Ecco perché la flat tax non aiuterà i poveri

10 settembre 2018


Ecco perché la flat tax non aiuterà i poveri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 settembre 2018



Vantaggi fiscali solo per chi guadagna più di 50mila euro e meno di 100mila euro in un anno. Tagliati pensionati e dipendenti. 

Potrà accantonare i propri sogni chi sperava che la tanto attesa flat tax avrebbe risollevato le sorti economiche della propria famiglia attraverso una riduzione del carico fiscale. Anche per il prossimo anno, dunque, i soldi dello stipendio da destinare alle bollette, al mutuo, all’università del figlio e alle altre spese quotidiane saranno sempre gli stessi. Almeno per ora. Secondo il progetto di riforma attualmente in circolazione, la flat tax sarà molto diversa dalle promesse e da come gran parte degli italiani sperava. Si tratterà, in buona sostanza, di una rivisitazione del regime fiscale “forfettario” che già oggi esiste e che vedrà ora ampliata la propria platea. Ma, come noto, a beneficiarne saranno solo le imprese e i professionisti. Paradossalmente le persone più svantaggiate, pensionati e lavoratori dipendenti, resteranno esclusi dal beneficio e, per loro, il 2019 vedrà le stesse odiate tasse. Anzi, probabilmente per finanziare la flat tax per le partite Iva, dovranno rinunciare al bonus di 80 euro (che forse sarà restituito in termini di detrazioni fiscali). Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’ipotesi delle due aliquote fino a 100 mila euro

Hai mai visto, in vita tua, 100 mila euro in un solo anno? Se la risposta è no, sappi che non sei considerato tra quei contribuenti che avranno diritto a pagare meno tasse. Se invece a tanto ammonta la tua dichiarazione dei redditi, per te ci sono buone notizie. 

L’ipotesi messa a punto dai tecnici della Lega e che probabilmente confluirà nella legge di Bilancio prevede l’estensione del regime forfettario a chi guadagna fino a 100 mila euro in un mese. Insomma: bisogna accettare l’idea che la nuova flat tax non è altro che il vecchio regime forfettario. Regime che consente di non pagare Iva e di avere un’aliquota fissa per l’Irpef (appunto “flat”). Oggi, chi entra nei cosiddetti “minimi” ha una tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se soddisfa particolari requisiti, e una tassazione sostitutiva al 15% negli altri casi, l’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, spesometro, comunicazione delle liquidazioni periodiche…), dagli studi di settore, dall’Irap, dall’Irpef, dalle addizionali e dalla tenuta delle scritture contabili. 

Soglie di reddito della nuova flat tax

Attualmente possono usufruire del regime forfettario solo i professionisti che hanno un reddito inferiore a 30mila euro, i commercianti che dichiarano fino a 50 mila euro e altre categorie minori. Secondo invece il progetto cui sta lavorando il Governo, tali limiti si estenderanno. Il tutto secondo attraverso due scaglioni:

  • un’aliquota del 15% per professionisti e imprese con ricavi fino a 65mila euro;
  • un’aliquota del 20% per i ricavi nella fascia da 65 a 100 mila euro.

Ad essere premiati, quindi, non saranno quelli che guadagnano meno di 30mila euro ma i contribuenti – con partita Iva – che hanno un reddito da 50 a 100mila euro nell’anno. 

Promesse deluse

Ad avvantaggiarsi sino ad oggi del regime forfettario sono stati un gran numero di professionisti e micro aziende, schiacciate dalla morsa fiscale. Si pensi che nei primi tre mesi del 2018, il 41,6% delle nuove partite Iva ha aderito a questa forma di tassazione agevolata. Con l’innalzamento del limite di reddito, dal 2019 potrebbero valutarne la convenienza della nuova flat tax, tra gli altri, circa 58mila avvocati, 23mila commercialisti e altrettanti geometri. 

Sicuramente il regime forfettario è uno dei sistemi fiscali più utili che conosca la nostra legislazione tributaria, ma non sarà certo una novità partorita dal Governo M5S-Lega. L’innalzamento della soglia darà respiro a numerosi professionisti e piccoli imprenditori ma non genererà quei benefici sul ceto povero che erano stati sperati.

