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Coniuge separato di fatto: a chi l’eredità?

3 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2018



Il coniuge separato di fatto ha diritto all’eredità? Se la risposta è positiva, quali sono i diritti ereditari del coniuge separato di fatto?

Dopo una tragica quanto inesorabile malattia, è purtroppo deceduta tua sorella e trascorso il momento del compianto e del dolore, sono emersi i soliti problemi ereditari: ella, infatti era sposata, senza figli, ed aveva un marito con il quale non andava più d’accordo. Per questa ragione la coppia era separata da tempo, ma non legalmente, bensì soltanto di fatto. Ora, tuo cognato avanza pretese sul patrimonio ereditario di tua sorella e non trovi giustificato il tutto. Se è andato via da casa, perché mai dovrebbe avere qualcosa? Vorresti, pertanto sapere con certezza quando muore un coniuge separato di fatto, a chi spetta l’eredità? Si tratta di un dubbio più che lecito, che potrebbe altrettanto sollevare il marito della deceduta. Se sei, infatti, il coniuge superstite di una donna defunta, dalla quale eri separato di fatto, e non avevate figli, sicuramente dovrai avere a che fare con i parenti della stessa per la questione ereditaria. I fratelli di tua moglie sostengono che tu hai perso ogni diritto o quanto meno che gli stessi sono alquanti limitati. Poiché tu e tua moglie oramai vivevate in due case diverse, sostengono che tu non possa essere il primo successore ereditario di tua moglie: ma è così? Cosa dice la legge a proposito della successione del coniuge separato? Cosa afferma la legge se la coppia è soltanto separata di fatto? Insomma, ancora una volta ci si chiede, se muore il coniuge separato di fatto, a chi l’eredità? Cerchiamo di capirlo nel prosieguo della presente pubblicazione.

Coniuge senza figli: a chi l’eredità?

Come spesso affermato a questo proposito, se vuoi sapere a proposito del coniuge senza figli, a chi spetta l’eredità, devi sempre ricordarti che il primo erede è il coniuge superstite. Senza figli e magari senza genitori (come è regola) oppure senza fratelli o sorelle, sarà inevitabilmente l’unico erede universale del coniuge defunto. Se invece, ci sono dei fratelli dovrà inevitabilmente fare i conti con gli stessi. A quest’ultimi, infatti, dovrà spettare 1/3 del patrimonio ereditario, in comunione con il coniuge superstite a cui, invece, andranno i restanti 2/3 e il diritto di abitazione sulla casa coniugale. Fanno eccezione a queste regole i casi in cui il coniuge deceduto abbia fatto testamento. In questo caso, potrebbe aver stabilito una destinazione diversa del proprio patrimonio, ma sempre tenendo conto della quota minima dovuta agli eredi legittimari (coniuge o ascendenti). In sostanza, ricordati che col testamento, poiché i fratelli o le sorelle non sono degli eredi necessari, potrebbero essere stati esclusi totalmente dalla successione ereditaria.

Coniuge separato legalmente: a chi l’eredità?

Se vuoi sapere a proposito del coniuge separato legalmente, a chi spetta l’eredità, devi semplicemente consultare la legge [1], la quale, a questo proposito, non fa alcuna differenza tra i coniugi amorevolmente conviventi sotto lo stesso tetto e quelli che hanno litigato in Tribunale. Il coniuge superstite separato legalmente ha gli stessi diritti ereditari di quello non separato e valgono, pertanto, le stesse regole sopra indicate per la successione ereditaria. Fa eccezione a questa regola il caso della separazione con addebito, cioè quella sentenziata dal Tribunale a carico del coniuge superstite. Se, infatti risulta che la separazione è stata addebita a quest’ultimo (ad esempio, perché ha improvvisamente abbandonato il tetto coniugale senza alcuna motivazione pregressa, determinando così la crisi matrimoniale sin lì mai manifestatasi), questi avrà perso i propri diritti ereditari che, pertanto andranno riconosciuti a favore degli altri eredi (ad esempio, i fratelli o i nipoti).

Coniuge separato di fatto: a chi spetta l’eredità?

A proposito del coniuge separato di fatto l’eredità spetta agli eredi, cosiddetti, tradizionali, così come se non fosse successo nulla tra la coppia. La legge, infatti, non prende in considerazione questa ipotesi per escludere la successione ereditaria del coniuge superstite. Pertanto, se ad esempio, la coppia non aveva figli, l’eredità dovrà essere divisa tra il coniuge superstite e gli eventuali fratelli del defunto. Più controversa, invece, appare la questione del diritto di abitazione sulla casa coniugale. La giurisprudenza della Cassazione [2], infatti, ha escluso questa successione a favore del coniuge separato, giustificandosi col fatto che questo diritto si fonda non tanto sull’interesse economico del coniuge superstite ad avere un’abitazione dove risiedere, quanto su quello morale legato alla conservazione dei rapporti affettivi e consuetudinari con la casa familiare. Per la verità, si è trattato di un pronunciamento a proposito di una separazione legale, tuttavia la separazione di fatto, soprattutto se protrattasi per molto tempo, dovrebbe essere in grado di far decadere ugualmente il predetto presupposto e quindi di escludere la successione nel diritto di abitazione della casa coniugale.

note

[1] Art. 585 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 13407/2014.


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