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Vicino rumoroso: un solo inquilino può farlo condannare?

14 settembre 2018


Vicino rumoroso: un solo inquilino può farlo condannare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 settembre 2018



Microfono per registrare rumori molesti e per dimostrare al giudice che il rumore è intollerabile.

Nel tuo palazzo c’è un condomino che fa continuamente rumore senza preoccuparsi del disturbo che provoca. Non sei il solo ad essere molestato: quasi tutti se ne lamentano ma sino ad oggi non è stato fatto nulla. Tu vorresti fare qualcosa ma gli altri vicini di casa appaiono più remissivi: non si vogliono impelagare in questioni legali e forse temono ritorsioni. Ti chiedi a questo punto se puoi agire singolarmente per farlo condannare o se dovete procedere tutti insieme. Quale ruolo ha l’amministratore in questo? Può rappresentare i vostri interessi? Non di meno, ti chiedi come dimostrare il rumore prodotto: se cioè c’è bisogno di un registratore, di un tecnico di parte, dell’arrivo dei carabinieri, ecc. Insomma, l’esigenza di una risposta a tutti questi interrogativi ti spinge a consultare un avvocato. A lui innanzitutto chiedi: in caso di vicino rumoroso, un solo inquilino può farlo condannare? E con quali prove? Ecco alcuni importanti chiarimenti che tengono conto dei recenti orientamenti giurisprudenziali. 

Come stabilire se un rumore è vietato

Quando si ha a che fare con i rumori, si può agire solo se questi diventano “intollerabili”. La legge parla di un generale obbligo di sopportare tutto ciò che rientra nella normale tollerabilità, un limite che va interpretato caso per caso, a seconda dell’ora in cui avviene il disturbo (una cosa è accendere l’aspirapolvere alle sei di mattina, un’altra alle cinque del pomeriggio), della ripetizione dello stesso (una cosa è un piatto che cade a terra che, per quanto fragoroso possa essere, è solo questione di un attimo; un’altra cosa è sbattere tappeti all’una di notte), del luogo ove è situato l’immobile (in una zona del centro urbano, dove il rumore di fondo proveniente dalle strade è più forte, è più difficile che un rumore possa raggiungere i vicini rispetto invece a una zona residenziale e silenziosa). 

Ebbene, alla luce di queste considerazioni, si può dire che il rumore è vietato quando supera la normale tollerabilità. Sta di fatto che in genere è sufficiente dimostrare che i rumori del vicino abbiano superato di 3 decibel (dB) il rumore di fondo (se i rumori si verificano nelle ore notturne) oppure che abbia superato di 5 decibel (dB) il rumore di fondo (se i rumori si verificano di giorno). Anche in tal caso però si deve tenere conto del potere del giudice di valutare il singolo caso, cercando di contemperare le esigenze degli esercizi commerciali e delle attività imprenditoriali con le ragioni della proprietà e può tenere conto della priorità di un determinato uso (non si può impedire al macellaio di scaricare le carni alle 5 di mattina per procedere poi alla vendita, ma il tutto deve avvenire con le dovute accortezze per limitare al massimo i rumori di fondo).

Per i rumori si può denunciare?

Una volta stabilito se un rumore è vietato o meno, bisogna capire se si può denunciare oppure no. Per denunciare è necessario che il comportamento del vicino costituisca reato. Per rientrare nel penale è necessario dare fastidio a molte persone. Se si dà fastidio solo a poche persone, ad esempio i vicini del piano di sopra o di sotto, non c’è reato ma solo un illecito civile. Dunque per il reato di disturbo della quiete pubblica è necessario che ad essere molestato sia tutto l’edificio o il quartiere o gli abitanti dei palazzi circostanti.

Se non c’è penale e il rumore è ugualmente intollerabile siamo nell’ambito del semplice illecito civile. L’illecito civile consente di ottenere un ordine di cessazione delle molestie da parte del giudice, oltre al risarcimento del danno. L’illecito penale invece consente la denuncia, la punizione del colpevole e, ovviamente, il risarcimento del danno.

La denuncia va fatta alle autorità di pubblica sicurezza come Carabinieri, Polizia. Non ha alcun valore la segnalazione alla polizia municipale, al sindaco o all’amministratore di condominio (il quale deve solo controllare il rispetto del regolamento di condominio: egli pertanto può entrare in gioco solo se il suddetto regolamento indica gli orari di silenzio). In alternativa si può decidere, con l’aiuto di un avvocato, di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica.

Vicino rumoroso: un solo inquilino può farlo condannare?

I carabinieri possono agire anche indipendentemente dalla denuncia perché il reato di disturbo della quiete pubblica è procedibile d’ufficio. Questo a maggior ragione significa che la denuncia può essere presentata anche da un solo soggetto. 

Si chiama infatti «disturbo della quiete pubblica» perché, per costituire reato, deve necessariamente dare fastidio a più persone e non solo a poche. Tuttavia per denunciare il reato non c’è bisogno che le vittime si presentino tutte dai carabinieri. Basta anche una sola denuncia. 

Come dimostrare il rumore?

Veniamo alle prove. La prova privilegiata è certamente quella di una perizia fonometrica, incaricata dal giudice o realizzata dall’ARPA (l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) la quale però interviene solo per le attività commerciali. 

Nel giudizio civile, la soglia della normale tollerabilità delle immissioni può essere accertata facendo ricorso a mezzi di prova di natura squisitamente tecnica, posto che solo un esperto è in grado di accertare l’intensità dei suoni e delle immissioni di gas e fumo.

È verosimile però che, se è in corso una causa, il vicino si guarderà bene dal riprodurre i rumori.

Come fare in questi casi? Usare un registratore è sicuramente poco utile perché si tratta di una prova facilmente contestabile. Nessuno garantisce la data di registrazione, la provenienza e l’eventuale “falsificazione” del file. Stesso discorso può valere per un video. 

Proprio per questo il Giudice può ricorrere all’audizione di testi che abbiano avuto una diretta percezione sensoriale di tali rumori e/o immissioni. Ad esempio, puoi chiamare dei vicini, degli ospiti o dei paranti o lo stesso amministratore di condominio che, presente quando si sono verificati i rumori, può riferire in merito a ciò che ha sentito.

Ci si può valere di una consulenza tecnica di parte, ma questa non ha valore di prova. Tuttavia è possibile di chiamare a testimoniare il proprio consulente di parte sui fatti dallo stesso accertati nella relativa perizia, i quali, se confermati in sede di prova testimoniale, acquisiscono valore di piena prova su cui il Giudice può fondare la condanna.   


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1 Commento

  1. Viste le traversie personali “combattute sul campo” (leggi: aule giudiziarie), l’argomento è assolutamente sempre attuale!!!… SIETE BRAVISSIMI e TEMPESTIVAMENTE SEMPRE IN PRIMA LINEA!!!… Il problema è molto più pregnante e più frequente di quanto non si creda, ergo è importante parlarne con attenzione e frequenza, senza sottovalutazioni…

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