Sarà poi importante vedere se la manovra ammorbidirà gli altri limiti per accedere al forfait, oltre al tetto dei ricavi. Oggi occorre anche non aver pagato più di 4mila euro lordi a collaboratori e dipendenti nel corso dell’anno. Inoltre il costo totale dei beni strumentali a fine anno non deve superare 20mila euro.

Nuova flat tax: chi ne beneficerà?

Abbiamo già detto che la nuova flat tax potrà andare a beneficio solo di chi ha la partita Iva. Secondo le proiezioni pubblicate oggi dal Sole 24Ore, l’identikit del contribuente destinatario di tale regime vive nel Centro Nord e ha meno di 50 anni. Non è quindi né un pensionato, né un lavoratore dipendente, né uno stagionale.


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6 Commenti

  1. Bravi. Anche io ho fatto le stesse considerazioni appena ho letto la notizia. Le tasse dovrebbero essere uguali per tutte e loro invece sono intervenute su quelle delle micro aziende con i cui soldi Salvini si è fatto eleggere. Hanno aiutato solo i loro elettori. Altro che governo del cambiamento. A cambiare sono stati loro

  2. Ho votato convinto M5S ma sapere che dei giustiziasti si sono messi con un partito indagato solo per conquistare il potere mi dà il voltastomaco. Se Di Maio fosse stato coerente con se stesso e con le promesse di una società giusta avrebbe chiuso con Salvini ora che è indagato e che il suo partito è stato condannato per finanziamento illecito. Anche loro sono diventati come tutti gli altri. Non li voto più

  3. In buona sostanza verranno avvantaggiati professionisti e microimprese, cioè coloro che contrariamente alle famiglie, scaricano spese per cene, auto, viaggi camuffati da spostamenti di lavoro, e chi ne ha più ne metta. La visione di questa “nuova classe politica” mi dà l’idea di vecchiume.

  4. VORREI DIRE CHE NON TUTTI QUELLI CHE GUADAGNANO SINO A 100 MILA EURO SONO RICCHI, OPPURE HANNO UNA ENTRATA FISSA E SICURA. CON LA PARTITA I.V.A. PUO’ ACCADERE CHE IN UN ANNO LAVORI MOLTO, IN ALTRO PERIODO NON LAVORI PER NULLA, QUINDI LA FLAT TAX TI AIUTA A RIMANERE A GALLA, ALTRIMENTI CHIUDI. SCRIVERE TANT PER FARE SOLO DANNI AL PAESE E A CHI LAVORA NON E’ ONESTO CARI VOI!!

  5. Ho sempre letto con interesse i vostri aritcoli, ma finire nel politchese è stato uno scivolone.
    Non aiuterà i poveri? Avete mai avuto una parita iva? Siete mai stati agenti di commercio? Avete mai provato ad aprire una attività? Avete mai pagato il 60% di tasse? Avete mai pagato le tasse amche se non produci? Sinceramente ho come l’impressione che non sappiate di cosa parlate.

    I poveri sono i dipendenti e i pensionati? Che hanno almeno uno stipendio(o pensione) fisso e non devono preoccuparsi di fare la fame per pagare le tasse?

    Le piva sono il core economico del paese, senza L’economia muore all’istante. Le p.iva si svegliano la mattina e se non producono fanno la fame! Non hanno niente di assicutato. Non hanno tutele, non hanno malattia, non hanno finanzimenti e mutui facili e non hanno nesun altro tipo di sicurezza.

    Le piva sono la vera faccia della MERITOCRAZIA: se non produci fai la fame.

    Vi ho sempre letto per tutto cio che riguarda diritto e legge, ma sinceramente credo che per parlare di economia serve avere altre conoscenze.

    Parlo da lavoratore autonomo che ha rifiutato la piva perché è assurdo il trattamento ad essa riservato. Meglio fare il dipendente oggi, già. Ho scelto anch’io questa strada molto meno meritocratica e produttiva, ma piu tutelata e retribuita; meglio cosi perché i veri poveri sono proprio le piva.

    Molto deluso da questo articolo politicizzato (dal mio punto di vista ovviamente), mi dispiace.

  6. Ma hanno sbloccato i rinnovi contrattuali per il settore pubblico, ora hanno diminuito la tassazione per i privati… Ma dico, che vi lamentate?

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