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Addio ai vitalizi: arriva il primo Sì

30 luglio 2017


Addio ai vitalizi: arriva il primo Sì

> Business Pubblicato il 30 luglio 2017



Il primo via libera dalla Camera con la proposta di legge che abolisce i vitalizi: ecco cosa cambia.

Il decreto Richetti passa alla Camera e ora sarà sottoposto all’esame definitivo del Senato. La proposta di legge punta all’abolizione per tutti degli attuali vitalizi e all’estensione ai parlamentari (e ai consiglieri regionali) del trattamento previdenziale oggi previsto per i lavoratori dipendenti, basato sul metodo contributivo. Pertanto anche i parlamentari già cessati dal mandato e che attualmente beneficiano della rendita vitalizia si vedranno ricalcolati gli importi attraverso un calcolo che proporzionerà gli assegni percepiti in ragione dei contributi versati.

Vitalizi ai parlamentari: il sistema attuale

Il sistema attuale è basato su una legge del 2012 che prevede per i parlamentari cessati dal mandato prima di tale data l’erogazione degli assegni vitalizi (a prescindere dal periodo trascorso in Parlamento e non legati ai contributi versati).

A coloro che hanno esercitato un mandato prima di tale data e che sono stati poi rieletti viene applicato invece un sistema pro-rata che si basa in parte sulla quota di assegni vitalizi effettivamente maturata al 31 dicembre 2011 e in parte sulla quota calcolata con il sistema contributivo.

I deputati eletti la prima volta dopo il 2012 hanno diritto ad una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo, ma con regole comunque differenti e più vantaggiose rispetto a quelle in vigore per i lavoratori dipendenti.

Vitalizi: cosa cambia con la proposta Richetti?

La riforma Richetti, che per la prima volta si agisce con legge su una materia che da sempre era disciplinata dai Regolamenti interni agli organi parlamentari, prevede innanzitutto l’introduzione di un sistema previdenziale identico a quello dei lavoratori dipendenti; in secondo luogo è prevista la sua estensione a tutti i parlamentari eletti. In sintesi la riforma prevede:

  • istituzione di una gestione separata Inps in cui finiscono le risorse destinate alle pensioni dei parlamentari
  • trattamento previdenziale dei parlamentari equiparato a quello dei lavoratori dipendent
  • applicazione anche ai parlamentari il limite dei sessantacinque anni per l’erogazione del trattamento previdenziale
  • applicazione del nuovo metodo di calcolo anche ai trattamenti previdenziali in essere, compresi i vitalizi che attualmente vengono percepiti che verranno aboliti e ricalcolati in base al nuovo sistema contributivo.

La Camera dei deputati ha approvato, dopo 24 ore di polemiche in aula,  con 348 voti favorevoli, il disegno di legge. Adesso la parola passa al Senato. Vi terremo aggiornati.

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1 Commento

  1. Al Senato non passerà indenne ci saranno i soliti emendamenti che stravolgeranno questa legge come al solito!!!

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