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Reddito di cittadinanza 2019

13 Febbraio 2019 | Autore:


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Pensione minima e reddito minimo contro la povertà: come funziona, a quanto ammonta, a chi spetta, quali requisiti e adempimenti per ottenerlo?

Sarà operativo tra poco tempo il reddito di cittadinanza da 780 euro al mese, che viene riconosciuto a due fasce di destinatari: alle famiglie con soli componenti over 67 è erogata la pensione minima di cittadinanza, che costituisce, di fatto, un’integrazione di tutte le pensioni sotto la soglia di povertà. Il reddito di cittadinanza spetta invece a tutti coloro che, in età lavorativa, si trovano sotto la soglia di povertà. I primi assegni sono attesi a partire dal 27 aprile 2019.

È quanto recentemente annunciato dal nuovo Governo, che ha inserito il reddito di cittadinanza tra gli interventi previsti successivamente all’entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, in un apposito decreto in materia di previdenza e assistenza.

Ai cittadini, in cambio del sussidio mensile sino a 780 euro, si richiede però la ricerca assidua di un’occupazione, la frequenza di corsi di formazione e di 8 ore di lavoro a favore del proprio Comune di residenza. Sono esclusi i disabili, coloro che hanno compiuto 67 anni, gli studenti e coloro che già lavorano.

Il sussidio risulta sicuramente più incisivo rispetto all’attuale reddito d’inclusione Rei, dato che quest’ultima misura, attualmente vigente, offre un reddito massimo di quasi 540 euro mensili, per una famiglia di 5 e più persone (gli importi sono inferiori per i nuclei familiari di meno componenti, si parte da un minimo di circa 190 euro al mese); il reddito di cittadinanza richiede tuttavia un impegno notevole per il beneficiario, e il soddisfacimento di numerose condizioni.

La riforma dei centri per l’impiego, in base a quanto afferma il Governo, dovrebbe comunque trasformare il reddito di cittadinanza in una misura straordinaria, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro ed assicurando realmente il collocamento dei disoccupati, aspetto in cui gli attuali strumenti previsti in abbinamento al Rei si sono rivelati poco efficaci.

Resta ad ogni modo il problema delle risorse necessarie per la pensione minima di cittadinanza da 780 euro, che dovrebbe costituire una misura strutturale, non essendo possibile chiedere ai pensionati di cercare lavoro per aumentare il reddito: le risorse necessarie potrebbero risultare ad ogni modo sostenibili, con la riduzione del sussidio per chi non paga l’affitto e grazie alla previsione dei limiti di reddito Isee e dei limiti patrimoniali.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza 2019: come funziona, chi sono i beneficiari, a quanto ammonta, quali sono i requisiti e gli adempimenti richiesti, come ottenerlo.

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Cerchiamo innanzitutto di capire le caratteristiche fondamentali del nuovo reddito di cittadinanza: questo sussidio consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà, assieme a ulteriori requisiti patrimoniali.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente, su cui grava l’affitto o il mutuo: in caso di nucleo con più componenti, il reddito è aumentato dello 0,4 per il coniuge e dello 0,2 per ogni figlio minore, sino a un massimo di 2,1. Con riferimento al singolo componente, bisogna anche possedere una soglia di reddito personale non superiore ai 6mila euro annui, che sale a 7.560 euro se il beneficiario ha diritto alla pensione di cittadinanza.

L’indicatore Isee della famiglia (si tratta, in pratica, di un indice che “misura la ricchezza delle famiglie”) richiesto per il diritto al sussidio ammonta a 9.360 euro. Inoltre sono previsti limiti legati al patrimonio mobiliare e immobiliare.

La prestazione è accreditata con una carta acquisti, una carta Postepay, che consentirà di pagare le utenze, l’affitto e il mutuo, di prelevare contanti sino a un massimo di 210 euro al mese e l’acquisto di beni e servizi di base.

