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Si può lavorare durante le ferie?

22 maggio 2018


Si può lavorare durante le ferie?

> Business Pubblicato il 22 maggio 2018



Durante il periodo di ferie, il dipendente può lavorare per un’altra azienda? È consentito lavorare per due datori di lavoro?

In Italia non esiste alcuna norma che vieti al lavoratore di lavorare per un’altra azienda durante il periodo di ferie, purché ciò gli consenta di recuperare le energie psicofisiche, rispettando, allo stesso tempo, il patto di non concorrenza che lo lega al datore di lavoro (che non viene meno nel periodo di ferie). Il lavoratore, quindi, che intende dedicare le proprie ferie allo svolgimento di un altro lavoro può farlo purché le attività che pone in essere non risultino in concorrenza con quella del proprio datore di lavoro. Ecco i dettagli.

Si può rinunciare alle ferie?

Sia secondo la Costituzione [1] che secondo il Codice civile [2], le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile, tanto che non è possibile monetizzare le ferie, nemmeno col consenso del lavoratore: la monetizzazione delle ferie è possibile solo per il periodo che eccede le 4 settimane l’anno (periodo minimo previsto dal decreto sull’orario di lavoro [3]), oppure per contratti di durata inferiore all’anno o cessati entro l’anno, e nei casi di cessazione del rapporto di lavoro. Non è dunque valido un accordo col quale datore di lavoro e lavoratore eliminino, o riducano sotto le 4 settimane annue, le ferie spettanti.

Per conoscere tutti i dettagli sulle ferie e su quanto ti spetta di diritto, ti consigliamo di dare uno sguardo alla nostra guida Ferie: calcolo, diritti, doveri, la guida completa.

Lavoro in altra azienda durante le ferie

Come anticipato, non è vietato in via assoluta approfittare delle ferie per arrotondare lo stipendio lavorando per un’altra azienda. Tuttavia se questo mina il proprio recupero psico-fisico, naturalmente potrebbe creare dei problemi nello svolgimento del proprio lavoro principale al rientro dalle «vacanze». Se è vero, infatti, che l’azienda non ha alcun poter di vietare al dipendente di lavorare per un altro datore di lavoro durante il periodo di ferie e pertanto non ha alcun potere disciplinare e , dunque, sanzionatorio, è altrettanto vero, però, che il datore di lavoro può dolersi nel caso in cui il dipendente che non ha reintegrato le proprie energie psicofisiche comprometta il corretto espletamento dell’attività lavorativa. In quest’ultimo caso il datore di lavoro può irrogare al lavoratore una  sanzione disciplinare. 

Non è escluso, dunque, che il datore di lavoro, riscontrata una mancanza di rendimento del dipendente, decida di irrogare a suo carico una sanzione disciplinare, perché questi, non reintegrando le energie psicofisiche fruendo delle ferie regolarmente concesse, finisca col pregiudicare il corretto espletamento dell’attività lavorativa al proprio rientro. Naturalmente non esiste per questo passaggio alcun « automatismo » ed è onere del datore provare che il dipendente al proprio rientro non stia svolgendo il proprio lavoro nella misura e con la qualità richiesta dal contratto.

Lavoro a chiamata o part-time durante le ferie

Diverso è il discorso nel caso in cui il lavoro svolto durante le ferie sia effettuato in maniera non continuativa, ad esempio perché il dipendente è assunto a chiamata, o con un contratto di prestazione occasionale. In questi casi bisogna aver riguardo all’effettiva durata della prestazione lavorativa, per verificare se il secondo lavoro consenta o meno al dipendente un recupero effettivo delle energie psicofisiche.

Nel caso di lavoro part-time, lo svolgimento di una seconda occupazione non può essere considerato come comportamento illecito dal datore di lavoro, soprattutto se il reddito da lavoro dipendente non è sufficiente a garantire un sostegno dignitoso. E ciò vale in via generale e non solo con riguardo al periodo di ferie. Infatti, il datore di lavoro non può disporre della facoltà del proprio dipendente di poter trovare e condurre una seconda occupazione, in orario compatibile con la prestazione di lavoro parziale [4].

Lavorare per due datori di lavoro: quali limiti?

Posto quanto sopra in ordine alla possibilità di lavorare per un’altra azienda durante le ferie, è importante precisare, però, che il dipendente è tenuto al rispetto di determinati limiti di orario. Infatti, quando il dipendente lavora contemporaneamente presso due diverse aziende, non deve superare i seguenti il limite di 48 ore settimanali in un arco di tempo pari a 4 mesi (ad esempio, in una settimana del periodo di riferimento è possibile lavorare per 52 ore, se in un’altra settimana dello stesso periodo si lavora per 44 ore, o meno).

Per quanto riguarda i riposi, devono essere rispettati:

  • il riposo giornaliero, pari ad 11 ore consecutive ogni 24 ore (in questo caso non è possibile considerare alcuna media);
  • il riposo minimo settimanale, pari ad almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni (inteso come media da rispettare nell’arco di 14 giorni);
  • considerando l’assoluta imprescindibilità del riposo minimo giornaliero, il riposo minimo settimanale da considerare complessivamente è dunque di 35 ore ogni 7 giorni (24 ore consecutive+11 ore di riposo giornaliero).

Il lavoratore ha l’onere di comunicare al datore di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività, nel rispetto dei limiti indicati, per evitare che uno dei due datori possa incorrere in una sanzione (secondo quanto stabilito dal Ministero del lavoro [5]).

note

[1] Costituzione art. 36.

[2] Cod. Civ.  art. 2109.

[3] Dl 66/2003.

[4] Cass. sentenza n. 13196/2017.

[5] Circ. Min. Lav. N.8/2005.

Autore immagine: Pixabay.com


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