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Come costituire una start-up innovativa online

28 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 settembre 2018



Le modalità, i costi, i vantaggi e gli svantaggi di costituire una start-up innovativa on line. Mettiamo a punto queste questioni e scopriamo un nuovo tipo di srl ormai riconosciuto.

Esiste un tipo di srl particolare, una start-up innovativa che viene creata direttamente on line. Vediamo i costi, i vantaggi, gli svantaggi e le procedure per costituirla. Infatti quella che viene definita tecnicamente ‘start-up innovativa’ altro non è che una srl che si costituisce on line e che ora è riconosciuta a tutti gli effetti anche legalmente. Ma come costituire una start-up innovativa on line?

Caratteristiche principali di una start-up innovativa

Se ciò è una realtà da anni ad esempio in America (negli Stati Uniti), ora sarà possibile anche in Italia; tanto che è stata prevista un’apposita sezione del Registro delle imprese della camera di commercio, che associa le srl create on line a una start-up innovativa. Tuttavia, per poter rientrare nella categoria delle start-up innovative, occorre seguire una procedura che può richiedere anche diverse settimane e poi, comunque, ciò vale anche per le s.p.a. (società per azioni) e per le s.a.p.a. (società in accomandita per azioni), non solo per le srl. Inoltre, nota forse ancor più importante, per le Srl innovative online i requisiti sono diversi: oltre a dover fissare una sede in Italia o all’interno dell’Unione Europea, occorre specificare nell’oggetto sociale il carattere prettamente innovativo, grazie all’uso preponderante delle nuove tecnologie nella produzione e commercializzazione di beni, servizi e prodotti, i quali essi stessi presentano tale connotato iper-tecnologico. Inoltre bisogna aver registrato cinque milioni di valore nella produzione annuale e non aver ancora assegnato utili.

I passi per creare una start-up innovativa

Ovviamente il primo passo per crearla ad hoc e darle validità giuridica è quello di redigere uno statuto societario, in cui venga data l’apposita denominazione societaria. Oggi esiste, infatti, un apposito modello di statuto societario anche digitale per la stesura dell’atto costitutivo e dello statuto societario stesso (ovvero l’equivalente on line di quello comune per le srl tradizionali previsto per legge), che verrà firmato con firma digitale (ma potrebbe anche non servire) appunto e che permette la creazione di una srl direttamente e comodamente da casa online [1], con pochi e semplici clic: il vantaggio maggiore, ovviamente, è quello di non doversi accollare le spese del notaio; e non ci si deve recare neppure alla Camera di commercio.

I requisiti distintivi di una start-up innovativa

Ma che cosa rende davvero ‘specifica’ e ‘peculiare’ una start-up innovativa rispetto a una srl tradizionale? Rispetto a qualsiasi altra società, forse la start-up definitiva innovativa ha dei requisiti ‘puntuali’ più ‘specifici’ appunto. Vediamo in che senso. Nella sua connotazione strutturale ed organica non prevale, infatti, solo il connotato dell’innovazione; ma, potremmo dire, che la vera prerogativa è l’alta qualificazione e specializzazione del ‘personale’ che la costituisce. Infatti è previsto che una star-up innovativa, che aspiri ad essere riconosciuta come tale, abbia (tra i suoi requisiti specifici) tre caratteristiche aggiuntive rispetto alle tradizionali società. La prima è che il 15% del valore della produzione deve essere destinato alla ricerca e allo sviluppo; poi che almeno un terzo del personale deve essere altamente formato e specializzato e possedere un dottorato di ricerca appunto, mentre i due terzi invece devono aver conseguito un titolo di specializzazione o di laurea magistrale di vecchio ordinamento. Infine, terzo aspetto non trascurabile, ai componenti della ‘forza lavoro’ della start-up innovativa è richiesto di aver ottenuto un brevetto (possibilmente con tanto di sua registrazione già effettuata) nell’ambito del settore di azione della start-up.

Non solo; ma tali requisiti vanno mantenuti e la start-up stessa si deve impegnare in questo e a comunicare formalmente di essere ancora in possesso di tutti i connotati tipici del suo ‘status’ di start-up innovativa; deve rivolgersi alla Camera di commercio informandola del mantenimento della sua ‘conformazione’ almeno due volte l’anno (cioè ogni sei mesi), con comunicazione scritta [2].

Quando si perde lo status di start-up innovativa

Anche l’iscrizione nella speciale sezione e categoria delle start-up innovative non è perenne, ma ha durata limitata; generalmente la sua validità è quinquennale, di cinque anni a partire dal momento della sua costituzione. Dopo tale periodo il suo status di start-up innovativa decadrà ed essa diventerà una società tradizionale a tutti gli effetti (come qualsiasi altra srl). Ma il connotato di start-up innovativa non si perde solo dopo i cinque anni, ma anche se non si invia la dichiarazione del possesso dei requisiti di startup innovativa alla Camera di commercio in tempo. Entro quando? Generalmente entro il 30 giugno di ogni anno o comunque entro trenta giorni da quando è stato approvato il bilancio di fine esercizio; se non si rispetta tale scadenza di un mese ad esempio, lo status della start-up decade automaticamente.