Come funziona la pensione di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non interessa soltanto i lavoratori che si trovano sotto la soglia di povertà, ma anche i pensionati. A questo proposito, la nuova normativa dispone infatti che, per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza, quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. I requisiti per l’accesso e le regole di
definizione del beneficio economico sono le stesse del reddito di cittadinanza, salvo dove diversamente specificato. L’attuale integrazione al trattamento minimo, pari a 513 euro mensili, e le ulteriori maggiorazioni, sono dunque ulteriormente integrate dalla pensione di cittadinanza per chi ne ha i requisiti.

Anche la pensione di cittadinanza è accreditata su carta acquisti.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza ammontano a un massimo di 780 euro mensili per ogni persona adulta senza reddito, con un mutuo o l’affitto a carico; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integra gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese. Nello specifico, l’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese (630 euro al mese, 7.560 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza) per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese (1.323 euro al mese, 15.876 euro annui per la pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro all’anno, 280 euro al mese (150 euro al mese, 1.800 euro annui per chi percepisce la pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico:
• non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente,
ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare, in teoria, a 19.656 euro annui, 1.638 euro mensili; in concreto, per il 2019, la soglia massima arriva a 1.330 euro mensili per il reddito di cittadinanza ed a 1.473 euro mensili per la pensione di cittadinanza;
• non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Come aumenta il reddito di cittadinanza?

Facciamo alcuni esempi per capire come aumenta il reddito di cittadinanza, al crescere dei componenti del nucleo familiare.

Per un single senza reddito che paga l’affitto, la quota base del reddito è 500 euro al mese, a cui vanno aggiunti 280 euro d’integrazione per il canone di locazione (ipotizzando che sia pari o superiore a 280 euro al mese): l’importo ammonta dunque a 780 euro mensili.

Per una famiglia di tre persone che paga l’affitto, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio minorenne a carico, il reddito di cittadinanza del nucleo aumenta del 40% per il coniuge e del 20% per il figlio minore: in pratica, l’importo della quota base di 500 euro va aumentato dello 0,4 e dello 0,2, quindi ammonta a 800 euro, ai quali vanno aggiunti i 280 euro mensili d’integrazione per l’affitto. Il reddito mensile ammonta quindi a 1080 euro.

Per una famiglia di 5 persone, con genitori disoccupati a reddito zero e 3 figli minorenni a carico, il reddito di cittadinanza del nucleo aumenta del 40% per il coniuge e del 20% per ogni figlio minore: in pratica, l’importo della quota base di 500 euro va aumentato dello 0,4 e dello 0,6, quindi ammonta a mille euro, ai quali vanno aggiunti i 280 euro mensili d’integrazione per l’affitto. Il reddito mensile ammonta quindi a 1280 euro.

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza sono esentasse e non pignorabili.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Possono chiedere il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); se beneficiari di pensione di cittadinanza, studenti o lavoratori, il requisito non è richiesto; coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
  • sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore inferiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili;
  • è presente una  dichiarazione Isee in corso di validità per il nucleo familiare.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza, come abbiamo osservato, è compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario viene integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese. L’integrazione non potrà superare i 500 euro al mese.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Chi percepisce prestazioni di assistenza avrà diritto al reddito di cittadinanza?

Il decreto prevede che ai fini del reddito di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’Isee non più in godimento, ed include i trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano il pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi, i rimborsi di spese sostenute, i buoni servizio o altri  titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Non rileva il bonus bebè.

Per ottenere il reddito di cittadinanza si deve lavorare?

In base a quanto previsto dal decreto in materia, il reddito di cittadinanza obbligherà il beneficiario non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche a svolgere gratuitamente attività per il proprio Comune di residenza.

Chi si rifiuterà di lavorare perderà il sussidio. Saranno però esonerati i disabili (come definiti dalla legge sul collocamento mirato), gli studenti e coloro che già lavorano, nonché coloro che percepiscono la pensione di cittadinanza. Possono essere esonerati coloro che hanno carichi di cura ed i disabili gravi, come definiti ai fini Isee.

