Contributi agricoli autonomi Inps

12 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 ottobre 2018



Come si determinano i contributi dei lavoratori agricoli autonomi? Come e quando si versano? Ecco quello che devi sapere

Sei un lavoratore agricolo stanco di stare sotto le dipendenze del tuo datore di lavoro? Vorresti metterti in proprio ma ti spaventano i costi che dovresti sopportare in relazione al tuo inquadramento previdenziale? Sappi che l’imprenditore agricolo professionale (in breve IAP) è tenuto a versare i contributi all’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) per trimestri a determinate scadenze. I costi variano in base a determinati criteri: in pratica la legge [1] prevede una classificazione delle aziende in quattro fasce di reddito convenzionale. Ciascuna azienda è inclusa annualmente nella fascia di reddito convenzionale corrispondente al reddito agrario dei terreni condotti e/o a quello determinato dall’allevamento degli animali.

Ma a quanto ammontano i contributi agricoli autonomi Inps? Come si determinano i contributi dei lavoratori agricoli autonomi? Come e quando si versano? Facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio tutte le informazioni necessarie per capire quanto costerebbe la cassa previdenziale a un lavoratore che vorrebbe iscriversi all’Inps come imprenditore agricolo professionale.

Chi è e che cosa fa l’imprenditore agricolo professionale?

L’imprenditore agricolo professionale è una figura professionale in possesso di adeguate conoscenze in attività agricole come stabilito dalla legge [2], che vi dedichi almeno il 50% del proprio tempo di lavoro totale, direttamente o in qualità di socio di società, e che dalle attività medesime ricavi almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.

Il requisito reddituale viene verificato sulla base delle dichiarazioni fiscali (REDDITI/730), ad esclusione del reddito derivante da pensioni di ogni genere, degli assegni ad esse equiparati e delle indennità e somme percepite per cariche pubbliche.

L’accertamento dei requisiti per il riconoscimento della qualifica di IAP è demandato alle Regioni. L’Inps invece ha il compito di acquisire tutte le altre informazioni necessarie all’inquadramento aziendale ai fini dell’imposizione contributiva, come vedremo in seguito

È importante sapere che l’imprenditore agricolo professionale non è assicurato ai fini INAIL in quanto non partecipa direttamente alla coltivazione o allevamento aziendale.

Cosa fare per diventare IAP?

Per acquisire il titolo di IAP è necessario soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:

  • essere in possesso del Diploma di Laurea in Scienze Agrarie o Forestali, Medicina Veterinaria, Scienza delle Produzioni Animali, Scienza delle Tecnologie Alimentari, o Diploma Universitario nelle medesime aree o ancora Diploma di Istituto Tecnico Agrario o professionale con indirizzo agrario;
  • esercitare attività agricola come titolare, contitolare, coadiuvante familiare, amministratore, lavoratore agricolo per almeno un triennio in data antecedente alla presentazione della domanda di riconoscimento della qualifica;
  • essere in possesso di Attestato di frequenza con profitto a corsi di formazione professionale in agricoltura, organizzati in attuazione di normative comunitarie, statali o regionali e dove il numero di ore di frequenza del corso varia secondo la regione.

Dunque, per diventare IAP è necessario avere importanti conoscenze in ambito agricolo, che possono essere acquisite anche mediante i corsi di formazione professionali organizzati dalle Regioni stesse.

Si ricorda che gli IAP sono tenuti a iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese. L’iscrizione dovrà passare al vaglio dell’ufficio del registro che ne verificherà l’autenticità della sottoscrizione e il concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione.

Quando una società di persona è considerata IAP?

Affinché una società di persona possa essere considerata come IAP è necessario che lo statuto preveda l’esercizio esclusivo delle attività’ agricole nel proprio oggetto sociale. Inoltre è necessario il possesso dei seguenti requisiti:

  • nelle società di persone almeno un socio deve essere uno IAP;
  • nelle società’ cooperative almeno un quinto dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale;
  • mentre nelle società’ di capitali almeno un amministratore deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale.

Come si calcolano i contributi IVS degli IAP?

Come accennato poc’anzi, il calcolo dei contributi IVS degli imprenditori agricoli dipende dalla classificazione dell’azienda nelle quattro fasce di reddito convenzionale. Ma chi decide a quale fascia appartiene l’azienda? Ciò è determinato in funzione del reddito agrario dei terreni condotti e/o a quello determinato dall’allevamento degli animali.

A partire dal 1 gennaio 2002 [3], le fasce di reddito sono state rimodulate nel seguente modo:

Fasce di reddito agrario

 

Importi

Coefficiente di moltiplicazione per il reddito medio convenzionale

1

da 0 a 232,40 €

156

2

da 232,41 € a 1.032,91 €

208

3

da 1.032,92 € a 2.324,05 €

260

4

oltre 2.324,06 €

312

Per il calcolo, in particolare, occorre procedere in questo modo:

  • moltiplicare il reddito medio convenzionale (questo valore è stabilito con decreto ministeriale del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni medie giornaliere degli operai agricoli);
  • per il numero di giornate indicate dalla legge [1];
  • l’importo così ottenuto deve essere successivamente moltiplicato per le aliquote percentuali che andremo a illustrare a breve e che vengono annualmente comunicate dall’Inps per mezzo di un’apposta circolare.

