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Azienda agricola: degustazione in fattoria come in agriturismo. Le novità nel decreto del Fare

2 Settembre 2013


Azienda agricola: degustazione in fattoria come in agriturismo. Le novità nel decreto del Fare

> Business Pubblicato il 2 Settembre 2013



Novità contenute nel decreto del Fare: introdotte svariate semplificazioni; oltre a vendere per asporto, i produttori potranno far consumare i loro prodotti in azienda ma senza servizio al tavolo.

Con la recente conversione in legge del Decreto del Fare, sono state introdotte semplificazioni per gli agricoltori che vogliono vendere direttamente i loro prodotti al consumatore.

Ricordiamo che l’attuale legge prevede che l’azienda agricola debba essere iscritta al registro imprese; inoltre, il titolare e gli amministratori non devono essere stati condannati per reati in materia di igiene e frodi alimentari; la prevalenza dei prodotti propri va misurata sul fatturato complessivo delle vendite dirette.

Rispetto alla precedente normativa [1], la novità di spicco è costituita dalla possibilità, concessa ai produttori agricoli, non solo di vendere per asporto, ma anche di far consumare i loro prodotti direttamente in azienda, ossia utilizzando i locali e arredi dell’impresa (e a condizione che rispettino le norme sanitarie).

Tali agricoltori però non potranno organizzare “il servizio assistito di somministrazione”: il che significa che non potrà essere previsto il servizio al tavolo tipico dei ristoranti. Dunque, il tutto dovrà avvenire mediante ritiro di alimenti e bevande direttamente da parte del cliente al banco di servizio e la degustazione nei posti riservati. Di fatto si tratta di un forma ridotta di agriturismo.

Se il problema del fattore è il reperimento dei locali ove svolgere tale attività, il decreto del Fare lascia ampia libertà di manovra. Infatti, detta vendita potrà svolgersi in qualsiasi locale, a prescindere dalla sua destinazione urbanistica (che potrebbe quindi essere anche residenziale). Peraltro, per il solo fatto dello sfruttamento a tale scopo, il locale utilizzato non verrà considerato a uso commerciale.

Semplificazioni

Non è tutto. La riforma aggiunge poi una serie di semplificazioni per l’avvio delle molteplici modalità di vendita diretta:

– per la vendita nella azienda (in locali o aree all’aperto) non serve alcuna comunicazione di inizio attività al Comune;

– per la vendita itinerante (presso abitazioni eccetera,di qualsiasi comune) serve la comunicazione preventiva al Comune sede dell’azienda e non dove si esercita;

– per la vendita su aree pubbliche è necessaria la comunicazione preventiva al Comune sede del/i posteggio/i;

– per la vendita in locali fuori della azienda serve la comunicazione preventiva ai Comuni dove sono ubicati;

– per la vendita tramite internet serve la comunicazione preventiva al Comune sede dell’azienda;

– per la vendita nelle sagre, eventi religiosi, politici e per la promozione dei prodotti tipici non serve alcuna comunicazione.

Nei casi in cui è prevista la comunicazione, la vendita può essere avviata dalla data del suo invio.

note

[1] La versione aggiornata dell’articolo 4 del Dlgs 228/01 comprende le norme nazionali sulle varie tipologie di vendita diretta degli agricoltori assieme al Dm 20 novembre 2007 che regola i mercati riservati a questo tipo di vendita. A ciò si aggiunge ora anche l’art. 30-bis e il comma 8-bis dell’articolo 4del D.L. 69/13.


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