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Stipendio su carta prepagata: è possibile?

16 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2018



Possibile pagare lo stipendio anche se la prepagata è sprovvista di Iban

Hai trovato lavoro, ma non hai un conto corrente sul quale il datore possa versarti lo stipendio. Dal 1 luglio 2018 non è più possibile il pagamento della retribuzione in contanti, ma non te la senti di aprire un conto corrente perché ritieni che sia troppo costoso, oppure hai un conto ma preferisci che lo stipendio venga versato con altre modalità. La soluzione al tuo problema è procurarti una carta prepagata. Può essere una prepagata offerta da una banca, oppure da Poste Italiane e può anche non essere provvista di Iban. Le carte prepagate oggi offerte dagli istituti di credito e dalle poste sono molteplici e hanno costi di gestione diversi, a seconda delle loro caratteristiche. Esse possono essere provviste o meno di Iban ed essere collegate ad un conto corrente, oppure svincolate da qualsiasi altro rapporto bancario o postale. Vediamo allora se il versamento dello stipendio su carta prepagata è possibile e se effettivamente conviene.

Divieto di pagamento dello stipendio in contanti

Dal 1° luglio 2018 non è più possibile il pagamento dello stipendio in contanti, dunque chi è sprovvisto di conto corrente, oppure vuole che la retribuzione non passi dal proprio conto, si chiede se anche il pagamento tramite carta prepagata sia fuori legge.

I datori di lavoro che, ad oggi, continuano a pagare lo stipendio in contanti rischiano multe che possono variare tra i 1.000 e i 1.500 euro, indipendentemente dal numero di dipendenti che abbiano ricevuto la retribuzione con modalità diverse rispetto alle previsioni di legge.

Lo scopo delle nuove norme è quello di limitare i pagamenti “in nero”, rendendo tracciabili tutti i versamenti fatti al dipendente.

Pagamento su prepagata con iban

Se non hai dunque un conto corrente e fino ad oggi hai ricevuto lo stipendio in contanti, non sei costretto ad aprire rapporti con la banca o con le poste. Puoi infatti procurarti una carta prepagata con Iban e chiedere al datore di pagarti la retribuzione con bonifico su proprio quella carta.

E’ opportuno, da questo punto di vista, scegliere una carta abilitata al bonifico in area Sepa, per evitare problemi nell’accredito.

Sia le banche, che le poste offrono diverse soluzioni, proponendo carte che, in base alle loro caratteristiche, possono avere un canone mensile, un costo di commissione per le ricariche, oppure essere totalmente gratuite.

L’attivazione della carta è generalmente immediata ed il plafond (ossia l’importo massimo che si può caricare sulla carta) può variare dai 1.000 ai 50.000 euro.

E’ importante, nella scelta della carta prepagata, controllare infatti sia a quanto ammonta l’importo massimo caricabile, sia il limite di spesa mensile consentito, soprattutto se la carta viene utilizzata per far fronte alle esigenze quotidiane.

Il pagamento dello stipendio sarà dunque tracciabile come un bonifico su un qualsiasi conto corrente, disponendo il datore, a pagamento avvenuto, della relativa contabile.

Pagamento su carta prepagata senza iban

Banche e poste offrono, accanto alle carte prepagate sopra descritte, anche carte che non hanno codice Iban e che dunque non possono ricevere bonifici.

Tuttavia, anche carte di questo tipo possono essere utilizzate per il pagamento dello stipendio perché consentono comunque di tenere traccia del pagamento effettuato e rientrano tra le modalità di pagamento “elettroniche”. La retribuzione viene infatti pagata mediante ricarica presso uno sportello bancario o postale, o presso una ricevitoria autorizzata, che rilascia una ricevuta.

E’ necessario, però, in questi casi che il datore conservi tutte le ricevute di pagamento, a riprova dell’avvenuto versamento della retribuzione.

Non è infatti sufficiente la firma della busta paga da parte del lavoratore per provare di aver ricevuto quanto gli spetta.

Vantaggi e svantaggi di una carta prepagata

Il metodo di pagamento dello stipendio “classico” è quello effettuato tramite conto corrente. Rispetto a questo l’accredito su carta prepagata può avere diversi vantaggi e svantaggi.

Innanzitutto, il conto corrente può prevedere tempi di apertura più lunghi e costi elevati sia per l’apertura che per il mantenimento dello stesso: infatti il correntista è tenuto a versare l’imposta di bollo di 34,20 euro per giacenze superiori ai 5.000 euro.

Diversamente dal conto corrente, la carta prepagata viene attivata immediatamente e non comporta costi di gestione, o comunque implica costi molto esigui che prescindono dalla giacenza.

Purtroppo, però la carta prepagata pecca dal punto di vista della sicurezza: il conto corrente, infatti, è sempre protetto dal Fondo Interbancario, dunque anche nel caso di default della banca le giacenze non vanno perse.

Inoltre, la carta prepagata può facilmente essere smarrita: in caso di furto o smarrimento della carta bisogna bloccarla e la sua temporanea sospensione può creare problemi di disponibilità economica.

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