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Lo sai che? Truffa contrattuale: non solo illecito civile la vendita senza consegna della merce

Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2013

Doppia tutela per gli acquirenti: non sempre chi promette di vendere un bene e, dopo aver ricevuto il prezzo, non lo consegna, pone un semplice inadempimento contrattuale; talvolta ricorrono anche gli estremi della truffa e si può agire anche in via penale.

Se il venditore di una merce, dopo aver ricevuto dall’acquirente il prezzo per la vendita, non consegna l’oggetto promesso, compie certamente un illecito civile. Si tratta del consueto inadempimento contrattuale. Al consumatore, per quanto possa ritenersi “truffato”, non rimane che intraprendere una lunga, costosa e spesso incerta causa di natura civile, onde ottenere la restituzione della somma versata e l’eventuale risarcimento del danno.

Non poche volte, però, i consumatori – specie quelli che hanno acquistato attraverso il web – lamentano di essere stati vittime di vere e proprie “frodi”, derivanti dalle promesse (non mantenute) del venditore che, pur avendo garantito la consegna della merce, alla fine è sparito con il denaro. Purtroppo, in gran parte di questi casi, non si può parlare di truffa: essa ricorre, infatti, solo quando il venditore abbia usato “raggiri ed artifici[1] ai danni dell’acquirente.

Non è, però, sempre così. In un recente caso, infatti, la Cassazione ha individuato le ipotesi in cui all’acquirente è consentito agire anche in sede penale contro il venditore.

 

Il caso

Una signora si era fatta convincere ad acquistare una TV al plasma a un prezzo notevolmente più basso di quello di mercato, anche al netto degli sconti normalmente praticati dalle grandi compagnie. Convinta di aver fatto un ottimo affare, la donna ha consegnato un anticipo al venditore, senza tuttavia mai ricevere il bene acquistato.

La truffa contrattuale

La sentenza della Cassazione [2], che ha deciso il caso sopra riportato, ha chiarito quale sia, in casi simili, il sottile confine tra tutela civile e penale.

Si può parlare di truffa (o meglio, “truffa contrattuale”), e pertanto si può agire (anche) in via penale, quando il venditore pone in essere artifici e raggiri al momento della conclusione dell’accordo. Il caso tipico è quando il venditore medesimo trae in inganno l’acquirente attraverso la prospettazione di grandi vantaggi dall’acquisto della merce, come un prezzo eccessivamente più basso rispetto a quello di mercato. Solo a seguito di tali raggiri, il consumatore viene infatti indotto a prestare il proprio consenso all’acquisto, consenso che altrimenti non avrebbe mai prestato. È grazie alle lusinghe e all’abilità del vendite che la vendita viene conclusa: essa è dunque frutto di “raggiri e artifici”. Nel caso deciso dalla Cassazione, infatti, se il prezzo fosse stato più elevato la donna non avrebbe mai concluso l’affare.

La successiva inadempienza, pertanto, non costituisce solo un illecito civile, ma la conclusione dell’attività criminosa posta dal venditore.

note

[1] L’artificio è una manipolazione della realtà esterna, mediante la simulazione di fatti o circostanze in realtà inesistenti. Il raggiro invece è un’attività simulatrice posta in essere con parole e argomentazioni che fanno scambiare il falso per il vero.

[2] Cass. sen. . 5922 del 7.02.2013. Cfr. anche cass. sent. n. 3538/1980. Cass. sent. n. 47623/2008.

Se il venditore non consegna all’acquirente il bene che questi ha già pagato si può solo agire in via civile per l’inadempimento contrattuale. Tuttavia, se la vendita è stata caratterizzata da particolari ed “efficaci” condizioni contrattuali, senza le quali l’acquirente non avrebbe mai acquistato il bene, ci sono gli estremi per richiedere anche una tutela penale per truffa contrattuale.


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4 Commenti

  1. I reati sono l’extrema ratio di tutela dei beni giuridici. Chi potrà mai dimostrare in questo caso che la mancata consegna della merce non sia avvenuta per fattori indipendneti da una volontà truffalidfina? Se io vendo un televisore a basso prezzo per liberarmene e poi mi si rompe cosa potrò mai dare alla controparte? Comportamento scorretto è sparire ma da qui a dimostare una volontà truffaldina ce ne corre. In questo caso si ha solo inadempimento civilistico. Il problema vero è la lungagine procedurale che poi è la stessa in penale e civile. Anche qui ci vorrebbe un giudice d’intervento immediato per risolvere queste situazoni senza ricorrere al giudice penale che ha ben altro da fare che accumulare causette per “reati o presunti tali bazzecolari.