Per quanto riguarda, poi, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, sarà obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato o esonerato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività;
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro quotidianamente;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori equi che verranno offerti, o il primo lavoro, in fase di rinnovo della percezione del sussidio.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito, senza bisogno di partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro. Ma vediamo più nel dettaglio tutti gli adempimenti per ottenere il reddito di cittadinanza.

Quali sono gli adempimenti per mantenere il reddito di cittadinanza?

Una volta ottenuto il sussidio, i componenti del nucleo familiare maggiorenni devono dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro, presso i centri per l’impiego o tramite un’apposita piattaforma digitale (Siulp), entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Sono esonerati i componenti del nucleo studenti, disabili (come definiti dalla normativa sul collocamento mirato), con carichi di cura, già occupati o di età pari o superiore a 65 anni.

Il richiedente, se non rientra tra gli esonerati, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, è convocato dal centro per l’impiego se uno dei componenti della sua famiglia:

  • è disoccupato da non più di due anni;
  • ha un’età inferiore ai 26 anni;
  • è beneficiario della Naspi, di un altro sussidio di disoccupazione, o ne ha terminato la fruizione da non più di un anno;
  • ha sottoscritto un Patto di servizio in corso di validità presso i centri per l’impiego.

La dichiarazione di immediata disponibilità deve essere resa anche dagli altri componenti non esonerati del nucleo, entro i 30 giorni successivi al primo incontro del richiedente o del suo sostituto.

Patto per il lavoro

I beneficiari del reddito di cittadinanza non esonerati dagli obblighi devono stipulare, presso un centro per l’impiego o un intermediario accreditato, un patto per il lavoro, che ha le stesse caratteristiche del patto di servizio personalizzato previsto per chi richiede l’indennità di disoccupazione, ma prevede delle attività aggiuntive.

In particolare, sottoscrivendo il patto per il lavoro ci si obbliga a:

  • collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze, ai fini della definizione del patto per il lavoro;
  • accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli impegni previsti nel patto per il lavoro e, in particolare:
  • registrarsi sull’apposita piattaforma digitale, e consultarla quotidianamente come supporto nella ricerca del lavoro;
  • svolgere attività di ricerca attiva di lavoro, secondo le modalità definite nel patto;
  • accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, o ai progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, secondo le modalità individuate nel patto, tenuto conto del bilancio delle competenze, delle inclinazioni professionali o di eventuali specifiche propensioni;
  • sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
  • accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue; in caso di fruizione del beneficio in fase di rinnovo, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua;
  • offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti comunali utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il comune di residenza, mettendo a disposizione un massimo di 8 ore alla settimana.

Patto per l’inclusione sociale

Nel caso in cui la famiglia affronti problematiche complesse, non legate soltanto alla mancanza di lavoro, e una condizione di forte disagio e povertà, i beneficiari devono sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, che coinvolge i centri per l’impiego, i servizi sociali e gli altri servizi territoriali competenti.

Quando non si può rifiutare un’offerta di lavoro?

Chi percepisce il reddito di cittadinanza deve accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, la prima offerta di lavoro congrua in fase di rinnovo del sussidio.

Ma quando un’offerta di lavoro è congrua ai fini del reddito di cittadinanza? In base a quanto disposto dal decreto sul reddito di cittadinanza:

  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da oltre 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore ha ottenuto il rinnovo del reddito di cittadinanza, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la sede di lavoro, esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare non siano presenti componenti di minore età o disabili, può trovarsi ovunque nel territorio italiano; in questo caso, il beneficiario continua a percepire il reddito di cittadinanza per altri 3 mesi, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva.

Per ottenere la pensione di cittadinanza si deve lavorare?

