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Instagram e il furto di immagini per scopi commerciali; pirateria di foto

7 Febbraio 2013 | Autore:
Instagram e il furto di immagini per scopi commerciali; pirateria di foto

Instagram, il social network della fotografia, sta per diventare il nuovo snodo della pirateria delle immagini: ecco una panoramica per tutelare il proprio diritto d’autore sugli scatti dello smartphone.

Instagram, la nota app per il fotoritocco acquistata da Mark Zuckerberg e da questi trasformata in un vero e proprio social network della fotografia, sbarca ora sul web e diventa un sito a tutti gli effetti. Il nuovo portale delle immagini condivise assomiglia, ora più che mai, a Facebook.

Tuttavia, la pirateria è arrivata anche qui. Come in un supermercato dove tutto è a portata di mano senza sistemi antitaccheggio, il rischio è quello dell’appropriazione indebita delle fotografie, da parte di terzi, per scopi commerciali. Il Guardian ha infatti lanciato l’allarme: sembra che diversi utenti abbiano visto i propri scatti già pubblicati su Instagram, venire utilizzati da aziende terze per fini commerciali.

I pubblicitari normalmente si valgono banche dati di immagini a pagamento, da cui prelevano le fotografie necessarie per la costruzione delle loro campagne. Su internet esistono veri e propri database ove chiunque può accedere e acquistare, a basso costo, scatti d’autore messi a disposizione da agenzie specializzate nell’immagine.

Ma perché pagare quando si può avere tutto a sbafo? Instagram rischia di diventare il supermercato all’ingrosso dell’immagine gratuita. Un nuovo snodo dell’illegalità: non della musica, non dei videogames, non dei libri, ma, questa volta, delle foto che voi stessi avete scattato con il vostro smartphone.

I francesi di fine ’700 dicevano che “la rivoluzione mangia i suoi stessi figli”. Instagram sovverte i ruoli: i piccoli pirati del web che vengono a loro volta piratati (in un diverso ambito).

Se dovesse capitare a voi

Sappiate che le vostre fotografie, non appena uscite dalla macchina fotografica, sono tutelate automaticamente dal diritto d’autore, senza bisogno di formalità alcuna (alcuni credono ancora che i diritti d’autore scattino solo per chi è registrato alla SIAE).

Nel caso di fotografie “d’autore” (o meglio dette “opere fotografiche”), quali possono essere appunto quelle post-prodotte con Instagram, al creatore spettano i diritti d’autore per tutta la sua vita e per i successivi 70 anni.

L’utilizzo non autorizzato di opere fotografiche altrui, pertanto, sia che avvenga per scopi commerciali che per finalità no-profit o anche solo ludiche, è comunque sanzionato e consente all’autore di chiedere il risarcimento del danno.

Per una trattazione più diffusa sul tema della fotografia, si rinvia a questo nostro articolo: “Foto su internet: vademecum per il fotografo del nuovo millennio”.



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