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Pensione di cittadinanza

11 Gennaio 2019 | Autore:


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Pensione minima di cittadinanza da 780 euro al mese: che cos’è, come funziona, chi ne ha diritto, quali requisiti, come si richiede.

La nuova misura del reddito di cittadinanza  sarà attuata in due fasi: in base a quanto reso noto sinora, una volta che sarà operativo il nuovo decreto in materia, tutti gli over 65 sotto la soglia di povertà, grazie alla pensione di cittadinanza, otterranno un reddito sino a un massimo di 780 euro al mese (se single: il sussidio è incrementato per ogni componente del nucleo familiare).

A questo proposito, la nuova normativa specifica infatti che, per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 65 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza, quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. I requisiti per l’accesso e le regole di
definizione del beneficio economico sono le medesime del reddito di cittadinanza, salvo dove diversamente specificato.

Dal mese di aprile 2019, poi, tutti i cittadini under 65 senza redditi, o con redditi sotto la soglia di povertà, avranno diritto al reddito di cittadinanza da 780 euro al mese.

Il riconoscimento dell’assegno di cittadinanza in due fasi è dovuto alla necessaria riforma dei centri per l’impiego, che richiederà circa 3 mesi di tempo. Senza la riforma dei centri per l’impiego, riconoscere il reddito di cittadinanza non sarebbe possibile, in quanto il sussidio è subordinato all’adesione, da parte dei beneficiari, a misure di politica attiva del lavoro. I disoccupati, in pratica, dovranno impegnarsi, supportati dai centri per l’impiego riformati, nella ricerca attiva di lavoro, nella frequenza di corsi di formazione e dovranno lavorare per 8 ore alla settimana a favore del Comune di residenza.

Quest’impegno non è invece richiesto per la pensione di cittadinanza, in quanto la misura interessa i soli pensionati, non più in età lavorativa. La pensione di cittadinanza permetterà dunque di superare sia l’integrazione al trattamento minimo, che dal 2019 ammonterà a 513 euro al mese, che le maggiorazioni sulla pensione, come la maggiorazione sociale e l’incremento al milione: considerando che ad oggi la pensione minima, comprensiva di integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale e incremento al milione, può arrivare a circa 650 euro mensili, la differenza con la pensione di cittadinanza non è enorme, ma diventa rilevante nel caso in cui nel nucleo familiare ci siano più componenti.

Non bisogna dimenticare, tra l’altro, che la pensione di cittadinanza sarà riconosciuta anche a quei pensionati ai quali ad oggi l’integrazione al minimo non spetta, come coloro il cui trattamento è calcolato col sistema contributivo. La misura, poi, sarà applicata sia a chi percepisce prestazioni previdenziali, come la pensione di vecchiaia o anticipata, che a coloro che hanno diritto alle prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale.

Come previsto per il reddito di cittadinanza, anche la pensione di cittadinanza sarà erogata attraverso una carta acquisti. Inoltre, la prestazione sarà riconosciuta soltanto a coloro che rispetteranno i requisiti di reddito e patrimoniali previsti dalla normativa.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione di cittadinanza che diventerà operativa dal 2019.

Che cos’è la pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza, in base a quanto reso noto sinora, consisterà in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono una pensione sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente, con affitto o mutuo a carico: questa è la soglia di povertà definita da Eurostat nel 2014. Per i nuclei con più componenti, il reddito è maggiorato.

In parole semplici, la pensione di cittadinanza consisterà in una sorta d’integrazione al minimo della pensione, non più pari a 507,42 euro mensili (513 euro dal 2019), più eventuali maggiorazioni, ma sino a 780 euro mensili. Un’integrazione al minimo universale, però, che spetterà non soltanto per le prestazioni di previdenza (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di reversibilità…), ma anche per le prestazioni di assistenza (pensione d’invalidità civile, assegno sociale…).

A differenza dell’integrazione al minimo, però, per il diritto alla pensione di cittadinanza si dovrà far riferimento all’indicatore Isee, in pratica all’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie, e a requisiti patrimoniali, oltreché reddituali.

A quanto ammontano la pensione e il reddito di cittadinanza?

Il reddito e la pensione di cittadinanza ammonteranno sino a un massimo di 780 euro per ogni persona adulta e disoccupata senza alcun reddito; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integrerà gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese. Nello specifico, l’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese (630 euro al mese, 7.560 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza) per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro, ossia di 280 euro al mese (150 euro al mese, 1.800 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico:
• non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente,
ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare a 19.656 euro all’anno (1.638 euro al mese , anche se nel concreto non si andrà sopra i 1.430 euro al mese);
• non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Per una famiglia di tre persone, con genitori a reddito zero e figlio minorenne a carico, il reddito di cittadinanza del nucleo aumenterà del 40% per il coniuge e del 20% per il figlio minore.

