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Reato di sottrazione del figlio per la madre che si trasferisce dopo la separazione

7 febbraio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2013



É limitata la possibilità di trasferimento in altre città per i coniugi separati se vi sono figli minori di 14 anni: il rischio è di subire un processo penale per sottrazione di minore.

Rischia la condanna per reato di sottrazione di minori [1] la madre separata che si trasferisce con il figlio minore in un’altra città senza il consenso dell’ex e senza previa autorizzazione del giudice [2]. Il reato in questione si configura, in particolare, quando il genitore affidatario sottrae il figlio, di età minore di quattordici anni, all’altro genitore (oppure lo trattiene per sé), negando a quest’ultimo il diritto di visita. Tale condotta, infatti, è particolarmente grave in quanto ostacola l’esercizio della potestà genitoriale dell’altro coniuge, reso incapace di poter dedicare al bambino l’assistenza, la cura, l’educazione e la vicinanza affettiva.

Il reato di sottrazione di minori sussiste anche quando la madre affidataria decide autonomamente di allontanare il figlio dal padre, permettendogli solo contatti telefonici. Secondo i giudici, infatti, le conversazioni telefoniche non danno al padre la possibilità di esercitare in maniera adeguata il suo ruolo genitoriale [3].

Inoltre l’allontanamento del minore dall’ex coniuge, qualora non sia stato autorizzato dal giudice, può anche integrare il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento giudiziale [4] in quanto viola l’obbligo del genitore affidatario di attivarsi efficacemente per consentire all’altro genitore di esercitare i propri diritti nei confronti del bambino.

note

[1] Art. 574 cod. pen.: “Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la patria potestà, al tutore, o al curatore, o chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la potestà dei genitori, del tutore o curatore, con la reclusione da uno a tre anni”.

[2] Cass. sent. n. 5906 del 6 febbraio 2013.

[3] Cass. sent. 42370/09.

[4] Art. 338 cod. pen. secondo cui è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032 “chi elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile, che concerna l’affidamento di minori o di altre persone incapaci”.

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2 Commenti

  1. LA MOGLIE DI MIO PADRE NON MI FA VEDERE MIO FRATELLO DI ANNI 6. LO PUò FARE? MIO PADRE ME LO FA VEDERE MA DI NASCOSTO DA LEI. NON ESISTE NESSUNA DENUNCIA, SEMPLICEMENTE NON ESSENDOCI PIù RAPPORTI TRA ME E LEI, HA DECISO QUESTO. IO COSA POSSO FARE?

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