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Versamento dei contributi all’Inps come cococo e pensione

19 Ott 2018


Versamento dei contributi all’Inps come cococo e pensione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Ott 2018



Ho effettuato i seguenti versamenti all’Inps: dal 1/07/1980 fino al 31/05/1990 contratto di lavoro dipendente; dal 1990 al 1995 ho usufruito di un contratto co.co.co.; dal 1996 al 2009 ho avuto un contratto di collaborazione e dal 02-01-2010 a tutt’oggi ho un contratto di lavoratore dipendente part-time ( 4 ore giornaliere). Posso andare in pensione? Nel periodo con contratto co.co.co. non ho pagato l’INPS conviene pagare per riscattare questo periodo ai fini contributivi? Sono iscritto all’ordine dei farmacisti della mia provincia. Pago dal 1980 l’ENPAF a contribuzione piena. Ho riscattato gli anni di laurea.  Pago dal 2004 una integrazione di € 1220,99 annua.  Ho fatto il militare. Posso usufruire del cumulo dei contributi previdenziali? 

Per rispondere alla domanda in esame occorre innanzitutto conteggiare il totale dei contributi del lettore, in base a quanto da questi descritto: 

– dal 1/07/1980 fino al 31/05/1990 contratto di lavoro dipendente: quindi possiede 9 anni e 11 mesi di contributi; dal 1990 al 1995 ha usufruito di un contratto co.co.co.: potrebbe riscattare 4 anni e 7 mesi di contributi (riscattarne 5 sarebbe inutile perché 5 mesi del 1990 sono già coperti come lavoro dipendente), ma sulla convenienza sussistono forti perplessità, come precisato più avanti; 

– dal 1996 al 2009 ha avuto un contratto di collaborazione: potrebbe eventualmente riscattare questi ulteriori 13 anni di contributi, ma sulla convenienza sussistono forti perplessità, come precisato più avanti; 

– dal 02-01-2010 a tutt’oggi ha un contratto lav. dipend. part-time ( 4 ore giorn.): non specifica se si tratta di part-time con reddito inferiore o superiore al minimale; se inferiore, non vengono considerate contribuite 52 settimane all’anno, ma un minor numero di settimane in rapporto a quanto versato; ipotizzando che ogni annualità risulti interamente coperta, il lettore avrebbe al 31 dicembre 2018 9 anni di contribuzione da lavoro dipendente, più altri 9 anni e 11 mesi versati al 1990, totale 18 anni e 11 mesi. 

Nel periodo con contratto co.co.co. non ha pagato l’INPS. Conviene pagare per riscattare questo periodo ai fini contributivi? Si tratta di un riscatto complessivo di 17 anni e 7 mesi, con un onere non indifferente. Considerando che il lettore riferisce di aver pagato l’Enpaf con contribuzione piena dal 1980, si tratterebbe di annualità sovrapposte, che quindi non anticiperebbero il diritto alla pensione. Aumenterebbero soltanto la misura della pensione, ma considerato l’enorme esborso che il riscatto comporterebbe la convenienza economica dell’operazione sarebbe quasi inesistente. 

Il lettore inoltre è iscritto all’ordine dei farmacisti della sua provincia. 

Paga dal 1980 l’ENPAF a contribuzione piena. Pertanto egli possiede 39 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2018: i contributi come dipendente e co.co.co. sono temporalmente sovrapposti e, ai fini del cumulo o della totalizzazione, non possono essere contati due volte.

Ha riscattato gli anni di laurea. Col riscatto degli anni di laurea, se avvenuto per intero e per periodi non coincidenti con gli altri contributi versati, il lettore possiede 43 anni di contributi al 31 dicembre 2018. 

Paga dal 2004 una integrazione di € 1220,99 annua. Non specifica se riferita all’Enpaf, all’Inps o a un’altra cassa. Ai fini del diritto alla pensione, poco importa, in quanto il lettore, considerando il riscatto, è vicino al possesso dei requisiti per la pensione anticipata in regime di cumulo. Eventualmente il dato potrebbe interessare ai fini della misura della pensione. 

Il lettore ha fatto il militare. Non specifica quando, quindi non si sa se per 12, 18 mesi o un diverso periodo. Ipotizzando una durata di 12 mesi, non coincidenti con gli anni di laurea e con le annualità in cui sono stati versati i contributi, il lettore al 31 dicembre 2018 arriverebbe a 44 anni di contributi, e potrebbe richiedere la pensione anticipata in regime di cumulo immediatamente. 

Per la pensione anticipata in regime di cumulo (Legge 228/2012, modificata dalla Legge 232/2016), il requisito, sino al 31 dicembre 2018, è pari a 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi per gli uomini. 

Il lettore potrebbe dunque richiedere immediatamente questa pensione alla sua cassa, che gli liquiderebbe la quota di trattamento corrispondente all’anzianità maturata presso l’Enpaf; l’Inps liquiderebbe invece, in via immediata, la quota corrispondente ai 18 anni e 11 mesi di contribuzione versata come lavoratore dipendente, senza ricalcolo contributivo (come avviene per la totalizzazione). 

La liquidazione immediata della pensione anticipata in regime di cumulo avverrebbe, naturalmente, se: 

-presso l’Enpaf la contribuzione è stata versata continuativamente e per le annualità intere dal 1980, come il lettore riferisce; 

– il lettore  possiede 4 anni di laurea riscattati in periodi precedenti al 1980; 

– il lettore possiede almeno ulteriori 12 mesi di servizio militare, in periodi non coincidenti con altri periodi contribuiti. 

Si consiglia dunque al lettore di procurarsi i suoi estratti conto contributivi, per avere certezza dei periodi contribuiti, e di farli visionare a un funzionario della sua cassa, prima di inoltrare domanda di pensione. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci



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