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza saranno però ridotti, come osservato in rapporto alla seconda quota di sussidio, per chi è proprietario della prima casa e non paga l’affitto: la riduzione, in particolare, corrisponderà al cosiddetto affitto imputato ed ammonterà:

  • a 280 euro al mese per i beneficiari del reddito di cittadinanza;
  • a 150 euro al mese per chi percepisce la pensione di cittadinanza.

Chi paga l’affitto, invece, ha diritto a un incremento in misura corrispondente, entro il tetto di 780 euro al mese.

Anche chi paga il mutuo ha diritto a un incremento del reddito pari a 150 euro mensili, entro il tetto di reddito di 780 euro.

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza saranno esentasse e non pignorabili.

Chi ha diritto alla pensione di cittadinanza?

Potranno chiedere il reddito o la pensione di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno;
  • sono cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • sono residenti stabilmente in Italia da almeno 10 anni;
  • percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, navi o imbarcazioni da diporto.

Sarà dunque richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.

Chi lavora o è disoccupato ha diritto alla pensione di cittadinanza?

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, è stato chiarito che sarà compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario sarà integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Lo stesso accadrà per i pensionati che lavorano: si avrà diritto all’integrazione alla pensione minima di 780 euro soltanto se il reddito di pensione e il reddito di lavoro, sommati assieme, risulteranno inferiori a 780 euro mensili, e se non saranno superate le soglie Isee e patrimoniali previste.

Come funziona l’integrazione alla pensione minima?

Ad oggi, chi percepisce una pensione bassa ha diritto all’integrazione al trattamento minimo, pari a 507,42 euro mensili (513,01 euro dal 2019), se possiede determinati requisiti di reddito personale e familiare. Inoltre, può aver diritto alla maggiorazione sociale della pensione e all’incremento al milione, sino ad arrivare a una pensione minima di 643,86 euro mensili.

Con l’entrata in vigore della pensione di cittadinanza, l’integrazione del reddito arriverà sino a 780 euro mensili, ma non interverrà direttamente sulla pensione, in quanto il sussidio sarà erogato con carta acquisti.

Chi riceve sussidi ha diritto alla pensione di cittadinanza?

L’importo mensile della pensione di cittadinanza, come avviene ora per il reddito d’inclusione Rei, sarà ridotto in corrispondenza al valore mensile di eventuali prestazioni di assistenza di cui fruiscono uno o più componenti del nucleo familiare. In particolare, le prestazioni saranno compatibili con la pensione di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili per ogni familiare del nucleo.

Ciò vuol dire, ad esempio, che se si percepisce l’assegno sociale si ha diritto non alla pensione minima di 780 euro, ma a un’integrazione dell’assegno sociale, sino ad arrivare a 780 euro mensili, comprensivi dell’assegno stesso (che ammonta, nel 2018, a 453 euro). L’integrazione sarà più bassa se spettano anche le maggiorazioni sull’assegno sociale.

Nel dettaglio, il decreto prevede che ai fini del reddito di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee, ed include i trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla
prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano il pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi, i rimborsi di spese sostenute, i buoni servizio o altri  titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Non rileva il bonus bebè.

Per ottenere la pensione di cittadinanza si deve lavorare?

Per ottenere la pensione di cittadinanza non sarà necessario lavorare, in quanto il trattamento è rivolto agli over 65.

Il reddito di cittadinanza, invece, obbligherà il beneficiario non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire 8 ore alla settimana di lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza.

Chi si rifiuterà di lavorare perderà il sussidio.

Per quanto riguarda, poi, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, sarà obbligatorio:

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (come abbiamo osservato, l’impegno lavorativo richiesto è di 8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti, o il primo lavoro, se si percepisce il sussidio da almeno 12 mesi.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito, senza bisogno di partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Che cosa succede alla pensione di cittadinanza per chi rifiuta un lavoro?

Come abbiamo osservato, i pensionati avranno diritto alla pensione minima di cittadinanza senza alcun obbligo di cercare assiduamente lavoro e di partecipare alle iniziative del centro per l’impiego.

L’interessato che percepisce il reddito di cittadinanza, invece, oltre agli obblighi descritti, potrà rifiutare al massimo tre proposte lavorative nell’arco di due anni. Se percepisce il sussidio da almeno 12 mesi, deve accettare la prima offerta di lavoro congrua. Avrà anche la possibilità di recedere dall’impiego per due volte nell’arco dell’anno solare. Superati questi limiti, perderà il sussidio.

Come si chiede la pensione di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza ed il reddito di cittadinanza potranno essere richiesti attraverso le Poste, oppure rivolgendosi a un Caf convenzionato.

Sarà anche possibile presentare la richiesta del reddito di cittadinanza assieme alla dichiarazione Isee.


