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Voglio stampare il testamento: posso farlo?

16 settembre 2018


Voglio stampare il testamento: posso farlo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2018



Il valore di un testamento scritto al computer e poi stampato e firmato è pari a quello dettato a voce a terzi o registrato su un file audio.

Hai battuto al computer il tuo testamento perché ti viene più facile usare la tastiera che l’inchiostro sul vecchio foglio di carta. Oppure lo hai scritto a penna ma ora vuoi copiare il testo su un file word per conservarlo insieme ai tuoi archivi digitali e poterlo magari modificare quando vuoi. In questo modo hai anche la possibilità di estrarre tutte le copie che desideri e, se mai dovesse andarne distrutta una, potresti sempre sostituirla con un’altra. Così hai premuto il comando di stampa per ben tre volte e, all’uscita dei fogli dalla periferica, li hai firmati a mano ad uno ad uno. Così convinto di aver fatto le cose per bene, li riponi in tre buste chiuse, una delle quali la conservi in cassaforte mentre le altre le affidi ai parenti. Uno di loro però è scettico: sostiene che tutto ciò sia inutile e che i documenti sono carta straccia. È davvero così? Scarichi il problema sul tuo avvocato a cui poni il seguente quesito: «voglio stampare il testamento: posso farlo?». Il legale ti risponderà pressappoco in questo modo.

Il testamento è un atto che va necessariamente scritto a mano. Questo perché, su tale aspetto, il codice civile non è mai stato aggiornato sino ad oggi. La legge è rimasta all’epoca in cui, per certificare l’autenticità di un documento, esisteva solo la grafia (e le perizie calligrafiche). Sebbene oggi ci sia la possibilità di riconoscere l’autore di un documento elettronico grazie alla firma digitale o alla posta elettronica certificata, nessuna riforma è mai intervenuta in materia di testamenti a consentire queste due forme che, pertanto, restano tutt’ora vietate. Ne consegue che, se vuoi fare un testamento, hai due alternative: o prendi carta e penna e lo scrivi di sana pianta oppure vai da un notaio.

Risultato: se scrivi un testamento con la vecchia macchina da scrivere o con il computer e poi lo stampi il foglio, anche se firmato in originale, non ha valore. Qual è la conseguenza? Che il testamento è come se non esistesse e il tuo patrimonio verrà diviso secondo le regole generali del codice che si applicano per tutte quelle successioni prive di testamento.

Le stesse fotocopie dell’originale testamento non hanno alcun valore: ciò che conta infatti è soltanto l’originale. Originale che può essere ripetuto in più copie, tutte cioè scritte a mano con l’inchiostro su un foglio di carta e tutte firmate autonomamente (a ben vedere, quindi, non si tratta di copie ma di tanti originali).

In condizioni eccezionali la giurisprudenza ha ritenuto valide le ultime volontà scritte con mezzi di fortuna, come ad esempio il muro di un’abitazione (si pensi a una persona che, colta da un malore improvviso e non riuscendo più a camminare, non ha altro luogo per scrivere se non una parete bianca di casa).

Ciò che conta, in ogni caso, è che la scrittura che provenga dal pugno del testatore. Scrittura che non può quindi subire interferenze altrui. È quindi illegittimo il testamento di chi non ha la forza di reggere la penna, la cui mano viene pertanto guidata da un’altra persona. Per chi non se la sente più di scrivere o non sa scrivere o ha il pugno talmente tremulo da non consentire di rendere leggibile la propria grafia non resta che avvalersi di un notaio.

Allo stesso modo non è valido il testamento dettato a voce a terzi o registrato su un supporto digitale (ad esempio un file audio) nonostante si premuri di garantire la comprensibilità e la genuinità della voce (sul punto non risultano ancora precedenti). È vero che la voce del testatore, registrata e conservata in modo  da essere riconoscibile e distinguibile, garantisce forse maggiore certezza rispetto alla scrittura; scrittura che, specie negli ultimi anni di vita, è soggetta a modifiche anche per via di ricorrenti malattie invalidanti. Tuttavia, ad oggi, non esistono norme che riconoscano validità al testamento realizzato in forma di registrazione audio.

Per scrivere un testamento quindi bisogna prendere un foglio di carta, una penna (possibilmente di un colore non facilmente deteriorabile, anche se nulla vieta di usare la penna rossa o verde o di qualsiasi altra sfumatura cromatica) e iniziare a scrivere. Alla fine del foglio (o anche all’inizio) bisogna inserire la data affinché si possa comprendere, in presenza di più testamenti, qual è l’ultimo e quindi quello valido. Il foglio va infine firmato con nome e cognome in modo chiaramente leggibile.

Così come registrare a voce un testamento, anche scriverlo al computer e poi stamparlo non dà ad esso alcun valore legale.

E che succede a chi, dopo averlo scritto a mano, lo scansiona con uno scanner o lo fotografa con il telefonino per trasformarlo in un file immagine o un pdf? Anche qui siamo dinanzi a un documento che ha lo stesso valore di una fotocopia: ossia nessuno.

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