Per ottenere la pensione di cittadinanza non sarà necessario lavorare, in quanto funzionerà in modo analogo all’attuale integrazione al trattamento minimo ed alle maggiorazioni. L’integrazione, però, sarà accreditata nella carta acquisti.

Che cosa succede al reddito di cittadinanza se rifiuto un lavoro?

L’interessato che percepisce il reddito di cittadinanza può rifiutare al massimo due proposte lavorative congrue (come  definite dal decreto sulla riforma degli ammortizzatori sociali, come integrato dal decreto sul reddito di cittadinanza) nell’arco del periodo di fruizione del reddito. Ha anche la possibilità di recedere dall’impiego per due volte nell’arco dello stesso periodo. Se, però, percepisce il reddito in fase di rinnovo, deve accettare il primo lavoro congruo proposto.

In caso contrario, perde il sussidio. Ad ogni modo, per chi rifiuta un’offerta di lavoro congrua sono previsti severi controlli della Guardia di Finanza, volti a verificare lo svolgimento di lavoro nero. Si rischia anche il carcere, ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, controlli per chi rifiuta il lavoro.

Come si perde il reddito di cittadinanza?

È molto facile decadere dal diritto al reddito di cittadinanza: per chi utilizza documenti falsi, omette informazioni obbligatorie o non dichiara le variazioni di reddito è prevista addirittura la reclusione, assieme alla perdita del sussidio per 10 anni.

Nel dettaglio, se per ottenere o mantenere il beneficio sono utilizzati o presentati dichiarazioni e documenti falsi o attestanti cose non vere, o si omettono informazioni dovute, chi consegue indebitamente il sussidio è punito:

  • con la reclusione da 2 a 6 anni;
  • con la revoca retroattiva del beneficio;
  • con l’impossibilità di chiedere il sussidio prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna.

Le sanzioni sono le stesse per chi non comunica la variazione del reddito: la variazione del reddito è presunta nel caso in cui sia accertato che l’interessato lavora in nero o “in grigio”, cioè che ha un rapporto di lavoro non dichiarato o un rapporto per il quale è dichiarata una retribuzione più bassa, come il “finto part time”.

Si decade dal reddito di cittadinanza anche quando uno dei componenti del nucleo familiare:

  • non sottoscrive il patto per il lavoro o il patto per l’inclusione sociale, ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione, o ad altre iniziative di politica attiva o di attivazione;
  • non lavora gratuitamente nell’ambito dei progetti comunali, se istituiti;
  • rifiuta un’offerta di lavoro congrua, dopo averne già rifiutate due;
  • rifiuta un’offerta congrua dopo il rinnovo del beneficio;
  • non effettua le comunicazioni obbligatorie, o effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una dichiarazione Isee aggiornata, in caso di variazione del nucleo familiare;
  • rende una dichiarazione mendace (anche nella dichiarazione Isee).

Riduzione del reddito di cittadinanza

Se gli interessati non si presentano alle convocazioni disposte nel patto è prevista:

  • la decurtazione di una mensilità del sussidio, in caso di prima mancata presentazione;
  • la decurtazione due mensilità alla seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Nel caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare, si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di due mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel patto per l’inclusione sociale relativi alla frequenza dei corsi di istruzione o di formazione da parte di un componente minorenne, o degli impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di due mensilità dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
  • la decurtazione di tre mensilità al secondo richiamo formale;
  • la decurtazione di sei mensilità al terzo richiamo formale;
  • la decadenza dal beneficio in caso di ulteriore richiamo.

L’Inps si occupa di applicare le sanzioni diverse da quelle penali e del recupero del sussidio non dovuto: le informazioni sulle violazioni sono trasmesse all’istituto dai centri per l’impiego e dai comuni.

Se il reddito di cittadinanza non è integralmente speso nel mese di fruizione, può essere ridotto sino al 20%.

Se l’interessato decade dal sussidio, il reddito di cittadinanza può essere richiesto solo decorsi 18 mesi dalla data del provvedimento di decadenza. Non può essere richiesto prima del termine da un altro componente della famiglia.

