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Personaggi di fantasia in versione peluche: vietata l’imitazione

1 Agosto 2017
Personaggi di fantasia in versione peluche: vietata l’imitazione

Quali sono i rischi per aziende che tentano di imitare pupazzi? Può scattare il reato di commercio per i marchi non registrati?

Imitare i peluches famosi è reato?

Secondo una sentenza della Cassazione [1], aziende estere e locali che decidono di riprodurre peluche marchiati da copyright sono a rischio sanzioni penali. Il pretesto che potrebbe far scattare questo procedimento riguarda l’imitazione di prodotti in grado di rievocare al consumatore la figura di un personaggio già conosciuto e marchiato da altre aziende.

Quando si configura un’imitazione di un personaggio

L’imitazione non riguarda solo i nomi o i loghi attribuiti ai personaggi, bensì anche l’aspetto esterno. Si badi che anche la somiglianza «imperfetta» degli stessi potrebbe essere pretesto di querela: se la somiglianza di un pupazzo già marchiato da grandi aziende come Mayer, Giochi preziosi, Trudy, è tanto forte da far richiamare alla mente del cliente un noto personaggio, tali aziende avranno tutto il diritto di richiedere l’espulsione dal mercato di quel «clone» che genererà in capo ad esse un danno in termini di riduzione delle vendite del prodotto originale.

Vendere un pupazzo imitato è reato?

La copia del pupazzo risulta certamente molto allettante alle tasche del consumatore che la gran parte delle volte non bada all’originalità del prodotto per soddisfare la richiesta del bambino.

Sussistono invece salate sanzioni penali che potrebbero far perdere il margine di guadagno delle aziende che riproducono in modo ingannevole il prodotto. Maggiori dettagli su Pupazzi: vietato imitare personaggi famosi.


note

[1] Corte Cass. Sent. n. 9362/2015.

Autore immagine: Pixabay.com


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