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Lavoratori impatriati: agevolazioni fiscali e TFR

13 ottobre 2018


Lavoratori impatriati: agevolazioni fiscali e TFR

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2018



L’agevolazione sui compensi per il lavoratore che rientra dall’estero spetta anche per il TFR e per i compensi speciali di buona uscita? 

L’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015 prevede, a decorrere dal 2017, una tassazione agevolata per quei soggetti, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, che trasferiscono la propria residenza in Italia. È tuttavia essenziale il possesso di determinati requisiti, primo fra tutti lo spostamento della residenza fiscale dall’estero all’Italia, il che presuppone che, precedentemente, il lavoratore avesse trasferito la residenza in un altro Paese, iscrivendosi all’Aire. 

Il vantaggio fiscale prevede che la base imponibile (reddito) tassabile, sulla quale si calcola l’Irpef, è del 50%. L’agevolazione spetta a partire dall’anno in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale e per i 4 anni successivi. 

Le agevolazioni fiscali lavoratori “impatriati” si applicano ai cittadini dell’Unione europea e ai cittadini di Stati extra Ue, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale. 

Sono necessari i seguenti requisiti: 

  il possesso di un diploma di laurea (triennale o magistrale);

  l’aver svolto continuativamente attività di lavoro (dipendente, autonomo o di impresa) o di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi (conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione post lauream della durata di almeno 2 anni accademici). È sufficiente che l’interessato, prima di rientrare in Italia, abbia svolto tali attività all’estero per un periodo minimo e ininterrotto di almeno 24 mesi, non necessariamente nei due anni immediatamente antecedenti il suo rientro; 

  la prestazione di attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia. Non è necessario che l’attività lavorativa sia coerente con il titolo di studio posseduto. 

Anche ai lavoratori non laureati che trasferiscono la residenza in Italia, si applicano le agevolazioni lavoratori impatriati, se sono soddisfatte le seguenti condizioni. 

Se si tratta di lavoratori autonomi: 

  non devono essere stati residenti in Italia d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni; 

– devono prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano. 

Se si tratta di lavoratori dipendenti: 

– non devono essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni; 

– devono prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano; 

– devono svolgere attività lavorativa presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa; 

  devono rivestire ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. Per ruoli direttivi, si intendono i dirigenti o i quadri o gli impiegati con funzioni direttive. 

Quanto all’istituto del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è possibile affermare che si tratta di quei redditi che si esclude dalla tassazione Irpef poiché assoggettato ad una tassazione separata e non a quella ordinaria così come tutte le altre somme percepite una tantum che non sono assoggettata alla tassazione ordinaria progressiva dell’Irpef. Infatti, gli importi percepiti come liquidazione per la cessazione del rapporto di lavoro, non devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi (sia essa effettuata con modello 730 che con modello Redditi) poiché la tassazione separata viene applicata alla fonte dal datore di lavoro e comunicato all’Agenzia delle Entrate con la Certificazione Unica. 

Pertanto, la risposta al quesito posto è negativa. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal  dott. Daniele Bonaddio

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