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Appello per multe: non con ricorso ma citazione. No al rito del lavoro

7 febbraio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2013



Appello sulle multe stradali: secondo il Tribunale di Torino, si deve proporre con atto di citazione e non con ricorso. Attenti quindi al rispetto dei termini di decadenza.

L’appello contro le sentenze del Giudice di Pace aventi ad oggetto impugnazioni di multe va proposto con il rito ordinario e non con quello semplificato del lavoro, previsto invece per il primo grado [1].

La prima conseguenza è che l’impugnazione dovrà iniziare non con ricorso, bensì con citazione da notificarsi alla controparte entro i termini di decadenza dell’appello.

La seconda conseguenza – ancora più importante della prima – è che, per stabilire se è stato rispettato il termine di decadenza per l’impugnazione, si dovrà avere a riferimento non già la data di deposito dell’atto, ma il momento della notifica della citazione.

È questo l’orientamento del Tribunale di Torino [2] reso noto solo di recente. Il convincimento si fonda sul fatto che la riforma, che ha innovato la procedura per i ricorsi contro le sanzioni amministrative davanti al giudice di pace [1], nel prevedere il rito del lavoro per il primo grado, nulla ha detto invece per il secondo grado. Con la conseguenza che, in caso di impugnazione, tornano ad operare le regole generali.

Attenti alla decadenza

Nel caso di appello proposto erroneamente con ricorso anziché con citazione, il giudice potrà sempre disporre il mutamento del rito, salvo tuttavia che non sia stato rispettato il termine di decadenza.

Per esempio: se si è depositato il ricorso solo l’ultimo giorno utile per proporre l’impugnazione, la notifica dello stesso a controparte, con il decreto di fissazione di udienza, non potrà che avvenire oltre il termine di decadenza; in tal caso l’appello è inammissibile per mancato rispetto dei termini. In tal caso, il Giudice non potrà fare altro che rigettare l’appello. Diversamente, se il ricorso, dopo il deposito in cancelleria, viene notificato entro i termini di impugnazione, il giudizio potrà proseguire e il giudice, alla prima udienza, disporrà il mutamento del rito.

Foro competente

La regola del “foro erariale” (giudice del luogo ove ha sede l’avvocatura di Stato), stabilita per le cause ove è parte una amministrazione statale [3], non si applica all’appello in materia di sanzioni amministrative per le quali è competente solo il Giudice del luogo ove è stata commessa la violazione [4].

note

[1] In base alla riforma di cui al D.lgs. n. 150/2011.

[2] Trib. Torino, provv. depositato l’11.06.2012 nella causa RG n. 16005/2012.

[3] Art. 25 cod. proc. civ.

[4] Art. 22 Legge n. 689/81, art. 341 cod. proc. civ.

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