Nel caso facciano parte del nucleo familiare componenti minorenni o con disabilità, il termine per richiedere nuovamente il reddito di cittadinanza è ridotto a 6 mesi.

Come si chiede il reddito di cittadinanza?

Il modulo di domanda per il reddito di cittadinanza deve essere predisposto dall’Inps, sentito il ministero del Lavoro, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto sul reddito di cittadinanza.

Il modulo di domanda deve essere presentato dal richiedente, a partire dal 6 marzo, alle Poste, o presso uno sportello Caf o ancora, telematicamente, attraverso il nuovo portale del reddito di cittadinanza (redditodicittadinanza.gov.it). Si prevede anche la possibilità di presentare la domanda di reddito di cittadinanza assieme alla dichiarazione Isee, anche online tramite sito web dell’Inps, a breve.

Le informazioni contenute nella domanda del reddito di cittadinanza devono essere comunicate dal sito web, dalle Poste o dal Caf all’Inps, entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

Per il riconoscimento del beneficio, l’Inps deve verificare, entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione, il possesso dei requisiti d’accesso. I Comuni, inoltre, devono verificare i requisiti di residenza e di soggiorno e devono comunicare l’esito della verifica.

Il reddito può essere richiesto entro il 6 di ogni mese.


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26 Commenti

  1. i si domanda della sorte di tutti i professionisti iscritti ai vari albi professionali che dichiarano somme inferiori al minimo garantito. Devono cancellarsi dall’albo o vi sono altre soluzioni? Mi pare che fino ad ora non siano stati presi proprio in considerazione, eppure il problema esiste.

  2. Buona sera. Ho 64anni e sono disoccupata vivo con mia madre novantenne con pensione di reversibilità mio marito percepisce assegno sociale e mio figlio di 28 anni lavoratore stagionale con reddito di 4500 l’anno. Si può fare richiesta del reddito di cittadinanza dato che vivo in affitto 450 mensili. E chi di noi due (io o mio figlio) può fare domanda. Grazie

    1. Dal 2019 il sussidio è riconosciuto a due fasce di destinatari: per gli over 65, sotto forma di pensione minima di cittadinanza, cioè d’integrazione sino a 780 euro mensili di tutte le pensioni sotto la soglia di povertà, mentre a tutti coloro che si trovano sotto la soglia di povertà ed in età lavorativa spetta il reddito di cittadinanza. Ai cittadini in età lavorativa, in cambio del sussidio mensile di 780 euro, si richiede però la ricerca assidua di un’occupazione, la frequenza di corsi di formazione e di 8 ore di lavoro a favore del proprio Comune di residenza, impegno che non è richiesto ai pensionati. Per scoprire come funziona, chi sono i beneficiari, a quanto ammonta, quali sono i requisiti e gli adempimenti richiesti, come ottenerlo, consigliamo la lettura del nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/243809_reddito-di-cittadinanza-novita.

      Pur restando uno strumento, in linea generale, maggiormente accessibile rispetto all’attuale reddito d’inclusione Rei, il reddito di cittadinanza, nel corso degli ultimi mesi, è stato più volte ridimensionato a causa della necessità di ridurre il deficit. Innanzitutto, se l’abitazione è di proprietà il sussidio è ridotto in misura pari a 280 euro mensili; il reddito, poi, non spetta alle famiglie che possiedono un secondo immobile di valore superiore a 30mila euro, ed ai nuclei familiari con un patrimonio mobiliare superiore a un determinato limite, che nella generalità dei casi va dai 6mila ai 10 mila euro: una soglia abbastanza facile da superare, considerando che nel patrimonio mobiliare sono inclusi tutti i conti, le carte prepagate, i libretti, i depositi, i titoli e le partecipazioni di tutti i componenti del nucleo familiare. L’indicatore Isee non può andare oltre i 9.360 euro, e non si possono possedere auto e moto nuove, o superiori a una certa cilindrata, navi e imbarcazioni da diporto. A questi limiti si aggiungono, comunque, ulteriori condizioni, come l’obbligo di prestare servizio per il proprio comune, quello di accettare una delle prime tre offerte di lavoro eque proposte (la prima offerta, se si percepisce il sussidio da un anno) e di partecipare a tutte le misure di politica attiva del lavoro.
      Allo stato attuale, dunque, il reddito di cittadinanza a chi viene negato? Scoprilo nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/263886_reddito-di-cittadinanza-a-chi-viene-negato