Per l’anno 2018 il reddito medio convenzionale è pari a 57,60 euro.

Quali sono le aliquote contributive degli IAP?

A questo punto occorre capire a quanto ammontano le percentuali contributive per gli imprenditori agricoli professionali. Al riguardo, la normativa [4] ha previsto che dal 2013 anche per i predetti soggetti si applicasse un meccanismo una maggiorazione progressiva dell’aliquota contributiva. Tale percentuale, in particolare, si differenziava in funzione della zona (normale o svantaggiata) e in base all’età del soggetti (minore o superiore a 21 anni.

A partire dal 2018, però, tali percentuali sono stati tutti equiparati a un unico valore contributivo che è del 24%. Dunque, dal 1° gennaio 2018, l’aliquota da applicare agli e imprenditori agricoli professionali comprensiva del contributo addizionale del 2% [5] è del 24% per tutti senza distinzione né di ubicazione né di giovane età.

Quanto devono pagare gli IAP?

In termini economici il costo contributivo varia in relazione alla fascia di appartenenza dell’imprenditore agricolo professionale. In particolare:

  • per la fascia 1, l’importo è di 2.268,55 euro;
  • per la fascia 2, l’importo è di 2.987,40 euro;
  • per la fascia 3, l’importo è di 3.706,25 euro;
  • per la fascia 4, l’importo è di 4.425,10 euro.

Qualora il soggetto fosse pensionato con un’età superiore a 65 anni, gli importi risulterebbero così modificati:

  • fascia 1: 1.138,02 euro;
  • fascia 2: 1.497,45 euro;
  • fascia 3: 1.856,87 euro;
  • fascia 4: 2.216,29 euro.

Come si calcola il contributo di maternità per gli IAP?

Oltre ai contributi appena descritti, anche gli imprenditori agricoli professionali devono destinare una parte dei propri contributi agli oneri derivanti dall’erogazione dell’indennità giornaliera di gravidanza e puerperio. Tale importo, per quest’anno, è fissato nella misura di 7,49 euro [6].

Quanto devono pagare di INAIL gli IAP?

Purtroppo, oltre alla contribuzione INPS, gli imprenditori agricoli professionali devono corrispondere alle casse dell’amministrazione pubblica anche i contributi assicurativi INAIL. Il contributo servirà per coprire il soggetto da eventuali infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Per quast’anno, tale contributo resta fissato nella seguente misura:

  • 768,50 euro (per le zone normali);
  • 532,18 euro (per i territori montani e le zone svantaggiate).

Al riguardo, appare utile ricordare che annualmente con apposito decreto ministeriale [7] viene fissata la riduzione dei premi e dei contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali Per l’anno 2018, tale riduzione è fissata nella misura pari al 15,81%.

Gli IAP possono godere di esoneri contributivi?

Il Legislatore, di recente [8], ha introdotto uno specifico esonero dal versamenti dei contributi IVS dovuti all’Inps nella misura del:

  • 100% per i primi 36 mesi di attività;
  • 66% per gli ulteriori 12 mesi di attività;
  • 50% per gli ulteriori 12 mesi di attività.

L’esonero ha ad oggetto la quota per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS) e il contributo addizionale. Resta invece fuori all’agevolazione contributiva solamente il contributo di maternità.

Quando si pagano i contributi degli IAP?

Come accennato in premessa, i contributi si pagano per trimestri in base alle seguenti scadenze:

  • 16 luglio 2018 (I rata);
  • 17 settembre 2018 (II rata);
  • 16 novembre 2018 (III rata);
  • 16 gennaio 2019 (IV rata).

Come si pagano i contributi degli IAP?

I contributi degli imprenditori agricoli professionali si pagano annualmente tramite il modello F24. Ai fini della corretta compilazione del modello, occorre attenersi alle seguenti indicazioni:

  • codice sede: codice della sede presso la quale è aperta la posizione contributiva aziendale;
  • causale contributo: vedi elenco causali;
  • codice INPS: il codice rilevato dalla comunicazione inviata dall’INPS con i modelli di pagamento;
  • periodo di riferimento “da”: numero rata ed anno (esempio seconda rata del 2018 = 022018);
  • periodo di riferimento “a”: nessun dato;
  • importi a debito versati: importo dei contributi che si versano;
  • importi a credito compensati: nessun dato.

Per i contributi correnti e contributi arretrati richiesti dall’INPS in occasione di prima emissione di modelli F24 che recupera anche anni pregressi, occorre indicare la causale “LAA”. Per i contributi scaduti oggetto di regolarizzazione, occorre indicare:

  • la causale “KLAA”: per la regolarizzazione lavoratori agricoli autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli professionali);
  • la causale “DLAA”: per la regolarizzazione lavoratori agricoli autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli professionali).

note

[1] Tabella D, Legge 2 agosto 1990, n. 233.

[2] Art. 5 del Regolamento CE n. 1257/1999.

[3] Inps, Circolare n. 83 del 23 aprile 2002.

[4] Art. 24, co. 23 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.

[5] Art. 12, co. 4 della L 2 agosto 1990, n. 233.

[6] Art. 49 della L. 23 dicembre 1999, n. 488.

[7] Decreto 22 dicembre 2017 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

[8] Art. 1, co. 117 e 118 della L. 27 dicembre 2017, n.  205.

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