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Sospensione condizionale della pena: presupposti e caratteri

12 ottobre 2018 | Autore:


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Pena sospesa: cos’è e come si fa ad ottenerla? Quali sono i requisiti per accedere alla sospensione della pena? Quando viene revocata?

Un illecito si concretizza sempre nell’infrazione di un precetto: chi con la propria auto supera i limiti di velocità commette un illecito amministrativo; chi danneggia un bene altrui si macchia di un illecito civile, mentre chi non paga le tasse di uno tributario. Colui che infrange una norma penale incorre in un illecito che va sotto il nome di reato. Possiamo quindi dire che il reato è la violazione di una norma penale posta a tutela di interessi talmente rilevanti (incolumità delle persone; patrimonio; amministrazione della giustizia; ecc.) che la legge ha pensato di punirne la trasgressione attraverso la pena massima: il carcere. Chi  tampona un altro veicolo al massimo risponderà del risarcimento dei danni; chi ferisce intenzionalmente un’altra, invece, dovrà subire un processo all’esito del quale, se la colpevolezza sarà stata accertata, potrà essere condannato a scontare la pena in carcere. In teoria, tutto lineare: se infrangi la legge penale, vai in galera. In realtà, non è proprio così. Sicuramente, già mentre leggevi le righe precedenti, ti stavi chiedendo perché tanta gente commette delitti e circola tranquillamente a piede libero. Ebbene, ti fornisco subito una risposta: la legge, per evitare il sovraffollamento carcerario, ha previsto alcuni meccanismi che impediscono al reo, seppur colpevole, di andare in gattabuia. Uno di questi è la sospensione condizionale della pena, alla quale si può accedere in presenza di determinati requisiti. Non ci credi? Quello che ti dico ti sembra assurdo? Beh, se è così, ti consiglio proprio di proseguire e di leggere i paragrafi successivi: scoprirai quali sono i presupposti e i caratteri per la sospensione condizionale della pena.

Sospensione condizionale della pena: cos’è?

La sospensione condizionale della pena è una causa di estinzione del reato: in pratica, chi ne beneficia può, con la sua buona condotta, cancellare il reato commesso, evitandone ogni conseguenza ed effetto. In buona sostanza, la pena sospesa funziona così: se commetti un illecito penale e vieni condannato al carcere per un tempo non superiore a quello stabilito dalla legge, il giudice potrebbe concederti la sospensione condizionale della pena se ritiene che, in futuro, ti asterrai dal commettere altri reati. In questo modo, non dovrai fare nulla, né scontare il carcere né pagare eventuali multe. Comodo, no?

Per accedere alla sospensione condizionale, però, è necessario che ricorrano alcuni requisiti: in altre parole, si tratta di un beneficio che non può essere concesso a tutti, a prescindere dal reato commesso e dalla condotta del reo. Se sei interessato a quello che sto dicendo, continua nella lettura: vedremo quali sono i presupposti e i caratteri per la sospensione condizionale della pena.

Pena sospesa: requisiti

Per accedere alla sospensione condizionale della pena sono necessari due presupposti: l’entità della condanna comminata in sentenza e la valutazione della condotta del reo. Solo in presenza di entrambi i requisiti è possibile che il giudice ti riconosca la sospensione condizionale della pena. Esaminiamoli meglio.

Sospensione condizionale: entità della pena

La legge dice che il giudice, quando condanna alla reclusione o all’arresto per un tempo non superiore a due anni, può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per cinque anni se la condanna è per delitto e per due anni se la condanna è per contravvenzione. Se il reato è stato commesso da un minore degli anni diciotto, la sospensione può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale non superiore a tre anni, mentre se il reato è stato commesso da persona di età superiore agli anni diciotto ma inferiore agli anni ventuno o da chi ha compiuto gli anni settanta, la sospensione può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale non superiore a due anni e sei mesi [1].

Il primo requisito per poter accedere alla sospensione condizionale della pena è quello di non essere condannati al carcere per un periodo superiore ai due anni. Eccezionalmente, per i minorenni il limite è aumentato a tre anni, mentre per gli ultrasettantenni e per i giovani d’età ricompresa tra i diciotto e i ventuno anni la soglia è di due anni e mezzo. Quindi, entro i limiti anzidetti, il condannato può ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Il limite dei due anni (elevato a due anni e mezzo oppure tre, come detto sopra) può essere tenuto in considerazione anche nel caso di più condanne successive. Cosa vuol dire? Significa che se in passato sei stato condannato ad un anno di reclusione e oggi hai ricevuto un’altra condanna ad un anno, poiché la somme delle pene non supera i due anni, potrai ancora beneficiare della sospensione. In pratica, è come se la legge avesse accordato a tutti i cittadini due anni di bonus da utilizzare nel caso di condanna al carcere. La legge dice infatti che la sospensione condizionale della pena non può essere concessa più di una volta, a meno che la pena da infliggere, cumulata con quella irrogata con la precedente condanna, non superi i limiti di legge.