  3. Buonasera.Ho 49 anni e risulto nello stesso stato di famiglia dei miei genitori e nello stesso nucleo dei componenti ai fini ISEE. Attualmente sto frequentando un corso di formazione finanziato dalla Regione il quale finira’ intorno al mese di Giugno c.a.; Fermo restando che ho tutti gli altri requisiti, posso richiedere il reddito di cittadinanza?
    Grazie

  4. Buonasera.Ho 49 anni, risulto nello stesso stato di famiglia con i miei genitori, e nello stesso nucleo per quanto riguarda l’attestazione ISEE. Sto frequentando attualmente un corso di formazione finanziato dalla Regione, il quale, durera’ fino a giugno c.a.; Fermo restando che posseggo tutti gli altri requisiti economici , posso richiedere il reddito di cittadinanza?
    Grazie

    1. I corsi di formazione non precludono l’accesso al reddito di cittadinanza. Se si riceve una retribuzione per la frequenza del corso, questa, però, diminuisce l’importo del sussidio. Bisogna poi considerare che i requisiti economici e patrimoniali sono riferiti all’intero nucleo familiare, non al singolo. Se le occorre una consulenza specifica può utilizzare questo link https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-plus

  5. Salve…. vivo con mia mamma e mio figlio minore…mia mamma percepisce l’assegno sociale in quanto over 65..mi spetta il reddito di cittadinanz? considerando che mi fu accettata la Rei e poi tolta dopo 6mesi perché mamma già percepiva il sussidio dall’Inps e io nella domanda avevo specificato tutto senza escludere nessun dato..grazie

  6. Attualmente percepisco il Rei ed un ISEE a zero e prima casa.
    Per motivi familiari dovro’ cambiare residenza e lasciare la casa e prenderne una in affitto.

    Volevo chiedere: visto che la prima casa ha un valore IMU di 47000 euro e cambiando residenza non sarebbe piu prima casa ed il valore maggiore a 30000 euro, questo inficia il beneficio per ottenere il reddito di cittadinanza?
    Vi ringrazio per l’ eventuale vostra risposta che attendo con ansia.

    1. Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo;
      -sono residenti stabilmente in Italia da almeno 10 anni;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti, con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.
      Sarà dunque richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.
      Per sottoporre il tuo caso specifico agli esperti del nostro network chiedi una consulenza qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  7. Buongiorno Ho 53 anni prendo pensione di invalidità mi spetta l aumento e cosa devo fare grazie

    1. Buongiorno, ho lo stesso problema di Anna maria Vona.
      Ho 50 anni invalido civile oltre 74% per cui percepisco assegno di circa 280 euro mese. Vivo in casa con mia sorella e mio figlio maggiorenne ,lavorano ma loro anno la loro vita e non possono fare niente per me economicamente.. potete dirmi se anche essendo invalido civile e nell’ ISEE altre persone ho diritto al reddito di cittadinanza ho della differenza dai 280 euro di pensione ai 780 della soglia di povertà ???
      Grazie della disponibilità se può scrivere mail: lz68italia@gmail.com

  8. Non dare il reddito di cittadinanza agli stranieri è considerato discriminatorio dalla corte di cassazione;però agevolare le donne è perfettamente costituzionale,in barba all’articolo 3.
    VIVA LA PARITÀ TRA I SESSI E LA COERENZA!

