamente, con le banche questo non avviene mai: sono esse a decidere la percentuale loro dovuta.

La banca, prima di erogare un mutuo, pretende garanzie di solvibilità del mutuatario, ovvero della sua capacità di restituire le somme ricevute. Vorrà quindi conoscerne i redditi; in più, chiederà garanzie, che possono consistere nell’accensione di ipoteche su beni immobili (garanzie reali), oppure in fideiussioni, cioè nell’impegno, da parte di terze persone solvibili, di pagare qualora non vi provveda il mutuatario (garanzie personali).

Se il mutuatario non paga anche una sola rata, il mutuante può chiedere la risoluzione del contratto e la restituzione dell’intera somma data in prestito.

Finanziare un’azienda con l’anticipo fatture

L’anticipo fatture è un modo per ottenere liquidità immediata da parte di una banca. L’azienda presenta alla banca una o più fatture che devono essere pagate da clienti. La banca anticipa all’azienda un importo pari a quello della fattura, o leggermente inferiore: somma che le sarà restituita nel momento in cui la fattura verrà pagata. Sull’importo anticipato dalla banca dovranno essere pagati interessi e commissioni. Di solito la somma anticipata viene ridotta di una percentuale che va dal 20% al 30%. Sarà la stessa banca a riscuotere la fattura, trattenendo un importo corrispondente a quello anticipato, più gli interessi e le commissioni, e versando sul conto del cliente l’eventuale somma residua.

Due sono le principali forme di anticipo fatture:

  • il mandato all’incasso, quando la banca riceve dal cliente l’incarico di incassare la fattura alla scadenza, trattenere le somme che le spettano e di versare al cliente la differenza. In questo caso, creditore rimane l’azienda, e la banca ha solo l’incarico di riscuotere;
  • la cessione del credito, quando l’azienda esce di scena, il credito corrispondente alla fattura viene ceduto alla banca, e quest’ultima avvisa il debitore  su modalità termini di pagamento. Se quest’ultimo non avviene, sarà la banca ad occuparsi della riscossione coattiva.

Finanziare un’azienda con il factoring

Il factoring è un contratto, in forza del quale l’azienda cede a un’impresa specializzata i propri crediti, ricevendo in cambio alcuni servizi:

  • la gestione dei crediti ceduti;
  • l’incasso degli stessi;
  • l’anticipazione dei corrispondenti importi prima della scadenza.

Si tratta di un contratto atipico, vale a dire non espressamente disciplinato dalla legge, che richiede la presenza di questi presupposti:

  • la società di factoring deve essere autorizzata a svolgere questa attività, ed essere iscritta in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia;
  • chi cede il credito deve essere un imprenditore, non si tratta di un contratto al quale possa ricorrere un privato qualsiasi;
  • i crediti devono essere maturati nell’ambito dell’esercizio dell’impresa da parte del cedente.

Il vantaggio per l’azienda sta nella possibilità di ottenere liquidità immediata, senza dover attendere il pagamento dei crediti; in questo modo può pagare prontamente i fornitori e portare avanti la produzione, senza che si vengano a creare sofferenze.

Finanziare un’azienda con il credito di filiera

Il credito di filiera è una modalità di finanziamento ancora poco conosciuta in Italia. In sostanza, l’azienda non viene vista come un soggetto isolato, ma come un elemento facente parte di una “filiera”, di un sistema più ampio costituito da diverse aziende interconnesse. In questo modo, è possibile ottenere di essere garantiti presso le banche da un’azienda più consistente e solvibile, con la quale la propria azienda intrattiene rapporti derivanti dall’attività di entrambi.

Facciamo un esempio: una piccola azienda vende abitualmente a un’altra la materia prima, che poi viene utilizzata per realizzare determinati prodotti da immettere sul mercato. L’azienda acquirente è già solida, affermata e conosciuta dalle banche: potrà quindi farsi garante dell’azienda fornitrice, che in questo modo potrà ottenere i finanziamenti necessari senza rischiare dinieghi da parte degli istituti di credito. Naturalmente, tra le due imprese deve esserci un rapporto solido e basato sulla fiducia.

Finanziare un’azienda trovando il partner giusto

Un altro modo per finanziare un’azienda è quello di coinvolgere altre persone che dispongano del denaro necessario. Ecco come:

  • rivolgersi ad amici e parenti. chiedendo loro i soldi in prestito. Secondo il grado di confidenza e di affetto, è possibile concordare o meno degli interessi. Occorre, naturalmente, essere certi di poter restituire le somme, per non rischiare il deterioramento dei rapporti e il disagio psicologico che vi sarebbe per tutte le parti coinvolte. E’ utile, e sintomo di serietà, formalizzare l’impegno per iscritto;
  • trovare un Business Angel: si tratta di persone che dispongono di denaro da investire in attività imprenditoriale di altri, e che hanno maturato in un certo ambito un’esperienza, che consente loro di dare le necessarie indicazioni per il buon funzionamento dell’attività e la realizzazione degli obiettivi aziendali. Ovviamente, il Business Angel parteciperà ai profitti realizzati;
  • entrare in società con persone che credono nell’azienda e che dispongono di liquidità;
  • ricorrere al crowfunding. Si tratta di una forma di finanziamento consistente nella raccolta di fondi tramite siti Internet specializzati. In questo modo, si ottengono tante piccole somme di denaro, che messe insieme formano l’importo necessario all’azienda per realizzare un obiettivo. Le persone disponibili a dare un contributo lo fanno, di solito, perché vogliono aiutare un progetto che apprezzano, oppure perché l’imprenditore promette loro in cambio sconti o prestazioni gratuite.

Ora sai come finanziare un’azienda: non ti resta che individuare il modo che ritieni faccia al caso tuo.

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