Cultura e società | Editoriale

Le Casse di previdenza sono malate

14 settembre 2018 | Autore:


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Le negatività per le Casse di previdenza nel quinto report annuale di itinerari previdenziali

Il numero di pensionati delle 19 Casse di previdenza è pari 414.043, con un incremento del 2,6% sull’anno 2016. Mettendo a confronto il dato degli iscritti con quello dei pensionati, si ricava un rapporto di 3,92 attivi per pensionati con una riduzione del numero di attivi per pensionati, posto che nel 2016 era pari a 4,02.

Questo trend, negativo, è di estremo interesse per le proiezioni richieste dalla legge in termine di bilanci tecnici di sostenibilità.
Sulle modalità di gestione e i gestori, il report evidenzia che al pari degli anni precedenti, anche se con progressivi miglioramenti, non è sempre agevole comprendere dove e come vengono investiti gli attivi delle singole casse privatizzate.
Al di là della perdurante assenza di una regola minima e condivisa di censimento dei dati in bilancio e di contabilizzazione, resta in alcuni casi non accessibile il dettaglio relativo agli investimenti di OIGR, limitandosi gli estensori a segnalare solo parte dei fondi di cui ha posseduto quote per il periodo di competenza.
Il dato sull’investimento dei 78,738 miliardi di attivo patrimoniale delle 19 Casse privatizzate ricavato, fotografa, in linea con gli anni precedenti, una predilezione degli enti analizzati per l’investimento diretto che vale bene il 77,79% del totale (l’89,54% sul patrimonio netto).
Infatti, dei 78 miliardi di attivo, il valore degli investimenti diretti è pari a 61.249.136.220 mentre la quota di gestione indiretta realizzata tramite mandati di gestione  ammonta a 17.488.652.578.
Nonostante questo il MEF non manda in Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione il decreto sugli investimenti.
Regole stringenti vengono richieste per il management dei Fondi pensione, che com’è noto gestiscono la previdenza volontaria di secondo pilastro, mentre nulla è prescritto per le Casse di previdenza anche se gestiscono la previdenza obbligatoria di primo pilastro.
Siamo di fronte ad una situazione paradossale che da tempo andiamo denunciando.
L’esperto in diritto della navigazione non serve alle Casse.
Come ha detto il Presidente della Consob «su un punto bisogna essere chiari: la tutela pubblica del risparmio non può significare l’azzeramento del rischio di investimento: la regola n. 1 in finanza è no risk no return. Se non c’è rischio non ci può essere rendimento. In altre parole, il risparmio è diverso dall’investimento» e i contributi sono risparmio previdenziale per il futuro!.

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