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Danni da pioggia: paga il Comune?

7 Agosto 2017


Danni da pioggia: paga il Comune?

> Business Pubblicato il 7 Agosto 2017



Nubifragio e bomba d’acqua: il Comune risarcisce il proprietario del negozio e delle cantine allagate.

Il Comune è sempre obbligato a pagare per i locali allagati dalle forti piogge? Ve lo sarete chiesti in questi anni durante i quali non è raro registrare eventi climatici non consoni alle stagionalità. Le copiose piogge rendono le strade acquitrini e spesso provocano danni ingenti agli esercizi commerciali. Gli enti locali difatti spesso non sono pronti e intervengono post alluvione: quando le strade sono ricolme d’acqua o questa è straripata dal fiume e non ci sono sufficienti sistemi di scolo, negozi, garage e cantine diventano vere e proprie piscine. Ecco in quali casi c’è la possibilità di essere risarciti.

Piggia forte: quando richiedere il risarcimento?

Per i locali allagati dalla pioggia, il proprietario può chiedere i danni al Comune tutte le volte in cui le grate per lo scolo della pioggia e i tombini non sono in buono stato di manutenzione e, col tempo, foglie, polvere, detriti e rifiuti di ogni genere hanno otturato gli sfoghi dell’acqua. Risultato: se la rete di condutture risulta insufficiente e caditoie e griglie si rivelano intasate, il proprietario allagato ha diritto a essere risarcito. È quanto chiarisce la Cassazione con una recente ordinanza [1]: spetta al Comune risarcire garage, cantine e negozi allagati dall’acquazzone perché non fa la manutenzione a fogne e tombini. Neanche il fatto che il nubifragio sia particolarmente impetuoso e imprevisto rispetto alle medie stagionali può esonerare l’amministrazione dalla responsabilità.

Danni da pioggia o alluvioni: quando il Comune non è obbligato a risarcire?

Responsabilità che viene meno solo laddove l’ente locale riesce a dimostrare di aver tenuto una condotta diligente o invocare al «caso fortuito». Due sono le norme che vengono in rilievo:

  • il codice civile [2] stabilisce la responsabilità oggettiva (che scatta, cioè, anche senza colpa o malafede) a carico di chi ha in custodia un oggetto mobile o immobile, come anche una strada. Egli deve risarcire i danni procurati da tale oggetto a terzi a meno che la causa è «fortuita», ossia imprevedibile e inevitabile;
  • il codice della strada [3] dice che il Comune che è proprietario delle infrastrutture come le strade ed è tenuto alla loro pulizia.
  • lo stesso codice della strada [3] sottolinea che l’obbligo di custodia è valido anche per il sistema fognario.

Anche se la precipitazione atmosferica è eccezionale, in definitiva, ciò non basta a esonerare dalla responsabilità l’ente locale e il cittadino ha diritto al risarcimento.

note

[1] Cass. ord. n. 18856/17 del 28.07.2017.

[2] Cod. Civ. art. 2051.

[3] Cod. Civ. art. 14.

Autore immagine: Pixabay.com


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