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Pensione anticipata precoci

23 Febbraio 2021 | Autore:
Pensione anticipata precoci

Pensione quota 41 per i lavoratori precoci: come funziona, chi ne ha diritto, come si richiede, come cambiano i requisiti nel tempo.

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono più di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi: questo tipo di trattamento è chiamato pensione quota 41, o pensione anticipa precoci.

Rispetto alla pensione anticipata ordinaria, che è ottenuta con un minimo di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, lo “sconto” è dunque di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini; dalla data di maturazione dei requisiti alla decorrenza della pensione si deve applicare, sia per la pensione anticipata ordinaria che per la pensione anticipata precoci, una finestra mobile di attesa pari a 3 mesi.

Per ottenere la pensione anticipata agevolata, però, non basta essere lavoratori precoci, ma è necessario appartenere anche a delle specifiche categorie tutelate. Vediamo allora, nel dettaglio, chi ha diritto alla pensione anticipata precoci, quali sono i requisiti previsti, come si calcola il trattamento e quando deve essere inviata la domanda.

A chi spetta la pensione anticipata precoci?

Per aver diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, è innanzitutto necessario essere dei lavoratori precoci, cioè possedere 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro versata, anche non continuativamente, prima del compimento del 19° anno di età. Inoltre, è necessario risultare iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 ed appartiene a una delle seguenti categorie tutelate:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati; in alternativa, possono essere stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni.

Quanti anni di contributi servono per la pensione anticipata precoci?

Per raggiungere la pensione anticipata precoci sono sufficienti 41 anni di contributi sino al 31 dicembre 2026: dalla data di perfezionamento dei requisiti a quella di liquidazione del trattamento si deve però attendere un periodo pari a 3 mesi, detto finestra.

Per raggiungere i 41 anni di contribuzione sono utili tutti i contributi posseduti presso il Fondo lavoratori dipendenti dell’Inps e le gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori…) e presso la gestione Separata. Recentemente è stato chiarito che il requisito contributivo può essere raggiunto anche attraverso il nuovo cumulo dei periodi assicurativi, cioè sommando i contributi non coincidenti temporalmente, versati in tutte le gestioni previdenziali obbligatorie, tra cui anche le casse professionali.

Come si calcola la pensione anticipata precoci?

La pensione anticipata precoci è calcolata allo stesso modo della generalità dei trattamenti pensionistici, ossia:

  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • non si può procedere al calcolo integralmente contributivo, in quanto chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 non può richiedere la pensione anticipata precoci.

Non sono applicate penalizzazioni, ma sono previsti dei limiti di cumulo tra il trattamento di pensione e i redditi di lavoro, per un determinato periodo di tempo.

Pensione precoci e ricongiunzione dei contributi

Nell’ipotesi in cui il lavoratore che vuole accedere alla pensione precoci intenda avvalersi della ricongiunzione dei versamenti, ha tempo, per presentare la domanda, sino a che non risulta definita l’istanza di riconoscimento del beneficio [2]. In questo caso, la ricongiunzione è considerata ai fini della verifica del possesso del requisito contributivo.

Più precisamente, l’Inps deve tener conto di tutte le domande di ricongiunzione dell’interessato (anche presentate successivamente a quella di verifica delle condizioni per la pensione precoci, purché non successive alla definizione della stessa), che siano state accolte e per le quali non siano ancora decorsi i termini per il versamento del relativo onere.

Pensione precoci e cumulo dei contributi

L’Inps [3] ha chiarito che nella fase di certificazione dei requisiti, ai fini del riconoscimento dello status di lavoratore precoce (ossia del possesso di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età) deve essere considerata la contribuzione per le attività di lavoro effettive accreditata anche in altri fondi pensionistici obbligatori, diversi da quello in cui deve essere liquidata la pensione anticipata per lavoratori precoci.
L’Inps ha inoltre specificato che per la verifica del requisito contributivo sono utilizzabili tutti i versamenti accreditati in una o più gestioni di previdenza obbligatorie.

Dei 41 anni di contributi complessivi richiesti, 35 devono essere al netto dei periodi di disoccupazione indennizzata, malattia e infortunio, se previsto nella gestione interessata.
Nel caso in cui il beneficiario della pensione precoci possieda contribuzione versata o accreditata presso più gestioni di previdenza obbligatoria, come appena osservato tutti i versamenti sono valutati ai fini del raggiungimento del requisito contributivo ridotto di 41 anni [4].
Nel caso in cui il lavoratore intenda avvalersi del cumulo dei versamenti accreditati in fondi diversi, la determinazione della rata mensile di pensione è effettuata separatamente da ciascuna gestione, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati presso ogni cassa, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.
In buona sostanza, l’Inps conteggia unitariamente i contributi ai fini del diritto alla pensione precoci quota 41, mentre ai fini della misura ciascuna gestione liquida la quota di propria competenza, autonomamente.

Limiti di cumulo tra redditi di lavoro e pensione anticipata precoci

Chi ottiene la pensione anticipata precoci non può cumulare con il trattamento pensionistico redditi da lavoro, dipendente o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente al requisito contributivo necessario per la pensione anticipata standard (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne), a partire dall’anzianità contributiva al momento del pensionamento con quota 41.

Se alla decorrenza della pensione il lavoratore possiede 41 anni di contributi esatti, non può cumulare il reddito di pensione con i redditi di lavoro sino alla maturazione “virtuale” di 42 anni e 10 mesi di contributi, ossia per 1 anno e 10 mesi.

Quando si presenta la domanda di pensione anticipata precoci?

I lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, non possono presentare direttamente la domanda di pensione, ma devono prima presentare all’Inps la richiesta di certificazione dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2021 deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2021;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2022 deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2022;
  • non è prevista una scadenza per questo tipo di pensione agevolata, la cui domanda di certificazione può dunque essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno; è previsto, però, l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita media dal 2027. Dal 2019, inoltre, si applica una finestra di attesa pari a 3 mesi.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 1° marzo, ma non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, come gli anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno (per i lavori gravosi deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione, oppure per almeno 7 anni nell’ultimo decennio ).

L’Inps, a seguito della presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati possono presentare la domanda di pensione anticipata precoci vera e propria.


note

[1] Art.1 Co. 199 e ss. L. 232/2016.

[2] Circolare Inps 1481/2018.

[3] Messaggio Inps 3559/2017.

[4] Art. 2 DPCM 88/2017; circolare Inps 99/2017.


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