Sospensione condizionale: valutazione della condotta

Oltre al requisito quantitativo della pena, ulteriore presupposto per poter accedere al beneficio della sospensione condizionale della pena è quello che potremmo definire della valutazione della condotta. Secondo la legge, la sospensione condizionale della pena è ammessa soltanto se il giudice, tenuto conto di tutte le circostanze del reato commesso (gravità, intensità del dolo o della colpa, precedenti penali, ecc.), presume che il colpevole si asterrà dal commetterne ulteriori [2].

La sospensione condizionale, quindi, non può essere concessa indiscriminatamente a tutti coloro che vengono condannati a meno di due anni: è necessario che il giudice valuti tutte le circostanze inerenti al reato, così da poter trarre il convincimento che il crimine non sia grave oppure non sia stato compiuto da chi è abituato a delinquere. Insomma, la sospensione condizionale della pena deve basarsi anche su una prognosi favorevole della condotta del reo.

Per quanto tempo la condanna resta sospesa?

Abbiamo detto che, in presenza dei presupposti sopra elencati, il giudice può disporre la sospensione condizionale della pena. In pratica, la condanna detentiva resta bloccata, come paralizzata, per un periodo di tempo previsto dalla legge, che è pari a:

  • cinque anni, se la condanna è per delitto;
  • due anni, se la condanna è per contravvenzione.

Eccezionalmente, la sospensione dell’esecuzione della pena può essere ridotta anche ad un anno: ciò avviene qualora la pena inflitta non sia superiore ad un anno e sia stato già riparato interamente il danno provocato mediante il risarcimento di esso e, quando sia possibile, mediante le restituzioni, nonché qualora il colpevole si sia adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato da lui eliminabili. In questa evenienza, il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di un anno.

In pratica, la sospensione condizionale si traduce nel “blocco” dell’esecuzione della pena: la condanna c’è, ma resta sospesa per cinque anni se è stato commesso un delitto, due anni se si tratta di contravvenzione oppure un solo anno se il reo abbia manifestato concreti segni di pentimento, provvedendo a risarcire il danno patito dalla vittima oppure eliminando le conseguenze dannose della sua condotta.

Pena sospesa: obblighi del condannato

Abbiamo visto finora quali sono i presupposti della sospensione condizionale della pena. Addentriamoci ulteriormente nell’argomento per esaminare quali sono gli effetti concreti del beneficio. Secondo la legge, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’adempimento dell’obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno; può altresì essere subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna [3].

In pratica, il giudice che concede la sospensione condizionale della pena può ordinare al condannato che ne beneficia di provvedere a riparare all’illecito commesso mediante risarcimento a favore della persona offesa, restituzione delle cose indebitamente sottratte, riparazione dei danni arrecati a terze persone, ovvero prestando gratuitamente un servizio di utilità sociale. Così, ad esempio, il giudice che concede la pena sospesa al ladro potrà subordinare la stessa alla restituzione delle cose rubate alla vittima.

Nei casi di condanna a determinati reati commessi contro la pubblica amministrazione (peculato, corruzione, ecc.), la sospensione condizionale della pena è sempre subordinata al pagamento di una somma equivalente al profitto del reato ovvero all’ammontare di quanto indebitamente percepito dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, a titolo di riparazione pecunaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio.

Sospensione della pena: effetti

La sospensione condizionale della pena, come ricordato all’inizio, è una causa di estinzione del reato che neutralizza gli effetti penali della condanna. Essa non riguarda soltanto la pena principale (cioè il carcere o la multa), ma anche le pene accessorie, quale, ad esempio, l’interdizione dai pubblici uffici [4].
L’effetto principale della pena sospesa, ovviamente, è quello dell’estinzione del reato che si ha se, nei termini stabiliti, il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della stessa indole, e adempie gli obblighi impostigli dal giudice [5]. Quindi, se hai beneficiato della pena sospesa, il tuo reato potrà essere ritenuto estinto solamente se:

  • entro cinque anni dalla sospensione (o due anni, nel caso di contravvenzione), non commetterai alcun altro reato della stessa specie di quello per cui fosti condannato (ad esempio, se hai ricevuto la sospensione condizionale della pena per un furto, entro cinque anni non dovrai commetterne altri);
  • hai rispettato tutti gli obblighi prescritti dal giudice: ad esempio, hai provveduto a restituire quanto illecitamente sottratto, hai risarcito il danno, ecc.