  2. Mia zia nel mese di giugno mi regala una lavatrice Ariston che acquista in un negozio Unieuro. L’offerta prevede in regalo anche un asse da stiro ed uno stendibiancheria Foppapedretti. Paga l’intera somma, e chiede al titolare del negozio di tenere in magazzino la merce acquistata finchè la mia casa non sarà pronta, quindi sino ad una mia comunicazione telefonica. La settimana scorsa mi reco nel negozio Unieuro e chiedo di accordarmi per la consegna, e lì scopro che la mia lavatrice non c’è! Secondo il titolare al momento dell’acquisto non sarebbe stata presente in negozio, e quindi l’avrebbero ordinata scoprendo solo il 4 settembre (con una mail che mi mostra) che quel modello è nel frattempo andato fuori produzione e sarà quindi sostituito da altro di uguale o superiore valore.Peccato che quando mia zia andò in negozio alla ricerca del modello da me scelto, mi mandò una foto per essere sicura che fosse proprio quella e quindi c’era eccome in negozio! Mi assicurà altresì che la lavatrice è già in viaggio e la consegna avverrà nel giro di una settimana. Passata quindi la settimana lo ricontatto e mi comunica che la lavatrice non è ancora arrivata e posticipa la consegna di un’altra settimana!Vorrei sapere come tutelarmi, come ricevere un eventuale rimborso e soprattutto come comportarmi nel caso in cui la consegna venga ulteriormente posticipata o fatta solo parzialmente, ovvero senza i prodotto Foppapadretti. Grazie

  3. Salve, ho acquistato dei climatizzatori in un punto vendita Unieuro.
    Dopo aver pagato tutto in contanti compresa la spedizione entro 48 ore, a distanza di 23 giorni ( a estate quasi terminata) nemmeno l’ombra dei climatizzatori.
    Ho chiamato ripetutamente la sede d’acquisto, inoltrato mail anche alla sede centrale e alla direzione, ma nulla.
    Come posso agire?
    GRAZIE

  4. Buongiorno,

    Sono un’italiana residente all’estero. Il 16 novembre ho acquistato un frigorifero sul sito italiano scont-piu.com, per l’appartamento dove dovevo trasferirmi il primo dicembre. L’articolo sarebbe stato disponibile dopo due o tre settmine, ma per me non era un problema. Il 22 novembre ho voluto assicurarmi che la consegna del frigorifero si facesse al piano e ho scritto al servizio clienti che mi ha risposto che non era possibile. Ho allora chiesto che il mio ordine fosse annullato e sono stata chiamata immediatamente al telefono da un’impiegata che mi ha confermato che, avendo scelto l’opzione “consegna specializzata” la consegna si sarebbe fatta al piano. Tranquillizzata, ho rinunciato ad annullare il mio ordine e ho cominciato ad aspettare.
    Il primo dicembre, sono stata contattata per sapere se a casa mia ci fosse l’ascensore e a che piano abitassi. Mi hanno detto che mi avrebbero contatta a breve per fissare la data della consegna. L’otto dicembre, non essendo ancora stata contattata, ho scritto una mail per avere informazioni. Nessuna risposta. Lunedi 12 ho telefonato e mi è stato risposto che mi avrebbero telefonato in serata o al più tardi il giorno dopo. Il 13 pomeriggio ho telefonato di nuovo e mi è stato detto che il corriere rifiutava la consegna perché nel mio palazzo non c’è l’ascensore, che stavano cercando una soluzione e che mi avrebbero telefonato in serata. Non ho ricevuto nessuna chiamata e le mie mail e telefonate sono rimaste senza risposta. Ieri, 14 dicembre, ho spedito una raccomandata di messa in mora. Vorrei sapere cosa devo fare per farmi indennizzare qualora la data di consegna, fissata nella messa in mora, non venisse rispettata.

    Grazie per la vostra risposta
    .

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