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Ape sociale

4 Febbraio 2021 | Autore:
Ape sociale

Che cos’è l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, chi può richiederlo, quali sono i requisiti, a quanto ammonta il trattamento.

Alcune categorie tutelate di lavoratori hanno diritto di anticipare la pensione di vecchiaia sino ai 63 anni, se possiedono specifici requisiti, grazie ad un assegno di accompagnamento alla quiescenza a carico dello Stato, detto Ape sociale, o Ape social. Questo anticipo pensionistico può essere richiesto, grazie alle previsioni della legge di Bilancio 2020, sino al 31 dicembre 2020.

L’Ape sociale è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma può ammontare a un massimo di 1500 euro mensili; consente il contemporaneo svolgimento di attività lavorativa sino a determinati limiti di reddito, in quanto si tratta di un sussidio. Il riconoscimento dell’assegno cessa, comunque, al compimento dell’età pensionabile, con la maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sull’Ape sociale: come funziona, chi ne ha diritto, quali sono i requisiti, come si calcola, che cosa è cambiato dal 2019 con la mini riforma pensioni, come accedere nel 2021.

Come funziona l’Ape sociale e chi ne ha diritto

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (sino al 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 al 2022 pari a 67 anni). L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ( che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps; le donne con figli hanno diritto a uno sconto sul requisito contributivo pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due anni) se appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo); dal 2018, possono accedere all’Ape sociale anche i lavoratori disoccupati:
    • il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni (questo requisito potrebbe essere alleggerito);
    •  che sono stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; a partire dal 2018, sono inclusi tra gli assistiti che danno luogo al beneficio dell’Ape sociale anche i familiari, parenti o affini, entro il secondo grado; in questo caso, però, è necessario che il coniuge, o l’unito civilmente, e i parenti di primo grado (cioè figli o genitori) conviventi con la persona affetta da handicap in situazione di gravità si trovino in una delle seguenti situazioni:
    • abbiano compiuto i 70 anni di età;
    • risultino anch’essi affetti da patologie invalidanti (occorre fare riferimento alle patologie a carattere permanente che attualmente consentono al lavoratore dipendente di fruire del congedo per gravi motivi familiari; è necessario che la patologia sia documentata e che la documentazione sia inviata alla competente unità operativa, complessa o semplice);
    • siano deceduti o mancanti (si considera l’assenza naturale o giuridica, ad esempio il divorzio).
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps; anche in questo caso, le donne con figli hanno diritto a uno sconto sul requisito contributivo pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due anni) per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori gravosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • pescatori;
  • lavoratori marittimi;
  • operai agricoli;
  • operai degli impianti siderurgici.

Questi lavoratori possono inoltre avere accesso, così come tutte le categorie di destinatari dell’Ape sociale, alla pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi, se possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età.

Inoltre gli appartenenti a queste categorie, se non già beneficiari dell’Ape sociale, e se possiedono almeno 30 anni di contributi, hanno diritto al blocco del requisito di età per la pensione di vecchiaia.

Ape sociale per chi ha contributi esteri

Nel 2018, l’Inps ha chiarito che, nel requisito contributivo utile all’Ape sociale, pari come abbiamo visto a 30 o 36 anni, possono essere inclusi i contributi per il lavoro all’estero in Paesi europei o convenzionati con l’Italia, purché il lavoratore ne chieda la totalizzazione.

Viene a cadere, dunque, la precedente indicazione dell’Inps, che escludeva proprio i contributi esteri dal totale della contribuzione utile al diritto all’Ape sociale.

Ape sociale donne 

L’Ape donne, o Ape rosa, è una novità introdotta dalla legge di Bilancio 2018 che consiste nella possibilità di accedere all’Ape sociale, per le donne con figli, con uno sconto di 1 anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’ape sociale, per chi ha da 2 figli in su, è dunque accessibile:

  • con 28 anni di contributi per le appartenenti alle prime tre categorie di lavoratrici tutelate (disoccupate, caregiver e invalide);
  • con 34 anni di contributi per le addette ai lavori faticosi e rischiosi.

Cumulabilità con altri redditi e prestazioni

L’indennità di Ape sociale è incompatibile con l’indennità di disoccupazione e con qualsiasi tipologia di pensione diretta. La rioccupazione è ammessa, ma l’Ape risulta unicamente cumulabile:

  • nel limite di 8.000 euro annui, con i redditi derivanti da lavoro subordinato o assimilati;
  • nel limite di 4.800 euro annui, con i redditi derivanti da lavoro autonomo.