      1. Esatto,escludere gli immigrati è illegale;però fare distinzioni tra sessi non lo è,nonostante l’articolo 3 della nostra costituzione e le stesse leggi dell’ ue che vietino discriminazioni di tipo sessuale. Lo ripeto di nuovo:
        VIVA LA PARITÀ TRA I SESSI E LA COERENZA!

  9. Buongiorno io non ho ben capito per quanto riguardo il reddito familiare .. ma per reddito si intende quello dichiarato nel 2018 esempio il 730 , se io l anno scorso mettiamo caso ho dichiarato 5000 euro si basa su quello le ventuale integrazione cioè di 1000 per raggiungere i 6000 oppure a quale reddito si fa riferimento , se nel 2019 si è disoccupati si ha il reddito di cittadinanza intero oppure si ha la differenza tra reddito dichiarato e i 6000 di tetto massimo ? Grazie

    1. Sono inclusi tutti i redditi che figurano nella dichiarazione Isee, tranne i sussidi non sottoposti alla prova dei mezzi, che non sono redditi (come l’indennità di accompagnamento). Sono esclusi anche i sussidi che figurano nell’Isee ma non sono più in godimento. L’indennità di disoccupazione Naspi conta come reddito, quindi il reddito di cittadinanza integra la Naspi sino ad arrivare alla soglia massima.

  10. Buonasera,

    vorrei chiedere se la figura del Navigator sarà disponibile anche per quei disoccupati che non rientrano nel reddito di cittadinanza, quindi se anche loro potranno avere qualcuno che possa seguirli e aiutare a trovare un lavoro.

    grazie, un saluto

    1. Buongiorno Roberto! Con il via al reddito di cittadinanza nasce una nuova figura professionale, grazie alla quale saranno presto disponibili ben 10mila nuovi posti di lavoro in tutt’Italia: si tratta del navigator. Ogni beneficiario del reddito di cittadinanza, difatti, dovrà essere seguito e supportato da un tutor, come indicato nel decreto-legge in materia, che si occuperà di sostenere l’interessato nel suo percorso di formazione, di riqualificazione e di ricerca del lavoro.

  11. Mi scuso per il commento precedente era il mio pc che non andava bene. Comunque ammettete che in Italia il sesso femminile ha più diritti. Gentile Noemi Secci io non so se lei è avvocato o giudice,ma le do un consiglio;cambiate la scritta nei tribunali. Al posto di “la legge è uguale per tutti”;mettete “la legge privilegia il sesso femminile”. Questa purtroppo è la triste realtà.

  12. Buongiorno. Non mi è ben chiaro come funziona il reddito di cittadinanza. Pur trovandolo una misura necessaria e utile trovo surreale sinceramente le modalità di uso troppo limitative il che certo non giova a quel che si propone di fare. Non so se mi spetta o meno ma mi chiedo: quindi io, potrei prelevare al massimo 100 euro al mese? E che ci faccio con 100 euro al mese, viso fra l’altro che come stiamo con l’euro il potere d’acquisto è ridotto alla metà (100 euro sono le vecchie 50.000 lire se spendi ma se compri ne sono 200.000)? E se devo pagare un operaio? Se mi si rompe un tubo, la Tv, la lavatrice? Se devo comprare un pantalone, un vestito, una camicia, un paio d’occhiali? E’ assurdo poter prelevare solo 100 euro e il resto doverli spendere in alimenti e medicine? Perché devo spenderli tutti pena la decurtazione? E’ assurdo! Perché dovrei comprare medicine e non qualcosa per migliorare la mia situazione sociale? Perché fare la fine di Fantozzi allorquando la moglie s’invaghisce del panettiere e si mette compulsivamente a comprare pane? Quindi io dovrei spendere praticamente tutto il resto in alimenti pena vedermi sottratto quel che resta? E di quale miglioramento si parla se è così? E se ho bisogno di un dentista? di un medico? di un paio di scarpe? E poi un’altra cosa: nei piccoli paesi come quelli in cui abito i commercianti non hanno la macchinetta, ragion per cui sarei costretto a scendere in città con ulteriore spesa per biglietti vari fra pullman e filovie. Non mi pare di migliorare così. Insomma se capisco bene una famiglia con figli solo un esempio) che andrà a pigliare diciamo 1280 euro. Di queste, cento euro (mi pare a persona se non mi sbaglio) potrà prelevarle. E il resto dovrà mettersi a comprare alimenti e medicine pena vedersi decurtato l’aiuto? E che aiuto sociale è mai questo? Sarei e resterei comunque un pezzente. Capisco il controllo della spesa, capisco lo scoraggiamento verso il gioco d’azzardo, capisco spendere in Italia in aziende italiane… ma se per spesa immorale si considera un tv nuovo o un cellulare per migliorare un pochino, o un semplice pacchetto di sigarette o una birra o una pizza con amici o la propria ragazza non sono d’accordo. Perché giudicare immorale il voler migliorare e sentirsi socialmente dignitoso?… E se mi si rompe un tubo in casa? E se devo tinteggiare? E se devo fare lavori di riparazione in casa o restaurare un ricordo? Che faccio con 100 euro?

