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Sim con servizi attivati non richiesti: è legale?

14 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 settembre 2018



La Corte di giustizia Ue si pronuncia sulle app a pagamento preinstallate dagli operatori: si tratta di pratica commerciale sleale. Come disattivarle?

Ti è mai capitato di comprare una Sim per un preciso scopo e poi trovarti dei servizi a pagamento che non ti servono e, soprattutto, che non hai mai richiesto? Sappi che lo puoi contestare perché si tratta di una pratica commerciale sleale e aggressiva. Così ha stabilito la Corte di giustizia europea con una recente sentenza [1]. Succede, infatti, di trovarsi nel proprio cellulare dei servizi attivati non richiesti come la segreteria telefonica, la ricarica automatica, il «ti ho cercato», ecc. Se non ne sapevi nulla, cioè se non sei stato avvisato e lo scopri solo quando ti arriva la bolletta o quando ti rendi conto che la tua ricarica precipita senza un apparente motivo, ciò che la tua compagnia telefonica ha fatto sulla tua sim non è legale.  L’utente, infatti, deve essere libero di scegliere la fornitura di un servizio e non può trovarselo preimpostato dall’operatore.

La Corte Ue ha deciso così partendo dalle «cattive abitudini» di due operatori italiani, Wind e Vodafone, già segnalati dalle nostre parti dall’Agcom e dall’Antitrust proprio per inserire nelle sim dei loro clienti dei servizi attivati non richiesti. Le compagnie si erano rivolte al Consiglio di Stato il quale ha voluto sentire il parere della Corte di giustizia europea. Eccolo servito il parere: non è legale mettere quei servizi nelle schede senza che il consumatore sappia della loro esistenza (perché non li ha richiesti) e tantomeno senza conoscere il loro costo. Due condizioni indispensabili per poter parlare di una libera scelta del cliente.

Questo tipo di pratica sleale può essere sanzionata da un’autorità nazionale diversa da quella prevista dal diritto comunitario in materia di comunicazioni. In Italia tale competenza spetta all’Agcom, cioè all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e non all’Antitrust.

Servizi attivati sulla sim: quando non sono legali

Gli operatori, dunque, devono informare preventivamente dell’attivazione di servizi a pagamento sulla sim come la segreteria telefonica, le previsioni del tempo, l’avviso di chiamata, ecc. Lo devono fare in modo chiaro e trasparente. Non vale, quindi, far apparire un banner con un messaggio del tipo: «Vuoi sapere che tempo farà domani nella tua città? Clicca qui per scoprirlo». Uno clicca per capire se può fare la grigliata in giardino oppure deve rimandare in caso di pioggia e si trova ad avere attivato inconsapevolmente il servizio meteo a pagamento con un costo di qualche euro a settimana. Qualche euro qua, qualche euro là e la ricarica del cellulare si prosciuga senza che il consumatore se ne accorga del motivo. Sarebbe più corretto dire: «Vuoi attivare il servizio meteo a pagamento al costo di tot euro la settimana?»

L’azione consapevole del cliente, quindi (cioè il fatto di avere cliccato su quel banner) non basta a rendere leale e legale questa pratica commerciale, come non basta il fatto che l’utente abbia la possibilità di disattivare i servizi non richiesti. Per la Corte di giustizia europea, «non è evidente che un acquirente medio di schede sim possa essere consapevole del fatto che tali carte contengano servizi preimpostati e previamente attivati, atti a generare costi aggiuntivi». Non è altrettanto evidente che il consumatore sia al corrente della possibilità che il suo cellulare si possa collegare a Internet a sua insaputa per colpa di un’app non richiesta e sempre attiva (le cosiddette «always on») o che sia capace di disattivare i servizi non richiesti da solo.

Servizi attivati sulla sim: come cancellarli

Dicevamo, appunto, che non sempre si è capaci di disattivare dalla sim i servizi a pagamento non richiesti impedendo che l’abbonamento venga rinnovato automaticamente. Il modo più efficace è quello di entrare nella propria area personale della compagnia, cioè nella pagina online che contiene tutto ciò che ha a che fare con la sim del tuo cellulare. A seconda della compagnia, nella sezione «traffico e costi» oppure in quella «servizi attivi» troverai i servizi a cui sei abbonato (anche a tua insaputa) e potrai decidere quali conservare e quali disattivare.

Altra opzione è quella di contattare il servizio clienti della tua compagnia telefonica e chiedere a quali servizi sei abbonato e quanto ti costano. Lo stesso operatore può disattivarli su tua richiesta senza costi aggiuntivi. Se sei fortunato (la compagnia non è tenuta a farlo ma potrebbe essere disponibile) potresti anche ottenere un rimborso parziale dei soldi buttati via in quello che non hai mai voluto avere sul tuo telefonino.

È importante che dopo ti faccia attivare dei filtri sulla linea Internet per evitare che il tutto si ripeta di nuovo, cioè che qualcuno tenti ancora di installare sulla tua sim delle app non desiderate. È un servizio gratuito offerto dalle compagnie quando viene richiesto dall’intestatario della sim. In questo modo potrai navigare più tranquillo e proteggere i tuoi dati personali come password, carta di credito o credenziali di accesso ad un conto corrente online.

note

[1] Corte di Giustizia Ue sent. n. C-54/17.

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