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Lettera di diffida per rumori molesti

18 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 settembre 2018



Come e quando invitare il vicino ad interrompere il disturbo prima di rivolgersi al Giudice di Pace. Ecco un facsimile da scaricare.

Vivi in un condominio e fai fatica a riposare di notte a causa dei rumori molesti dei vicini? Magari ricevono spesso degli amici fino a tarda ora e parlano ad alta voce o spostano le sedie facendo fracasso. Oppure sono abituati a vedere la televisione fino a tardi. Hai provato con le buone, parlando con loro e spiegando che la mattina ti devi alzare presto per andare al lavoro e che dovrebbero, cortesemente, abbassare i toni ed il volume della tv. Può anche darsi che ti abbiano dato ragione e chiesto scusa e che la prima sera siano stati più attenti. Dalla seconda in poi, però, tutto come prima. Se con il dialogo non riesci ad ottenere nulla, forse è il caso di passare al piano B e di scrivere una lettera di diffida per rumori molesti.

Certo, prima di arrivare a questo ci sono altre strade, come la conciliazione o il coinvolgimento dell’amministratore di condominio nella vicenda. Ed è sempre preferibile che ci siano dei testimoni, cioè altri vicini che lamentino lo stesso disturbo. Anzi, a volte è pure necessario: i rumori molesti, infatti, sono ritenuti tali se in grado di dare fastidio a tutto il circondario e non ad una singola famiglia. Questo perché a volte è difficile stabilire quando un rumore è veramente molesto e quando, invece, è l’estrema suscettibilità del singolo a farli diventare tali.

Prima di far partire una lettera di diffida per rumori molesti bisognerebbe anche dare un’occhiata al regolamento del condomino, nel caso dicesse qualcosa in merito, e al Codice civile. Se non hai tempo ed occasione di farlo, continua a leggere questo articolo.

Rumori molesti: che cosa dice il Codice civile

Il Codice civile [1] non parla di rumori molesti ma di rumori intollerabili, cioè di quelli che superano la soglia della normale tollerabilità. Solo questi possono essere vietati. Qualsiasi altra considerazione viene lasciata nelle mani di un giudice, nel caso di decida di agire in tribunale. Sta a lui decidere, ad esempio:

  • da che ora a che ora si deve fare silenzio;
  • quando si può passare l’aspirapolvere o fare le pulizie in casa;
  • quando si può chiamare un muratore o un idraulico per fare dei lavori in casa;
  • quando si supera l’indice di tollerabilità in base ai decibel.

Il tutto in base anche ad alcuni fattori come:

  • il luogo in cui si trova l’immobile: se si tratta di una zona isolata oppure nel centro di una città molto trafficata che ha un rumore di fondo in grado di coprire altri rumori molesti. Ad esempio, lo stereo ad un certo volume in mezzo alla campagna non ha lo stesso impatto che nel centro di Milano, dove auto e moto possono attutire la musica;
  • la destinazione dell’immobile: se c’è un’attività commerciale, la soglia di tollerabilità si alza per permettere al titolare di fare il suo mestiere;
  • le caratteristiche dell’immobile: se si tratta di una casa vecchia, è probabile che l’isolamento acustico sia più scarsi rispetto a quello di un appartamento costruito di recente;
  • l’orario in cui si fa rumore: ascoltare ad un volume alto gli acuti di Bocelli non è lo stesso alle 11 del mattino che alle 2 di notte, va da sé. «Nessun dorma» è e deve restare un titolo, non un ordine.

Rumori molesti: cosa dice il regolamento condominiale

Il regolamento del condominio può contemplare delle norme ben precise sui rumori molesti. Tuttavia, e dato che queste regole possono condizionare il modo di vivere di ogni singolo vicino nella propria casa, devono essere approvate all’unanimità. Altrimenti, restano carta straccia.

Che cosa può contenere il regolamento? Può prevedere delle norme che integrano quello che c’è scritto sul Codice civile «adattandolo» alla realtà concreta del condominio. Ad esempio, sugli orari per fare pulizie o lavori in casa oppure il momento in cui bisogna abbassare il volume della tv o mettersi le cuffie per ascoltare il «Nessun dorma».

Rumori molesti: quando si può presentare denuncia

Come accennato, i rumori molesti diventano intollerabili – e, pertanto – scatta il reato – solo quando danno fastidio all’intero stabile e non al singolo vicino. In quest’ultimo caso, quindi, non è possibile presentare denuncia ma si può procedere con una lettera di diffida per chiedere di cambiare atteggiamento e di interrompere il disturbo. Se la lettera non sorte alcun effetto, allora è possibile avviare una causa civile di risarcimento del danno.

Rumori molesti: quando chiamare l’amministratore del condominio

Se hai già provato a parlare con il vicino di casa per chiedergli di finirla con i rumori molesti ma non ha ottenuto alcunché, non è detto che tu debba chiamare l’amministratore di condominio per farlo intervenire. A meno che il vicino stia violando il regolamento approvato dall’assemblea. Che, ad esempio, si guardi un concerto alla tv alle 3 di notte tenendo alto il volume, oppure si metta a spostare i mobili quando l’alba deve ancora arrivare. Se il regolamento vieta questo tipo di comportamenti, allora l’amministratore ha voce in capitolo, altrimenti non può fare nulla. Il suo compito, infatti, è quello di far rispettare le norme approvate dai vicini e non di far rispettare la legge. Questo spetta alle forze dell’ordine e, eventualmente, ad un giudice. Piuttosto, una mossa vincente può essere quella di rivolgersi agli altri vicini per convocare un’assemblea di condominio e porre il problema all’ordine del giorno. Se ne parla e, se fosse il caso, si cambia il regolamento.

Nulla ti vieta, inoltre, di fare una segnalazione all’Asl o all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ma solo se i rumori arrivano dal bar che si trova sotto casa o dall’azienda artigiana delle vicinanze. Verranno effettuate delle misurazioni dei rumori per stabilire se vanno oltre la soglia della tollerabilità stabilite dal regolamento del condominio e dalla legge.

Rumori molesti: come scrivere la lettera di diffida

La lettera di diffida per rumori molesti deve essere il più chiara e concisa possibile. Devi, prima di tutto, qualificarti come abitante di quel condominio precisando qual è l’appartamento in cui vivi. Dopodiché, passi a spiegare il problema. Ad esempio, dicendo che da quel certo giorno ed in quei certi orari avverti sistematicamente dei rumori che oltrepassano la soglia della sopportabilità e che impediscono a te ed ai tuoi familiari di riposare. Citare il fatto che hai dei testimoni che possono confermarlo conviene sempre. Infine, inviti il vicino rumoroso ad interrompere le cause del disturbo avvisando che, in caso contrario, sarai costretto a rivolgerti all’Autorità giudiziaria. È opportuno inviare la lettera di diffida per raccomandata a/r e non consegnarla a mano o lasciarla al vicino nella cassetta della posta.

Ad ogni modo, ecco un facsimile di lettera di diffida da scaricare.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

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1 Commento

  1. Grazie!
    Molto interessante!
    E se i rumori molesti provengono dalla strada in cui sostano tutte le notti teansessuali e prostitute che fanno mercato e quindi a voce molto alta cercano di accaparrarsi dei compratori di sesso?
    Sperando e nell’attesa di una vostra risposta auguro buon lavoro edi una giornata proficua e serenamente gioiosa

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