  13. Mi potete spiegare cos’è la carta di cittadinanza? I vostri articoli spiegano sempre molto bene le notizie e vorrei avere maggiori informazioni sul reddito di cittadinanza. grazie anticipatamente per la vostra disponibilità

    1. È stata già stampata la prima carta Rdc, ossia la carta acquisti nella quale sarà accreditato il reddito di cittadinanza ogni mese. Si tratta di una carta Postepay, rilasciata dalle Poste, che verrà caricata mensilmente con l’importo del reddito di cittadinanza spettante al nucleo familiare.
      Le domande per la carta Rdc potranno iniziare ad essere inviate a partire dal 6 marzo 2019, mentre i primi accrediti dovrebbero partire dal 27 aprile 2019, in base a quanto reso noto sinora. Per sapere che cosa si può fare con la carta Rdc, a quanto ammonta la ricarica mensile, prelievo contanti, acquisti, bonifici, divieti, leggi il nostro articolo sulla carta reddito di cittadinanza https://www.laleggepertutti.it/274761_carta-reddito-di-cittadinanza-come-funziona

  14. Salve, vorrei una vostra consulenza riguardo la mia situazione: reddito, isee, nucleo familiare, valore immobili, ecc.. e vorrei capire se in base al mio caso posso fare richiesta del reddito di cittadinanza. come posso contattarvi in privato? grazie mille

    1. Salve Valerio. Grazie a te di seguirci! Potrai richiedere una consulenza legale o commerciale ai professionisti del nostro network cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza Per la consulenza standard la domanda deve essere concisa.
      Puoi eventualmente richiedere una consulenza plus e inviare allegati e scrivere la richiesta senza limiti di testo cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-plus
      Dopo aver compilato il modulo con i tuoi dati, riceverai la risposta entro tre giorni lavorativi.

  15. buongiorno, vi presento un mio dubbio. Ho visto che gli studenti o coloro che fanno un corso di formazione (ovviamente se rientrano nei requisiti per ottenere il RdC) possono essere esentati dall’obbligo di cercare un lavoro o di effettuare lavori di pubblica utilità per il comune di residenza. Mi chiedevo se lo stesso discorso valga anche per un giovane laureato in Giurisprudenza – residente autonomamente -, che faccia praticantato (NON RETRIBUITO) ma senza una famiglia in grado di mantenerlo ulteriormente. in una situazione del genere non si può rientrare nella medesima categoria attinente alla formazione? Sarebbe un po’ contro lo spirito della norma, obbligare un giovane neolaureato ad accettare un lavoro, senza permettere a quest’ultimo di avere la possibilità di formarsi dopo tanti sacrifici personali e familiari per riuscire a terminare il percorso universitario. Grazie per l’attenzione.
    Giuseppe

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