Sospensione della pena: quando viene revocata?

Nel caso in cui venga meno uno dei presupposti alla concessione della sospensione condizionale, oppure sia commesso altro reato della stessa specie o non siano state rispettate le prescrizioni impartite dal giudice, la sospensione può essere revocata. Secondo la legge, la sospensione condizionale della pena è revocata di diritto qualora, nei termini stabiliti, il condannato:

  • commetta un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole, per cui venga inflitta una pena detentiva, o non adempia agli obblighi impostigli;
  • riporti un’altra condanna per un delitto anteriormente commesso a pena che, cumulata a quella precedentemente sospesa, supera i limiti sopra visti (due anni) [6].

La sospensione condizionale, quindi, è un beneficio che il giudice può revocare se il condannato non dimostri la sua buona condotta durante il periodo di sospensione che, come detto, è pari a cinque anni oppure a due nel caso di contravvenzioni, cioè di reati minori. Quindi, se il giudice ti ha concesso la pena sospesa, non soltanto potrai perderla (e, di conseguenza, sarai costretto a scontare il carcere) se commetterai un nuovo delitto, ma anche nel caso in cui tu non obbedisca alle prescrizioni che ti erano state date in sentenza, tipo quelle inerenti al risarcimento del danno o alla restituzione di quanto rubato.

Allo stesso modo, la sospensione condizionale potrà esserti revocata se dovessi essere condannato per un fatto commesso antecedentemente alla prima condanna, qualora le due pene, cumulate insieme, superino il imiti sopra visti (due anni, oppure tre se minorenne o due e mezzo se di età compresa tra i diciotto e i ventuno anni, oppure se over settanta). Facciamo un esempio: nel 2017 sei stato condannato ad un anno e mezzo di reclusione con pena sospesa; nel 2018, però, viene condannato per un crimine commesso prima ancora di quello che ti ha condotto alla prima condanna (spesso ciò accade perché la giustizia è molto lenta): in questo caso, se la condanna del 2018 è di un anno e, quindi, sommata a quella del 2017 ti fa raggiungere i due anni e mezzo, allora il giudice potrebbe disporre la revoca della sospensione condizionale che ti era stata inizialmente concessa.

Sospensione condizionale: cosa avviene in pratica?

Nei paragrafi precedenti hai potuto leggere presupposti e caratteri della sospensione condizionale della pena. A chiusura di questo articolo, però, è giusto che tu sappia cosa avviene concretamente nei tribunali. Possiamo dire la sospensione condizionale della pena viene concessa praticamente sempre se la condanna è inferiore ai due anni; ciò in spregio a quanto stabilisce la legge, secondo cui la pena sospesa deve essere concessa tenendo conto anche della condotta del reo e di tutte le circostanze del reato.

In poche parole, oggi la sospensione condizionale della pena è un beneficio che viene concesso automaticamente dai giudici ogni volta che la pena, cumulata anche alle eventuali precedenti, non superi i limiti di legge. Né esiste giurisprudenza significativa circa gli obblighi che il reo deve tenere durante gli anni in cui l’esecuzione della pena resta sospesa: è rarissimo che un giudice disponga in sentenza che il reo debba provvedere al risarcimento del danno o alle restituzioni. Di conseguenza, l’unico criterio che viene preso in considerazione dai magistrati è quello del limite quantitativo di pena. Tanto è dimostrato dal fatto che negli ultimi anni si è provveduto ad introdurre alcuni istituti (come quello dell’estinzione del reato per condotte riparatorie) che ricalca quasi del tutto quello della sospensione condizionale della pena, quasi come se si fosse voluta dare nuova linfa ad un istituto già esistente.

note

[1] Art. 163 cod. pen.

[2] Art. 164 cod. pen.

[3] Art. 165 cod. pen.

[4] Art. 166 cod. pen.

[5] Art. 167 cod. pen.

[6] Art. 168 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com

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