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Se il forno a legna della pizzeria intossica i vicini che fare?

12 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 ottobre 2018



Come tutelarsi dalle esalazioni del vicino? È possibile sporgere denuncia? Si può sequestrare la canna fumaria non a norma?

I latini dicevano che vicinitas est mater discordiarum: la vicinanza è madre della discordie. Se abiti in un condominio saprai sicuramente di cosa parlo. Ma non solo: i litigi per rumori, fumi, polveri e odori provenienti da appartamenti o locali vicini intasano le aule dei tribunali: non c’è avvocato che non abbia dovuto assistere un suo cliente per almeno una di queste vicende. Dagli schiamazzi alla musica ad alto volume, dai cattivi odori ai latrati dei cani, non c’è studio legale che non sia dovuto intervenire per calmare gli animi o, nella peggiore delle ipotesi, per portare la controparte in tribunale. Una delle questioni più sentite è quella del fumo proveniente dal forno a legna della pizzeria vicina: in questo caso ci troviamo davanti ad un’attività commerciale a tutti gli effetti, contro la quale sembra difficile poter agire. Non è così. Se pensi che non potrai mai vincere una causa contro la pizzeria che brucia legna notte e giorno, ti sbagli: i giudici danno ragione a chi deve subire i fumi della combustione. Non ci credi? Allora ti convincerai del contrario se proseguirai nella lettura: ti dirò che fare se il forno a legna della pizzeria intossica i vicini.

Fumo dalla pizzeria vicina: quale tutela?

Devi sapere innanzitutto che se il forno a legna della pizzeria intossica i vicini la legge ti fornisce essenzialmente due strumenti: la tutela civile e la tutela penale. Nel primo caso, potrai citare in giudizio il titolare della pizzeria per chiedere il risarcimento dei danni e ottenere che le immissioni di fumo cessino; nella seconda ipotesi, invece, potrai denunciare la pizzeria e, nel corso del processo penale, costituirti parte civile per domandare il risarcimento dei danni. Ma procediamo con calma e vediamo che fare se il forno a legno della pizzeria intossica i vicini.

Forno a legna della pizzeria: cosa sono le immissioni?

Innanzitutto, se il forno a legno della pizzeria intossica i vicini potrai chiedere al giudice civile che giustizia sia fatta. Come? Tecnicamente, si parla di immissioni provenienti dal fondo vicino [1]: la norma regola i limiti del godimento del proprio fondo rispetto a quello vicino, anche se non confinante. Con il termine immissione si fa riferimento a tutte le propagazioni fastidiose provenienti dalla proprietà del vicino, quali rumore, fumo, calore, esalazioni, scuotimenti, ecc.

Il proprietario del fondo non può impedire le immissioni provenienti dal fondo altrui se le stesse non superano la normale tollerabilità. Il limite della normale tollerabilità deve essere discrezionalmente valutato dal giudice, in quanto la legge non fornisce un parametro di riferimento. Il giudice, pertanto, dovrà di volta in volta valutare tutti i fattori del caso, quali le condizioni dei luoghi, le attività normalmente svolte, le abitudini delle persone, ecc.

Il giudice potrà tenere conto anche del cosiddetto preuso. Facciamo un esempio per capire di cosa si tratta: se Tizio acquista un’abitazione nei pressi di una fabbrica, dopo non potrà lamentarsi dei rumori provenienti da quest’ultima, visto che, al momento dell’acquisto, era già a conoscenza della situazione. Lo stesso nel caso in cui vi sia una pizzeria.

Nel caso in cui i rumori siano intollerabili, la persona danneggiata può chiedere il risarcimento del danno  e la tutela inibitoria, cioè la cessazione della condotta molesta.

Fumo della pizzeria vicina: è reato?

Forse ti interesserà sapere che se il forno a legno della pizzeria intossica i vicini potrai addirittura denunciare il titolare dell’esercizio commerciale. Il reato è quello di getto pericoloso di cose: chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro [2].

Quindi, se il forno a legno della pizzeria intossica i vicini potrai recarti dai carabinieri e denunciare il fatto. Se le indagini proseguiranno e sfoceranno con il rinvio a giudizio dell’autore del reato, potrai costituirti parte civile e chiedere il risarcimento dei danni che hai dovuto patire subendo le esalazioni del forno a legno della pizzeria. Ma non solo. Prosegui nella lettura.

Forno a legna della pizzeria vicina: è possibile il sequestro?

Nel caso in cui il forno a legno della pizzeria intossica i vicini potrai addirittura ottenere il sequestro del forno stesso. Secondo la legge, può essere posta sotto sequestro ogni cosa pertinente al reato che, se lasciata nella libera disponibilità del suo proprietario o, comunque, di chi può utilizzarla, può aggravare le conseguenze del reato [3]. È ciò che accade nel caso del forno a legna di una pizzeria: se, nelle more delle indagini e, poi, del processo, il forno sarà lasciato nella piena disponibilità del titolare, questi sicuramente proseguirà con la sua condotta molesta. Si sa infatti che la giustizia italiana è lenta. Con il sequestro della canna fumaria, invece, l’utilizzo del forno a legna viene inibito, con beneficio della persona offesa. L’esecuzione del sequestro di fatto blocca l’attività produttiva e, di conseguenza, l’immissione molesta.

Forno a legna intossica i vicini: cosa può fare il titolare?

Il proprietario della pizzeria che intossica i vicini, per liberarsi del sequestro e, soprattutto, di un lungo processo penale, può chiedere ed ottenere l’oblazione: trattasi di una particolare procedura che consente al reo di estinguere il reato pagando una somma di danaro. Secondo la Corte di Cassazione [4], l’autore dell’illecito può chiedere ed ottenere l’oblazione se dimostra di aver modificato l’impianto in modo tale da garantire l’eliminazione delle emissioni moleste. In pratica, il sequestro costringe il titolare a correre ai ripari qualora voglia continuare ad esercitare la sua attività.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Art. 674 cod. pen.

[3] Art. 321 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 38674/2018.

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