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Assegno di mantenimento: conseguenze del mancato pagamento

7 Ott 2018 | Autore:


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Cosa succede se non versi l’assegno di mantenimento all’ex coniuge oppure ai figli? Possono sequestrarti i beni? C’è il rischio di una denuncia penale?

In Italia sempre meno persone si sposano e sempre più coppie si separano: un trend decisamente negativo che ha avuto forti ripercussioni anche sulle natalità, in costante calo da anni. A prescindere dalla causa della separazione o del divorzio, la legge ha previsto degli strumenti per far fronte alla rottura del vincolo coniugale: si tratta di “ammortizzatori” studiati per impedire che il disgregamento del nucleo familiare possa avere ripercussioni irreversibili sulle persone coinvolte, in primis sui figli. Tra questi strumenti v’è senz’altro l’assegno di mantenimento, cioè il contributo economico che una parte deve dare all’altra economicamente più debole. Esistono due tipi di assegno di mantenimento: quello versato a favore dell’ex coniuge e quello destinato alla prole. In entrambi i casi si tratta di una somma di denaro che il coniuge più abbiente deve dare per sostenere economicamente l’ex partner non in grado di provvedere a sé e i figli che non sono ancora in età lavorativa oppure che, incolpevolmente, non hanno trovato lavoro. L’assegno di mantenimento si configura come un vero e proprio obbligo stabilito direttamente dalla sentenza del giudice; chi ne viene meno si rende inadempiente come un qualsiasi debitore e, pertanto, contro di lui sono ammesse azioni per il recupero coattivo del credito. Ma v’è di più: poiché il mantenimento trova la sua origine e disciplina direttamente nella legge, colui che vi viene meno rischia addirittura di commettere reato! Hai capito bene: se il giudice ti ha detto di versare il mantenimento al tuo ex coniuge e ai tuoi figli e stai venendo meno a tale ordine, non solo rischi che ti blocchino lo stipendio per il recupero dei crediti, ma addirittura di essere denunciato e di finire davanti al giudice penale! Se sei interessato a quanto sto dicendo, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme quali sono le conseguenze del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento.

Mancato pagamento mantenimento: conseguenze civili

Come anticipato nell’introduzione, pagare l’assegno di mantenimento è un obbligo che sorge direttamente per legge al momento della separazione: da tanto deriva che il suo inadempimento è tutelato con specifici strumenti che possano garantire al creditore una soddisfazione più celere del suo diritto. Le conseguenze del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento sono sia civili che penali: cominciamo con analizzare le prime.

Ordine di pagamento

Una prima forma di tutela che l’avente diritto all’assegno di mantenimento può invocare è il cosiddetto ordine di pagamento. Secondo la legge, in caso di inadempimento, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto [1].

Riservandoci nel prossimo paragrafo di parlare del sequestro, con questa norma è data la possibilità a chi ha diritto al mantenimento (coniuge o figlio che sia) di chiedere al giudice che le somme che l’inadempiente dovrebbe ricevere da terzi gli vengano versate direttamente, un po’ come avviene nel pignoramento presso terzi. Facciamo un esempio: tuo marito dovrebbe pagarti mensilmente il mantenimento; da un po’ di tempo, però, non stai ricevendo più nulla. Per tutelarti, puoi chiedere al giudice che ordini a colui che deve somme di danaro a tuo marito (ad esempio, il datore di lavoro) di versarle direttamente a te. In pratica, il debitore di tuo marito sarà legittimato a pagare direttamente te, creditore del mantenimento.

Sequestro

Sempre la stessa norma menzionata nel paragrafo precedente consente all’avente diritto al mantenimento, nel caso in cui non stia ricevendo più nulla, di disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato. Il sequestro conservativo è una misura cautelare che consente di “blindare” i beni del debitore al fine di poter soddisfare le pretese del creditore. In particolare il sequestro rende inopponibili al creditore le operazioni compiute sui beni sequestrati.

Facciamo un esempio: tuo marito non solo non versa il mantenimento, ma c’è anche il rischio concreto che sperperi tutto il suo patrimonio. Per evitare ciò, puoi chiedere al giudice di porre sotto sequestro alcuni suoi beni (la macchina, ad esempio), di modo che anche se egli dovesse venderla, tale operazione non sarebbe nei tuoi confronti efficace e tu potresti comunque soddisfarti su quel bene.

Esecuzione forzata

Accanto a questi due strumenti pensati appositamente come conseguenza del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, ne esiste un altro, derivante dalla natura del provvedimento che riconosce tale sostegno economico. La decisione con cui il giudice stabilisce l’obbligo di versare il mantenimento alla prole e al coniuge economicamente più debole è un titolo esecutivo a tutti gli effetti; ciò significa che al coniuge inadempiente potrà essere notificato immediatamente atto di precetto con cui si intima di pagare quanto dovuto (maggiorato di interessi e spese legali) entro il termine di novanta giorni; in mancanza, si provvederà mediante pignoramento ed esecuzione forzata sui bene del debitore.

Questa strada è forse la più celere da percorrere, visto che non è necessario adire nuovamente il tribunale per chiedere un ordine di pagamento o il sequestro: basta affidarsi ad un avvocato per tentare immediatamente il recupero del mantenimento dovuto e non versato.

Mancato pagamento mantenimento: conseguenze penali

Le conseguenze del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento non si fermano alle sanzioni civili: se il tuo ex coniuge non paga quanto dovuto, puoi addirittura denunciarlo ai carabinieri. Secondo la legge, infatti, costituisce violazione degli obblighi di assistenza la condotta del coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli [2].


note

[1] Art. 156, sesto comma, cod. civ.

[2] Art. 570-bis cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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2 Commenti

  1. Vorrei sapere se il marito e disoccupato e non può mandare i soldi in questo caso cosa succede. Se non ha nulla sia di proprietà e altri bene cosa gli può succedere. Grazie

  2. Caso simile al precedente, l’ex marito lavora in nero e utilizza un’ auto non intestata a lui, vive con i genitori e non risulta intestatario di c/c. La legge prevede l’intervento dei genitori ? e inoltre gli assegni degli anni precedenti , e non percepiti, vanno in prescrizione ? Grazie

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