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Chi è responsabile per i danni del vento?

12 settembre 2018


Chi è responsabile per i danni del vento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 settembre 2018



Risarcimento danni e responsabilità penale: il vento si può considerare una forza maggiore o un caso fortuito?

Dal balcone di casa tua, a causa di un forte nubifragio, è caduto un vaso di fiori che è andato a finire su un’auto parcheggiata sotto. Delle raffiche di vento hanno fatto volare l’ombrellone che avevi piantato in spiaggia sul volto di un bagnante che, trafitto al volto, è stato ricoverato in ospedale. Un tifone si è abbattuto in città e ha scaraventato alcuni oggetti del tuo giardino su quello del vicino, rompendo dei vetri. Vieni così chiamato a risarcire i danni. Ritieni però di non avere alcuna colpa in merito: non puoi certo rispondere delle conseguenze delle intemperie naturali che non dipendono da te ma dalle bizze del clima. Clima che peraltro è diventato ormai imprevedibile: a forti periodi di caldo oltre le medie stagionali seguono bombe d’acqua e trombe d’aria. La protezione civile lancia gli allarmi ma non sempre sono attendibili e le previsioni meteo a volte non colgono nel segno. In una situazione del genere anche la persona più accorta non ha la possibilità di prevenire gli incidenti mettendo in sicurezza gli oggetti lasciati all’aperto. Che fare? Chi è responsabile per i danni del vento? Come ben potrai immaginare non si tratta di un problema isolato: ad ogni temporale seguono sempre ingenti danni e, per ognuno di questi, si apre una vertenza legale. Ecco cosa dice in merito la legge e la giurisprudenza.

La responsabilità oggettiva del proprietario 

La regola generale è che, quando un oggetto procura un danno ad un altro oggetto o ad una persona, il proprietario è sempre e automaticamente responsabile anche se non ha provocato il fatto e questo è stato determinato dal caso. Si parla, a riguardo, di responsabilità oggettiva [1]. La responsabilità riguarda innanzitutto il risarcimento dei danni prodotti, ma se sono state procurate delle lesioni a terzi si possono configurare anche gli estremi del reato di lesioni colpose. Chi ad esempio lascia il ferro da stiro in posizione precaria sul parapetto della finestra per farlo raffreddare deve sapere che se colpisce un passante può essere incriminato per omicidio colposo in una delle sue forme più gravi (quello della colpa cosciente).

Il fatto imprevedibile esonera dalla responsabilità?

Il codice civile esclude la responsabilità oggettiva del proprietario di un oggetto quando questi dimostra di non aver potuto né prevedere, né evitare il fatto usando la diligenza dell’uomo medio, ossia quando ha posto in essere tutte le precauzioni per impedire che potesse verificarsi il danno. Si pensi a un proprietario di appartamento che ancora i vasi da fiore con dei saldi fermi in metallo, di modo ché anche il più forte temporale non può spostarli. È quello che la legge chiama «caso fortuito»: quando cioè il danno si è verificato per un evento imprevedibile e inevitabile, la responsabilità non ricade su nessuno e il danneggiato non avrà diritto ad alcun indennizzo.

Per stabilire chi è responsabile dei danni causati dal vento bisogna innanzitutto verificare se le raffiche possono definirsi imprevedibili e inevitabili. Ecco quali sono i chiarimenti della giurisprudenza.

Il vento è un caso fortuito?

Sicuramente il vento non si può dire un fattore climatico imprevedibile. Anche quando è particolarmente forte, ciascuno deve sempre prefigurarsi la possibilità di una tempesta sopra le medie stagionali. Una recente sentenza del tribunale di Como ha ritenuto che rientrano nel caso fortuito le forti raffiche di vento con velocità compresa tra i 44 e i 67 km/h [2]. Il caso fortuito che esclude la responsabilità del proprietario della cosa  – si legge nel provvedimento del giudice – consiste in quell’evento imprevedibile ed inevitabile, dotato di una sua propria ed esclusiva autonomia causale, che recide il nesso di causa tra il comportamento del custode e l’evento dannoso. Esso può dirsi integrato, tra le varie ipotesi, da forze incoercibili o imprevedibili della natura quali raffiche di vento di velocità e potenza eccezionali.

