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Online gli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici: stop del Garante

11 Febbraio 2013
Online gli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici: stop del Garante

Redditi e patrimoni di politici e dirigenti delle P.A. potrebbero essere resi pubblici: lo prevede un decreto legislativo in corso di approvazione, a cui tuttavia il Garante della privacy ha detto no.

 

Lo schema di decreto legislativo che attua la legge “anticorruzione” [1] e che il Governo vorrebbe approvare al più presto, impone di pubblicare su internet le dichiarazioni dei redditi di politici e dirigenti pubblici.

Sul proprio sito istituzionale, ogni amministrazione dovrà indicare l’atto di nomina del politico, la durata dell’incarico o del mandato elettivo, il curriculum vitae, il compenso (fisso o variabile che sia), le spese per viaggi di servizio e missioni pagate con fondi pubblici nonché l’assunzione di qualsiasi altro tipo di incarico presso enti pubblici o privati, coi relativi compensi.

Il mancato adempimento di tale obbligo comporterà una sanzione amministrativa che va da un minimo di 500 ad un massimo di 10 mila euro, oltre alla pubblicazione della multa sul sito internet dell’amministrazione.

Superando ogni limite e confine imposto dalla privacy, lo scopo è quello di rendere noto ai cittadini come vengono spese e impiegate le risorse pubbliche.

Senonché, il Garante della Privacy, chiamato ad esprimersi in merito allo schema di decreto legislativo, ha appena manifestato il proprio dissenso. L’Authority ritiene sproporzionata la diffusione delle integrali dichiarazioni dei redditi. Resterebbe solo la possibilità, relativamente ai dipendenti pubblici, di rendere noti, sui siti internet, solo gli stipendi tabellari e i curricula.

Il ministro per la pubblica amministrazione ha assicurato che le osservazioni del Garante saranno tenute in debito conto, anche se bisogna impedire che la riservatezza dei politici diventi un mero alibi per assicurare loro il segreto su informazioni invece di interesse pubblico.



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