L’oggetto sociale di una start-up innovativa

Come per una srl tradizionale, anche per una start-up innovativa occorre indicare l’oggetto sociale della stessa al momento della sua costituzione. Esso stesso, come tutta la strutturazione della start-up, è specifico e puntuale. Le sue caratteristiche e prerogative sono principalmente tre e possono essere individuate nei seguenti aggettivi: determinato, possibile e lecito. Quindi deve essere deciso in via preventiva e anticipata, a priori e non a posteriori, anteriormente a tutto il resto; deve essere ben identificato e precisato, ma soprattutto deve essere fattibile e ammissibile soprattutto da un punto di vista legale. Infatti, se uno dei requisiti – tra cui questo dell’oggetto sociale – non è ‘conforme’ alle regole normative e a quanto prevedono, la start-up perde ogni validità (giuridica e non solo), pena l’esclusione da parte della Camera di commercio dall’elenco del Registro delle imprese ‘particolari’, nella categoria speciale dedicata alle start-up innovative appunto.

I vantaggi di una start-up innovativa

Quando si parla di start-up innovativa, non si possono non considerare vantaggi e svantaggi. Tra i primi sicuramente vi sono gli sgravi fiscali. Delle agevolazioni sicuramente fa parte il fatto di poter usufruire del cosiddetto Incentivo bonus occupazione 2018; come per molte aziende che vengono spinte ad assumere giovani, anche per le start-up innovative c’è tale tipo di incentivo appunto se danno lavoro con contratto a tempo indeterminato a giovani. Per questi ultimi, poi, il vantaggio consiste in un rapporto di lavoro sulla linea del cosiddetto work for equity [3].

Inoltre, la particolarità delle start-up innovative è che non potrà mai fallire, ma tutt’al più sarà liquidata in forma diversa. A tale proposito occorre fare delle precisazioni riguardo al capitale sociale. Per ciò che concerne la sua entità, la somma da raggiungere per poter costituire una start-up innovativa è quella di qualsiasi srl: da un euro fino a 9.999. Tale ammontare dovrà essere versato interamente in denaro e per intero al momento della sottoscrizione dell’atto costitutivo. Invece, se il capitale sociale fosse pari o superiore a 10mila euro, allora in quel caso vi sarebbe la possibilità di versare solo il 25% del totale.

Che cosa sono le srl a un euro

Infine una parentesi va dedicata alle srl a un euro [4]. Sicuramente è allettante la possibilità di costituire una srl con solo un euro, ma occorre tenere presenti quali sono i relativi vincoli stringenti e i limiti. Innanzitutto, tra i primi, c’è il fatto di dover adottare uno statuto ministeriale standard e poi che esso non è modificabile. Ovviamente può capitare che, nel corso della storia della società, vi siano dei cambiamenti che comportino la necessità di dover modificare lo statuto, per il bisogno di registrare tali mutamenti: se c’è urgenza di apportare mutazioni allo statuto, è indispensabile andare da un notaio e cambiare lo status della srl a un euro in quello di una srl ordinaria.

Costi e tempi per una srl on line

Se per creare una srl ordinaria occorrono fino a 1799 euro (Iva inclusa)+altri 700 euro (per le spese notarili), ne bastano 700 per creare una srl online, tra cui una Start-up innovativa. Invece, per quanto riguarda le tempistiche, per una srl ordinaria siamo intorno ai dieci giorni lavorativi necessari (a partire dalla firma dell’atto notarile); con la procedura on line, al contrario, ne servono il doppio (venti) da quando si è spedita tutta la pratica compilata in maniera corretta.

note

[1] Tale possibilità è stata prevista e introdotta dal diritto societario e commerciale a partire dal 20 luglio 2016. Oggi tale pratica è resa possibile, ad esempio, dalla piattaforma Iubenda e l’intento è quello di velocizzare tutte le procedure tecniche di realizzazione.

Il costo previsto da Iubenda, seguendo la procedura telematica, è di 499 euro: comprende anche le spese per la creazione di una pec e della firma digitale; a questi 500 euro, vanno aggiunti altri 200 euro per altre spese, quali quella della stesura e della registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto (e di tutto il resto della documentazione da allegare), per la creazione della patita Iva per la società, per la dichiarazione di inizio attività, i costi per l’assistenza con la procedura guidata, e di altre pratiche come quella per la Camera di commercio e l’Agenzia delle entrate e la Pratica di Comunicazione Unica.

[2] La comunicazione di mantenimento dello status di start-up innovativa alla Camera di commercio avviene tramite una Dichiarazione del possesso dei requisiti di startup innovativa.

[3] Esso prevede la ricompensa per il lavoro svolto non in termini remunerativi, tramite uno stipendio, bensì attraverso l’attribuzione di quote, azioni, partecipazioni e altri strumenti finanziari similari.

[4] Le srl a un euro sono state istituite con l’articolo 3 del decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012: “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”.

Autore Immagine: Pixabay.com

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