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Gradi di parentela cugini

7 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Ottobre 2018



Come si calcolano i gradi di parentela? Qual è la differenza tra parentela e affinità? Perché i gradi di parentela sono importanti?

Nella vita di tutti i giorni, la parentela è un vincolo misterioso che unisce un numero indefinito di persone: tra zie, cugini, nonni, suocere e quant’altro, spesso quando ci si mette a fare la conta dei parenti da invitare ad una festa non si finisce mai prima di un’oretta. Per la legge non è proprio così. Forse non sai che alcuni gradi di parentela sono insignificanti per la legge; altri, invece, vengono contati in maniera completamente diversa da quello che credi. Esempio lampante di ciò che sto dicendo è quello dei cugini. Se tu che mi stai leggendo in questo momento hai un cugino cosiddetto “di primo grado”, cioè il figlio o la figlia di un tuo zio (fratello di uno dei tuoi genitori), sappi che in realtà quel tuo cugino, per il mondo del diritto, è solamente un parente di quarto grado. Potresti dirmi: poco importa, primo grado o quarto grado non cambia nulla, se non l’impressione che siamo parenti “alla lontana”. Quello che dici non è esatto: se corrisponde senz’altro al vero la circostanza per cui i gradi di parentela, riguardo all’affetto che si prova per una persona, sono irrilevanti, per la legge la distanza tra un parente e l’altro è molto importante. In linea di massima, la legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado: ciò significa che i parenti molto distanti tra loro non sono affatto considerati tali dal diritto. Facciamo un altro esempio: il codice civile dice che, di norma, i parenti non possono sposarsi tra loro; non possono farlo nemmeno gli affini, purché siano di secondo grado. Anche in campo successorio la regola è la stessa: chi muore senza lasciare prole, né genitori o altri ascendenti, né fratelli o sorelle, la successione si apre a favore dei parenti più prossimi, non oltre il sesto grado. Ecco perché è importante conoscere i gradi di parentela. Con questo articolo ci occuperemo, nello specifico, dei gradi di parentela tra cugini.

Cos’è la parentela?

Per comprendere i gradi di parentela tra cugini dobbiamo necessariamente spiegare cosa sia la parentela. Secondo la legge [1], la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, cioè dallo stesso antenato: per esempio, sono parenti tra loro i fratelli, i cugini, genitori e figli, nonni e nipoti, zii e nipoti, ecc. Molto semplicemente, la parentela è il vincolo di sangue che unisce più persone che discendono da una stessa persona. Per tale ragione, i coniugi non potranno mai essere considerati come dei parenti.

Parenti in linea retta e in linea collaterale

Secondo la legge, sono parenti in linea retta le persone di cui l’una discende dall’altra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra [2]. Cosa significa? È semplice: i parenti in linea retta “provengono” l’uno dall’altro. Così, avremo Tizio in cima all’albero genealogico, il quale è padre di Caio, il quale è padre di Sempronio, ecc. Parenti in linea retta sono padre e figlio, nonno e nipote, ecc. Parenti in linea collaterale, invece, sono coloro che, pur essendo accomunati dallo stesso avo, non discendono l’uno dall’altro: classico esempio sono i fratelli, oppure i cugini.

Parentela e adozione

Abbiamo detto che parenti non si diventa, si nasce: la parentela, infatti, è un vincolo originario che deriva da una discendenza comune. A quanto detto esiste un’unica eccezione: quella dell’adozione. Per la legge, l’adozione di minorenne è idonea a far sorgere una parentela a tutti gli effetti: chi viene adottato diviene a tutti gli effetti figlio degli adottanti, nipote dei genitori di costoro, ecc., come se fosse un figlio naturale.

Come si calcolano i gradi di parentela?

Come anticipato nell’introduzione, la legge, in determinati casi (ad esempio, nelle successioni o nel matrimonio), dà importanza al grado di parentela tra due persone. Come si calcolano i gradi? È presto detto. Secondo il codice civile, nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale, invece, i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite [3]. Spieghiamo con qualche esempio.

Padre e figlio sono parenti di primo grado, perché le generazioni sono due (quella del padre e quella del figlio), alla quale va scartata quello dello stipite (cioè, quella del padre). Nonno e nipote sono parenti di secondo grado, in quanto le generazioni sono tre (nonno, padre e figlio) ma la prima (quella del capostipite) va scartata. In maniera più schematica possiamo tracciare queste semplici formule:

  • Padre (stipite comune) -> Figlio = 2, meno lo stipite comune -> 1. Padre e figlio sono parenti di primo grado;
  • Nonno (stipite comune) –> Padre –> Nipote = 3, meno lo stipite comune, cioè il nonno -> 2. Nonno e nipote sono parenti di secondo grado.

Come si calcolano i gradi di parentela tra cugini?

Stessa regola vale per il calcolo dei gradi di parentela tra cugini, i quali sono parenti in linea collaterale: bisogna risalire allo stipite comune per poi ridiscendere fino al parente cui siamo interessati. Quelli che nel linguaggio comune sono cugini di primo grado (in quanto figli di fratelli) per il diritto sono parenti in linea collaterale di quarto grado. Così, se ipotizziamo che Sempronio è il capostipite, i cui figli sono Tizio e Caio i quali, a loro volta, sono genitori di Tizietto e Caietto, conteremo cinque gradi (Caietto, Caio, Sempronio che è lo stipite comune, Tizio e Tizietto) ai quali dovremo togliere il capostipite comune (Sempronio), per un totale di quattro. Tizietto e Caietto, cugini, sono parenti (collaterali) di quarto grado. Dallo stesso schema si evince che i fratelli Tizio e Caio, genitori di Tizietto e Caietto, sono parenti in linea collaterale di secondo grado.

Cos’è l’affinità?

Per concludere, spendiamo giusto una parola per l’affinità. L’affinità non è altro che il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. Tua suocera è legata a te da vincolo di affinità, essendo parente di tua moglie; così per tutti gli altri suoi parenti. Per quanto riguarda il grado di affinità, la legge dice che nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge [4]. In buona sostanza, questo significa che tua suocera è tua affine di primo grado, in quanto è parente di primo grado di tua moglie.

L’affinità di regola non cessa per la morte del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvo il permanere ai fini esclusivi del divieto di contrarre matrimonio con gli affini in linea retta.

note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] Art. 75 cod. civ.

[3] Art. 76 cod. civ.

[4] Art. 78 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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