Come si calcola l’Ape sociale?

L’Ape sociale è calcolata allo stesso modo della futura pensione, ossia col sistema retributivo (sino al 2011), misto (retributivo sino al 1995) o contributivo. L’importo massimo dell’assegno mensile non può, però, eccedere i 1500 euro. Per approfondire: Come si calcola la pensione.

Nel caso in cui il beneficiario dell’indennità possieda contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni, tra quelle Inps interessate dall’Ape sociale:

  • i versamenti si considerano unitariamente ai fini del diritto all’Ape;
  • il calcolo della rata mensile di pensione è effettuato separatamente da ciascuna gestione, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati presso ogni cassa, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento [1].

In buona sostanza, se l’interessato ha alle spalle versamenti in casse diverse, si realizza una sorta di “cumulo di fatto” ai fini del diritto e della misura dell’Ape sociale. Le casse professionali sono escluse dal cumulo.

Ape sociale 2021

la legge di bilancio 2020 ha previsto l’estensione dell’Ape sociale a coloro che maturano i requisiti richiesti per la misura entro il 31 dicembre 2021.

Prima di inviare la richiesta di indennità di Ape sociale vera e propria, è necessario domandare all’Inps la certificazione dei requisiti per il beneficio.

Normalmente, è possibile inviare le domande in prima istanza entro il 31 marzo dell’anno, poi entro il 15 luglio (istanza intermedia) o, tardivamente, entro il 30 novembre dell’anno. In quest’ultimo caso, la domanda è accolta solo se vi sono risorse residue.

Chi ha già maturato i requisiti, contestualmente alla domanda di certificazione può richiedere direttamente l’Ape sociale, per non perdere i ratei pregressi.


note

[1] Art. 3 DPCM 88/2017; circolare Inps 100/2017.


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3 Commenti

  1. Da poco Inps mi ha rifiutato L’Ape Social, perche non ho appieno il requisisto dei 18 mesi lavorati nei 36 mesi. Mi mancano circa 14 settimane ( tre mesi e mezzo). Io ho 35 anni di contributi, per Ape Social ne servono 30…ma? mi mancano 14 settimane…..Quello che vorrei sapere è se il Governo ha intenzione di riconfermare Ape Social, e se come ho letto da uno dei vostri articoli, ha intenzione di ” allegerire” questo incredibile requisito dei 18 mesi lavorati negli ultimi 36 mesi. Capita che uno a 62 anni (63 a Novembre prossimo) non riesca più a trovare lavoro in regola e continuativo. Grazie!

    1. L’Ape sociale potrà essere riconosciuta anche a chi matura i requisiti per l’anticipo pensionistico nel 2020: è quanto recentemente annunciato in base al contenuto della Nadef, la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def). I fondi per la proroga dell’Ape sociale saranno con tutta probabilità stanziati nella legge di Bilancio 2020. In particolare, le categorie che fruiranno di questo anticipo dell’uscita dal lavoro saranno le stesse già beneficiarie dei precedenti interventi: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi e addetti ai lavori gravosi.

      Tiziano, per maggiori informazioni, ti consigliamo di leggere il nostro articolo: Ape sociale: proroga al 2020. Pacchetto previdenza, in arrivo la proroga dell’Ape sociale al 2020: anticipo della pensione di vecchiaia sino a 3 anni e 7 mesi pagato dallo Stato. https://www.laleggepertutti.it/255245_ape-sociale-proroga-al-2020

  2. Il riferimento all’importo Ape Social, per gli utenti iscritti a più gestioni non corrisponde a quello che Lei afferma.Dovrebbe essere così, ma non lo è per l’INPS. In pratica l’applicazione di una sorta di regime del cumulo. Ho ottenuto l’Ape Social con 30 anni di contributi, in 4 gestioni diverse. 19 anni di contribuzione al 95. INPS non calcola con metodo retributivo. Motivazione: in nessuna delle casse raggiungo i 18 anni. Una prima volta è stato rigettato il riesame. Sono riuscito a trovare una circolare, che chiarisce il concetto. Sono in attesa. Una bolgia vera e proria.

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