La Cassazione ha escluso invece la sussistenza del caso fortuito relativamente alla morte di un passate colpito da un ombrellone di un banco ortofrutticolo, sradicato dal terreno a causa del forte vento, atteso che la forte intensità del vento non era tale da rendere l’evento naturale assolutamente imprevedibile [3].

In un altro caso, la Corte ha ritenuto sussistente il caso fortuito relativamente ad un sinistro occorso ad un automobilista che, per evitare un ramo caduto improvvisamente a causa del vento eccezionalmente forte, aveva urtato violentemente contro un albero; era emerso, infatti, che gli alberi posti ai margini della strada in questione erano stati potati pochi mesi prima del fatto, il che escludeva la possibilità di imputare all’ente gestore della strada una qualsivoglia negligenza nella manutenzione [4].

Episodi meteorologici rappresentati da raffiche di vento di forte entità non sono affatto, nel periodo primaverile, fatti eccezionali a Milano, come è vero del resto che pressoché ogni anno, in occasione proprio di tali episodi, si verificano danni di vario genere, quali cadute di tegole, abbattimento di alberi; è altresì noto come la zona di Milano possa essere interessata da nubifragi di una certa violenza e di notevole intensità, anch’essi produttivi di danni notevoli. Tali fenomeni possono pertanto essere riguardati, se non addirittura come normali, certamente prevedibili, con la conseguenza che, chi abbia in custodia ovvero proceda alla messa in opera di opere, le quali, per la loro natura, possono risentire degli eventi atmosferici, debbono osservare regole di particolare diligenza, perché non si abbiano a verificare eventi di danno [5].

Secondo invece il tribunale di Cagliari, non può ritenersi caso fortuito un temporale, seppure caratterizzato da forti raffiche di vento e caduta di grandine (nella fattispecie si trattava del danno causato all’autovettura dalla caduta di un albero piantato ai bordi di una strada urbana) [6].

Con riferimento ai danni cagionati da precipitazioni atmosferiche, è da escludere l’ipotesi del caso fortuito o della forza maggiore in presenza di fenomeni meteorologici anche di particolare forza e intensità se questi rientrano comunque – per quanto eccezionali – nella normale prevedibilità. Significa che è ben possibile ipotizzare che, in una stagione, vi sia un clima più duro delle precedenti, caratterizzato magari da raffiche di vento più forti del passato. L’eccezionalità deve essere quindi valutata non sulla base della media stagionale ma su quanto è normalmente possibile attendersi in una determinata zona anche alla luce dei normali cambiamenti climatici. Nel caso di pregiudizio causato da fenomeni atmosferici, l’intensità ed eccezionalità (in senso statistico) non deve essere stabilita da nozioni di comune esperienza, bensì facendo ricorso a concreti e specifici elementi di prova, rappresentati dalle rilevazioni del servizio meteorologico, e con riguardo al luogo ove si è verificato l’evento dannoso. (Nel caso di specie da elementi probatori, si è potuto dedurre che un forte vento di portata superiore ai 100 km/h, con riguardo al luogo costituiva un “evento raro” capace di abbattere un albero robusto e vitale e tale da non richiedere nessun intervento cautelativo di sradicamento e di essere causa immediata ed autonoma dell’incidente stradale) [7].

note

[1] Art. 2051 cod. pen.

[2] Trib. Como, sent. del 27.06.2018.

[3] Cass. sent. n. 1500/2013.

[4] Cass. sent. n. 22385/2012.

[5] Trib. Milano, sent. del 2.03.2000.

[6] Trib. Cagliari sent. del 6.12.1995.

[7] Trib. Verona, sent. del 28.06.1994.

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