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Chi licenzia colf o badanti non paga la tassa sull’ASPI

8 Febbraio 2013


Chi licenzia colf o badanti non paga la tassa sull’ASPI

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2013



Sulla questione colf, baby sitter e badanti impiegate presso famiglie interviene il Ministero del Lavoro: la tassa sui licenziamenti non graverà sui privati ma solo sulle imprese.

Importante chiarimento, intervenuto ieri, dal Ministero del Lavoro: la nuova tassa prevista sui licenziamenti non si applica al caso di colf e badanti impiegate presso famiglie, ma solo presso le imprese.

L’imposta, che serve per finanziare il pagamento dell’ASPI – la nuova indennità di disoccupazione – obbligatoria ogni volta che si proceda a un licenziamento nei confronti di un lavoratore a tempo indeterminato per ragioni indipendenti dalla volontà di quest’ultimo [1], non si applicherà, dunque, ai privati e alle famiglie che abbiano impiegato una colf, una baby sitter o la badante.

La preoccupazione, sollevata dall’Assindatcolf, era che il contributo, già di per sé particolarmente elevato (può arrivare a 1.450 euro) gravasse in modo eccessivo sulle famiglie, divenendo, di fatto, un forte deterrente alla assunzione e/o regolarizzazione delle colf.

note

[1] Art. 2, comma 31, legge n. 92/2012.


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