Diritto e Fisco | Articoli

Donazione per riconoscenza

1 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Ottobre 2018



Donazione: cos’è e come funziona? Cos’è la donazione rimuneratoria? Come funziona la donazione per gratitudine? Cosa sono la garanzia per evizione e la revoca?

A prima vista la donazione può sembrare un istituto giuridico di facile comprensione: si tratta né più né meno di un regalo, di un omaggio fatto gratuitamente ad un’altra persona. Approfondendo un po’ di più l’argomento, però, si scopre presto che non è proprio così: la donazione è sì gratuita, ma può essere fatta solamente rispettando severe norme che impongono una specifica forma. Potremmo dire senza troppi timori che l’ordinamento giuridico guarda con sospetto alla donazione e, perciò, ha ritenuto di predisporre un corredo di norme articolato a tutela sia del donante che del beneficiario. Perché questa diffidenza? È presto detto. Il diritto civile italiano presuppone che ogni trasferimento (di danaro, di cose, ecc.) sia retto da una giustificazione concreta: ad esempio, la causa giustificativa della compravendita è l’acquisto di una cosa contro il pagamento di un prezzo; la causa della locazione è il godimento di un bene verso un corrispettivo in danaro; ecc. Nella donazione manca, per definizione, la contropartita alla cosa donata; di fronte a questo squilibrio, il legislatore storce il naso poiché un’operazione del genere potrebbe celare finalità poco nobili: si pensi a chi dona i suoi beni solamente per sottrarre gli stessi ai debitori, oppure per arricchire un figlio a discapito dell’altro. Ecco, per ragioni come queste la legge prevede che la donazione sia stipulata attraverso apposite forme e nel rispetto di specifiche regole. Tra le tipologie di donazione, il codice civile ne prevede una particolare: la donazione rimuneratoria. Si tratta di un istituto speciale che trova il suo fondamento nel sentimento di particolare riconoscenza che muove il donante. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, leggi i paragrafi successivi: ti spiegherò cos’è la donazione per riconoscenza.

Donazione: cos’è?

Prima di parlare della donazione per riconoscenza, dobbiamo spendere qualche parola sulla donazione in generale. Secondo la legge, la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione [1]. La donazione è un contratto a tutti gli effetti, caratterizzato dall’impoverimento di chi lo compie e dall’arricchimento del beneficiario. L’arricchimento può avvenire in due modi: attraverso il trasferimento di un diritto (ad esempio, della proprietà di un immobile) oppure dell’assunzione di un obbligo (di pagare un debito, di versare una somma di danaro, ecc.).

Donazione: come deve essere fatta?

La donazione è un contratto particolare perché necessita di una specifica forma: secondo la legge, la donazione deve essere fatta per atto pubblico in presenza di due testimoni, sotto pena di nullità. L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante. Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione [2].

In pratica, se vuoi donare un’auto o una casa, dovrai recarti dal notaio, portare con te il beneficiario della donazione e due testimoni: solo così potrai avere una donazione efficace. Perché tutti questi formalismi? Perché, come detto nell’introduzione, la legge guarda con sospetto le operazioni compiute a titolo gratuito, in quanto potrebbero celare manovre speculative o, addirittura, truffaldine. Pertanto, una donazione è valida solamente se fatta davanti al notaio.

Donazione di modico valore: cos’è?

Esistono delle eccezioni a quanto appena detto: la donazione che ha per oggetto beni mobili di scarso valore è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata l’effettiva consegna dei beni stessi [3]. In pratica, poiché sarebbe davvero eccessivo recarsi presso un notaio per donare un piccolo oggetto (un telefonino, un orologio, un tablet, ecc.), la legge esonera da tale formalismo i piccoli regali. Il codice, però, precisa che l’esiguità del valore del bene donato va valutata non solo prendendo in considerazione il valore intrinseco del bene, ma anche le condizioni economiche del donante: di conseguenza, la donazione avente ad oggetto un orologio costoso, se fatta da chi non ha reddito, potrebbe necessitare della forma dell’atto pubblico.

Donazione: ci sono obblighi per il donatario?

