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Pensione anticipata precoci

16 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2018



Pensione quota 41 per i lavoratori precoci: come funziona, chi ne ha diritto, come si richiede, come cambiano i requisiti nel tempo.

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono più di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi: questo tipo di trattamento è chiamato pensione quota 41, o pensione anticipa precoci. Rispetto alla pensione anticipata ordinaria, che è ottenuta con un minimo di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, lo “sconto” è dunque di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini: i requisiti aumenteranno comunque per tutti, precoci e non, di 5 mesi dal 2019. Per ottenere la pensione anticipata agevolata, però, non basta essere lavoratori precoci, ma è necessario appartenere anche a delle specifiche categorie tutelate. Vediamo allora, nel dettaglio, chi ha diritto alla pensione anticipata precoci, quali sono i requisiti previsti, come si calcola il trattamento e quando deve essere inviata la domanda.

A chi spetta la pensione anticipata precoci?

Per aver diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, è innanzitutto necessario essere dei lavoratori precoci, cioè possedere 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro versata, anche non continuativamente, prima del compimento del 19° anno di età. Inoltre, è necessario risultare iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 ed appartiene a una delle seguenti categorie tutelate:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati; in alternativa, possono essere stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni.

Quanti anni di contributi servono per la pensione anticipata precoci?

Per raggiungere la pensione anticipata precoci sono sufficienti 41 anni di contributi sino al 31 dicembre 2018, mentre sono necessari 41 anni e 5 mesi per chi matura il requisito dal 1° gennaio 2019 in poi.

Per raggiungere i 41 anni di contribuzione sono utili tutti i contributi posseduti presso il Fondo lavoratori dipendenti dell’Inps e le gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori…) e presso la gestione Separata. Recentemente è stato chiarito che il requisito contributivo può essere raggiunto anche attraverso il nuovo cumulo dei periodi assicurativi, cioè sommando i contributi non coincidenti temporalmente, versati in tutte le gestioni previdenziali obbligatorie, tra cui anche le casse professionali.

Come si calcola la pensione anticipata precoci?

La pensione anticipata precoci è calcolata allo stesso modo della generalità dei trattamenti pensionistici, ossia:

  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • non si può procedere al calcolo integralmente contributivo, in quanto chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 non può richiedere la pensione anticipata precoci.

Non sono applicate penalizzazioni, ma sono previsti dei limiti di cumulo tra il trattamento di pensione e i redditi di lavoro, per un determinato periodo di tempo.

Limiti di cumulo tra redditi di lavoro e pensione anticipata precoci

Nello specifico, chi ottiene la pensione anticipata precoci non può cumulare con il trattamento pensionistico redditi da lavoro, dipendente o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente al requisito contributivo necessario per la pensione anticipata standard (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne; dal 2019, 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne) e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento con quota 41.

Quando si presenta la domanda di pensione anticipata precoci?

I lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, non possono presentare direttamente la domanda di pensione, ma devono prima presentare all’Inps la richiesta di certificazione dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019 (che aumentano a 41 anni e 5 mesi di contributi) deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2019;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2020 (pari, ugualmente, a 41 anni e 5 mesi) deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2020;
  • non è prevista una scadenza per questo tipo di pensione agevolata, la cui domanda di certificazione può dunque essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno; è previsto, però, l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita media.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 1° marzo, ma non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, come gli anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno (per i lavori gravosi deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione, oppure per almeno 7 anni nell’ultimo decennio ).

L’Inps, a seguito della presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati possono presentare la domanda di pensione anticipata precoci vera e propria.


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