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Cavi Telecom: il proprietario del terreno può opporsi alla loro installazione?

6 ottobre 2018


Cavi Telecom: il proprietario del terreno può opporsi alla loro installazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2018



Sono proprietario di un terreno agricolo dove risiedo e i pali del telefono oltre ad essere antiestetici,  impediscono l’utilizzo/sfruttamento di una ampia fascia di terreno. Di recente, essendo pericolanti da diversi anni, sono stati sostituiti senza che nessuno mi avesse informato ed ora si vuole far passare dei nuovi cavi uso internet. Possono essere spostati dietro mia richiesta?  O in alternativa, dato il disagio, ho diritto a qualche risarcimento? Se si sotto quale forma?

Per i nuovi cavi che Telecom ha intenzione di installare occorre fare riferimento al decreto legislativo n. 259 del 2003 che disciplina anche gli impianti di reti di comunicazione elettronica di uso pubblico o di pubblica utilità, cioè gli impianti necessari al passaggio delle linee indispensabili per le comunicazioni telefoniche anche con fibra ottica.

Questo decreto stabilisce che:

– i fili o cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra delle proprietà pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non siano finestre od altre aperture praticabili a prospetto. (articolo 91, comma 1, del decreto n. 259 del 2003);

– il proprietario od il condominio non può opporsi all’appoggio di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto, nell’immobile di sua proprietà occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini (articolo 91, comma 2, del decreto n. 259 del 2003);

– i fili, i cavi ed ogni altra installazione devono essere collocati in modo da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua destinazione (articolo 91, comma 3, del decreto n. 259 del 2003);

– il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio nell’immobile di sua proprietà del personale Telecom che dimostri la necessità di accedervi per l’installazione, riparazione e manutenzione degli impianti (articolo 91, comma 4, del decreto n. 259 del 2003);

– l’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione.

L’operatore di comunicazione ha l’obbligo, d’intesa con le proprietà condominiali, di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati. (articolo 91, comma 4 bis, del decreto n. 259 del 2003);

– l’operatore di comunicazione, durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica, può installare a proprie spese gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili, nei percorsi aerei di altri servizi di pubblica utilità sia esterni sia interni all’immobile e in appoggio ad essi, a condizione che sia garantito che l’installazione medesima non alteri l’aspetto esteriore dell’immobile nè provochi alcun danno o pregiudizio al medesimo. Si applica in ogni caso l’ultimo periodo del comma 4-bis (articolo 91, comma 4 ter, del decreto n. 259 del 2003);

– nei casi previsti dalle norme elencate sopra al proprietario non è dovuta alcuna indennità (articolo 91, comma 5, del decreto n. 259 del 2003).

Queste norme appena elencate sono tutte contenute nell’articolo 91 del decreto legislativo n. 259 del 2003 che si riferisce agli impianti delle reti utili a portare i vari servizi (telefonia eccetera) ad inquilini e condomini di edifici.

L’articolo 91, riassumendo quello che si è sopra riportato:

– esclude che il proprietario possa opporsi al passaggio di cavi, antenne e fili;

– esclude che sia dovuta al proprietario qualsiasi indennità.

Ma se, invece, i nuovi cavi che Telecom vuole installare non hanno lo scopo previsto dall’articolo 91 del decreto n. 259 del 2003 (cioè portare i vari servizi – telefonia eccetera – ad inquilini e condomini di edifici) allora si dovrà applicare il successivo articolo 92 del decreto n. 259 del 2003.

L’articolo 92 prevede che, al di fuori dei casi dell’articolo 91 (cioè al di fuori dei casi in cui i cavi, i fili e le opere relative alle reti servono per portare i vari servizi di telefonia ad inquilini e condomini di edifici) si devono applicare le seguenti regole:

– le servitù occorrenti al passaggio con appoggio dei fili, cavi ed impianti connessi … sul suolo, nel sottosuolo o sull’area soprastante, sono imposte, in mancanza del consenso del proprietario… ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e della legge 1° agosto 2002, n. 166;

– che per imporre la servitù al proprietario del fondo l’operatore (cioè Telecom) deve proporre apposita domanda all’autorità competente che poi, se ricorrono le condizioni, impone al proprietario del fondo la servitù determinando a suo favore l’importo dell’indennità prevista dalla legge (dall’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001);

– il proprietario del fondo può anche opporsi alla servitù per il passaggio delle linee sul suo fondo decisa dalla autorità amministrativa proponendo apposito ricorso al competente tribunale amministrativo;

– la servitù deve essere costituita in modo da riuscire la più conveniente allo scopo e la meno pregiudizievole al fondo servente, avuto riguardo alle condizioni delle proprietà vicine;

– il proprietario ha sempre facoltà di fare sul suo fondo qualunque innovazione, anche se essa importi la rimozione od il diverso collocamento degli impianti, dei fili e dei cavi, ne’ per questi deve pagare alcuna indennità, salvo che sia diversamente stabilito nella autorizzazione o nel provvedimento amministrativo che costituisce la servitù.

Riassumendo: se il passaggio di nuovi fili e nuovi cavi ecc. non è necessario per soddisfare le esigenze previste dall’articolo 91, ma serve ad uno scopo diverso, allora si applicheranno le regole dell’articolo 92 che in sintesi prevedono:

– che se il proprietario del terreno si oppone al transito dei fili o dei cavi, l’operatore di telefonia potrà ottenere che sia imposta la servitù per il passaggio dei fili, cavi ecc. dall’autorità amministrativa che stabilirà anche un’indennità a favore del proprietario.

Concludendo: 

per i pali già esistenti sul suo fondo (e già sostituiti) si consiglia al lettore di verificare, con richiesta rivolta appunto a Telecom, se esiste un provvedimento che abbia in passato autorizzato Telecom stessa ad installarli (se invece Telecom avesse installato questi pali abusivamente, cioè senza alcun provvedimento che la autorizzasse, la loro presenza sarebbe illegittima e il lettore potrà chiederne non solo lo spostamento ma anche la rimozione);

per i nuovi cavi occorre, invece, che il lettore chieda a Telecom, se la loro posa sulla sua proprietà serve per le esigenze dell’articolo 91 o per quelle dell’articolo 92 ( nel caso dell’articolo 91 il proprietario non può opporsi e non ha diritto ad alcuna indennità, mentre nel caso dell’articolo 92 il proprietario può anche opporsi alla servitù ed ha comunque diritto ad un’indennità).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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