Abbiamo visto finora cos’è la donazione e come si stipula. Bisogna ricordare che la legge prevede una serie di norme volte a completarne la disciplina; in particolare, occorre dire che anche in capo al donatario, cioè a colui che ha beneficiato della donazione, sorgono degli obblighi: uno su tutti, quello di prestare gli alimenti al donante [4]. Cosa significa? Gli alimenti consistono in quella prestazione di natura assistenziale che determinati soggetti (in primis i familiari) devono alla persona che si trovi in difficoltà economiche tali da non poter provvedere al proprio sostentamento. In questa evenienza, la legge dice che l’obbligo alimentare grava innanzitutto in capo al donatario con precedenza rispetto a tutti gli altri soggetti, perfino ai familiari: è chiaro che l’obbligo deriva dal rapporto di gratitudine che dovrebbe intercorrere tra donante e donatario.

Donazione rimuneratoria: cos’è?

La donazione rimuneratoria è uno speciale tipo di donazione caratterizzata dal fatto che la liberalità è dettata da specifiche ragioni di riconoscenza o da meriti particolari del donatario, oppure ancora dall’intento di premiare un servizio specifico, nonostante il donante non vi sia tenuto né per legge, né per uso o per costume sociale [5].

Nello specifico, la donazione per riconoscenza è la donazione rimuneratoria determinata da un particolare sentimento di gratitudine verso il donatario o verso un membro della sua famiglia; questo sentimento può derivare da fatti accaduti prima della donazione, ma anche dalla promessa del compimento di un’azione futura favorevole per il donante. Esempio classico di donazione per riconoscenza è quella compiuta a favore di chi ha salvato la vita al donante: si pensi a Tizio, inesperto nuotatore, che viene soccorso da Caio il quale, accortosi che il primo stesse annegando, si getta prontamente in acqua per salvarlo. In questo caso, Tizio potrebbe donare un suo bene a Caio mosso dall’ovvio sentimento di gratitudine nei suoi riguardi.

Donazione per riconoscenza: come funziona?

La donazione per riconoscenza segue le stesse regole della donazione normale, salvo l’applicazione di alcune disposizioni speciali. Innanzitutto, la donazione per riconoscenza non obbliga il donatario alla prestazione degli alimenti in favore del donante, come sopra visto; in secondo luogo, obbliga il donante a garantire l’evizione della cosa donata solo fino alla concorrenza dell’entità delle prestazioni ricevute; infine, non è revocabile per causa d’ingratitudine o per sopravvenienza di figli. Approfondiamo gli ultimi due punti, visto che sull’obbligo alimentare già si è detto più sopra.

Donazione per riconoscenza: come funziona l’evizione?

Di norma, chi dona una cosa non è tenuto a garantire che la stessa sia libera da pesi e vincoli, ovvero da diritti di terzi. La garanzia per evizione, infatti, consiste proprio in ciò: nell’assicurare a colui che riceve un bene che sullo stesso non ci siano terzi che vantano diritti: si pensi a chi cede una cosa sottoposta a ipoteca, oppure non propria ma di terzi.

Ora, chi effettua una donazione non è, di regola, tenuto ad assicurare ciò, a meno che la donazione non sia per riconoscenza: in questo caso, la legge dice che il donante è tenuto a garantire l’evizione fino alla concorrenza dell’ammontare degli oneri o dell’entità delle prestazioni ricevute dal donante [6]. Facciamo un esempio: Tizio, che si trova in difficoltà, riceve un aiuto economico da Caio. Sdebitatosi, Tizio decide di donare a Caio un piccolo immobile in segno di gratitudine. Ebbene, Tizio dovrà garantire a Caio che sul ben non vi siano diritti di terzi (ad esempio, nel caso in cui la stessa sia sottoposta a ipoteca) entro il valore della somma che gli era stata prestata.

Donazione per riconoscenza: cos’è l’irrevocabilità?

Normalmente una donazione può essere revocata; oltre che intercorrere prima ancora che la donazione sia perfezionata, la legge dice la revoca di una donazione già perfetta può aversi solamente in due casi, e cioè: per ingratitudine o per sopravvenienza di figli.

La legge stabilisce una normativa particolare per la donazione per riconoscenza: è espressamente stabilito che le donazioni rimuneratorie non possono essere revocate, né per ingratitudine del donatario né per sopravvenienza di figli. La donazione per riconoscenza, quindi, è blindata dal particolare sentimento che ha mosso il donante a compiere la liberalità.

note

[1] Art. 769 cod. civ.

[2] Art. 782 cod. civ.

[3] Art. 783 cod. civ.

[4] Art. 437 cod. civ.

[5] Art. 770 cod. civ.

[6] Art. 797 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI