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Pensione invalidità civile per residenti all’estero

12 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Ottobre 2018



È possibile continuare a percepire l’assegno di assistenza per invalidi civili se si sposta la residenza al di fuori dall’Italia?

Senti spesso parlare di pensionati italiani che si trasferiscono all’estero per migliorare il proprio tenore di vita: in alcuni Paesi, anche con le pensioni più magre si riesce ad ottenere un buon potere d’acquisto. Così, stai pensando di trasferirti anche tu: la tua pensione, però, non è di vecchiaia, di anzianità o anticipata, ma è una pensione d’invalidità civile. Non si tratta, quindi, di una prestazione previdenziale, ottenuta grazie ai contributi versati all’Inps nella vita lavorativa, ma di una prestazione di assistenza, riconosciuta dallo Stato a chi si trova, a causa delle condizioni di salute ed economiche, in una situazione di bisogno. Ma è possibile ottenere la pensione invalidità civile per residenti all’estero? Ecco che cos’ha chiarito, a questo proposito, la corte di Cassazione.

Che cos’è la pensione d’invalidità civile?

Ricordiamo innanzitutto che cos’è la pensione d’invalidità civile. Si tratta di un sussidio mensile erogato dall’Inps agli invalidi civili con basso reddito. Non esiste un’unica pensione d’invalidità civile, ma è possibile ottenere:

  • l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, se la tua invalidità riconosciuta è tra il 74% e il 99%;
  • l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, o pensione d’inabilità civile, se la tua invalidità riconosciuta è pari al 100%.

In entrambi i casi, l’assegno mensile ammonta a 282,55 euro al mese, ma i requisiti di reddito e le condizioni per ottenerlo sono diverse.

Chi ha diritto alla pensione d’invalidità civile?

Per ottenere l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere un reddito annuo non superiore a 4853,29 euro;
  • essere in stato di disoccupazione (lo stato di disoccupazione si mantiene, anche se si lavora, se non si superano 8mila euro di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o co.co.co., oppure non si superano 4.800 euro su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo; non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali).

Se l’interessato è lavoratore dipendente e supera i 4.853,29 euro di reddito, senza superare 8mila euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde la pensione d’invalidità civile, in quanto oltrepassa il limite di reddito assoluto. In ogni caso, ai fini del calcolo del limite di reddito personale annuo rileva solo quello dell’invalido e non dei familiari.

Per ottenere la pensione d’inabilità civile per invalidi civili totali bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi di età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa pari al 100%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere un reddito annuo non superiore a 16.664,36 euro annui.
  • non è richiesto lo stato di disoccupazione.

Posso ottenere la pensione d’invalidità civile se mi sposto all’estero?

Come precisato dalla corte di Cassazione [1], se il beneficiario della pensione d’invalidità civile sposta la residenza all’estero perde il diritto al sussidio durante tale periodo, nonostante la legge che regolamenta la prestazione di assistenza [2] non ponga alcuna preclusione.

Secondo la Cassazione, devono essere rispettate le previsioni del regolamento europeo [3] relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità. Il regolamento ha, in particolare, introdotto il principio secondo cui le prestazioni speciali in denaro, sia di assistenza che di previdenza (non aventi però carattere contributivo), non sono esportabili, ma possono essere riconosciute solo nello Stato in cui l’interessato risiede.

Di conseguenza, la pensione di invalidità civile non è dovuta al cittadino residente fuori dal territorio nazionale.

Quali sono pensioni non sono riconosciute all’estero?

Per l’Italia, oltre alla pensione d’invalidità civile, tra le prestazioni che non si possono esportare ci sono:

  • le pensioni sociali;
  • le pensioni, gli assegni e le indennità ai mutilati ed invalidi civili;
  • le pensioni e le indennità ai sordomuti;
  • le pensioni e le indennità ai ciechi civili;
  • l’integrazione della pensione minima;
  • l’integrazione dell’assegno di invalidità;
  • l’assegno sociale;
  • la maggiorazione sociale.

note

[1] Cass. Sent. n. 21901/2018.

[2] L. 118/1971.

[3] Reg. CEE 1247/1992.


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