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Permesso di soggiorno: quando lo straniero rischia la revoca

19 Ottobre 2018
Permesso di soggiorno: quando lo straniero rischia la revoca

Ho una condanna penale di 1 anno e 4 mesi con la sospensione condizionale di 5 anni per rapina aggravata. Nello specifico si è trattato di rapinare una prostituta insieme ad altri due compagni usando la forza. Rischio il permesso di soggiorno per questa condanna?

La legge italiana, cioè il decreto legislativo n. 286 del 1998, prevede:

  • il permesso di soggiorno “ordinario” in base all’articolo 5 del decreto n. 286 del 1998;
  • il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo in base all’articolo 9 sempre del decreto n. 286 del 1998.

In tutti e due i casi, sia per il permesso di soggiorno ordinario, sia per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, è prevista la possibilità anche di revoca del permesso se lo straniero è considerato pericoloso per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato.

Perciò se l’Autorità (cioè la Questura) ritiene che lo straniero sia pericoloso per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato, può emanare anche un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno che sia in corso di validità.

La revoca del permesso di soggiorno non è però automatica.

La Questura, cioè, se decide di revocare il permesso di soggiorno ad uno straniero che è stato condannato con sentenza non definitiva (anche nel caso di sentenza di condanna a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale), deve indicare precisamente i motivi per cui considera quello straniero una minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato.

La Questura, quindi, non può dire semplicemente che lo straniero è una minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza perché è stato condannato per rapina aggravata, ma deve indicare nel provvedimento di revoca quali sono nel dettaglio i motivi che rendono quello straniero pericoloso per la società (la Questura, cioè, deve anche considerare tutta la vita e la condotta dello straniero e, quindi, anche il suo comportamento precedente al reato, la sua vita quotidiana, le sue relazioni sociali ed il suo inserimento nella società).

Quindi, riassumendo:

  • sicuramente la Questura può revocare il permesso di soggiorno se lo straniero commette un reato (ed il reato di rapina aggravata è sicuramente un reato grave che dimostra una non bassa pericolosità), ma non potrà automaticamente revocare il permesso basandosi soltanto sulla condanna penale, ma dovrà indicare nel provvedimento di revoca anche i motivi specifici per cui considera lo straniero una persona pericolosa verificando anche se questa persona si era inserita nella vita sociale e lavorativa o se, invece, era ad esempio costantemente dedita a commettere reati;
  • in ogni caso il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno può essere contestato dallo straniero con ricorso davanti al giudice competente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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