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21 Commenti

  1. Io non percepisco nessun assegno, non ho nessun introito, non ho casa, sono separata e senza lavoro, ho 62 anni e 25 anni di contributi…che ne sara’ di me? Ho una invidita’ al 59%, non retribuita…cosa devo fare? Qualcuno mi dia delle informazioni valide per favore…grazie.

    1. Anche io ho un invalidità al 55% con tumore diagnosticato non maligno ed una sordità almeno 70-80% di presenza con 63 anni è solo 13 di contributi per fortuna sono da solo come te credo che per noi non c’è niente da fare unica cosa decidersi a morire
      Abbiamo cambiato le facce del governo ma non il tipo di mafie perché il cambiamento è solo per chi ha un reddito noi non è abbiamo è non esistiamo per qualsiasi tipo di governo esiste solo chi ha un reddito
      Ringraziamo anche ha questi nuovi ministri che non ci considerano come esseri umani probabilmente apparteniamo ad essere animali però per le elezioni per dare il voto diventiamo umani
      Scusate ma mi piace mandare a fanculo tutti i rappresentanti di lega è 5 stelle

      1. sono un marittimo. sono andato per malattìa in pensione o una pensione di 640€ un invalidita del 68%mi spetta di avere il dedito di cittadinanza.

    2. Olga. Dovrà rivolgersi ad un Patronato Serio. Ha diritto alla pensione sociale minima, che da Gennaio 2019 sarà di €uro 780 mensili netti. Salvo che lei non percepisca redditi immobiliari o di qualsiasi tipo. ( Le chiederanno l’ISEE il redditometro ufficiale).

      1. Olga, a 62 anni non ha diritto all’assegno sociale. Si rivolga all’assistente sociale. Percepirà la pensione “di anzianità” a 67 e rotti anni.

  2. spiacente ma io non ho capito se le pensioni di invalidità civile aumentano o no e nemmeno se lo fanno automaticamente o su richiesta, sapete ho una invalidità al 74 % e ho la minima e non ho capito cosa succederà…

  3. Qualcuno mi spiega per favore se la pensione di invalidità sarà concessa in base al reddito totale del nucleo familiare?.
    Se un coniuge percepisce 300€ di pensione e l’altro ne percepisce 1500€ il primo coniuge avrà l’integrazione?

    1. Direi che se uno ha un ingresso di 1800,00 euro mensili siano più che sufficienti e quei 300,00 sono già regalati essendo assegno sociale senza aver mai versato un contributo

    1. Lo trovi una vergogna perchè hai la pancia piena, perchè hai avuto la fortuna di vivere nell’agio o in una condizione comunque favorevole.
      Prova ad allontanarti da quello che hai per una settimana, imedesiti in uno che non possiede nulla, che non ha di che sfamarsi.
      Sono sicuro che dopo avrai cambiato idea.

  4. se si percepisce l’assegno sociale e si è proprietario solo dell’immobile dove si risiede , l’attuale importo rischia di essere oggi decurtato di 300 euro? quindi si può rischiare di vedere ridotto a 480 euro l’attuale importo dell’assegno sociale? Non si riesce a capire questo punto della c.d. pensione di cittadinanza. Mi sembra, nel caso sia questa la fattispecie , del paradosso di prendere meno di prima. o no? grazie per l’attenzione

  5. quindi in pratica invece di prendere gli attuali 640 euro , avendo una casa di proprietà dove risiedo avrò una paradossale riduzione di 300 euro e percepirò soli 480 euro? Ma che bel governo di imbecilli! Hanno svilito l’originaria proposta di legge sul reddito di cittadinanza presentata qualche anno fa dalla senatrice Catalfo ( con cui ho pure collaborato tempo fa). Incredibile!!!

    1. ma prima di insultare il governo che sta facendo qualcosa di buono documentatevi su internet e poi vedrete che le cose non sono come state scrivendo voi

  6. in relazione alla precedente mail non ho capito , dato che sono proprietario dell’appartamento dove risiedo , se non avrò diritto a percepire l’importo di 780 euro e quindi l’importo dell’ assegno sociale resterà l’attuale di 640 euro.

    1. Salve, come avevo risposto ieri, nell’esempio da lei citato non si ha diritto all’integrazione, cioè al reddito o pensione di cittadinanza, in quanto il sussidio subisce una doppia riduzione, per l’assegno sociale e per il cosiddetto affitto imputato. L’importo dell’assegno sociale non viene però ridotto.

  7. Salve,percepisco una pensione sociale di 643 euro,vivo in appartamento in affitto e non ho altri redditi quindi dovrei avere integrazione a 780 euro.Non ho capito una cosa,se la pensione di cittadinanza viene elargita tutta su carta acquisti o solo la parte integrata?grazie x eventuale risposte.

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