Business | Articoli

Cosa significa finanziamento agevolato

7 ottobre 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 ottobre 2018



Quando si parla di finanziamenti a fondo perduto spesso ci si ricollega al tema del finanziamento a tasso agevolato. Andiamo ad approfondire meglio cosa si intende per ‘tasso agevolato’.

Se una società vuole effettuare un investimento o una spesa avrà bisogno di aumentare il proprio capitale sociale. Le strade percorribili possono essere due: o quella di richiedere un finanziamento o l’altra che viene da un versamento in conto capitale da parte dei soci interni che, così, si ‘autofinanziano’. Nel primo caso si tratterà di somme di finanziamento con l’obbligo di restituzione. La banca o l’ente finanziatore valuterà il cosiddetto capitale di rischio e deciderà se concedere il finanziamento o meno. Occorrerà presentare la situazione societaria ed esplicitare la destinazione d’uso in cui si investirà il finanziamento. Ovviamente ciò servirà a giustificare la richiesta di finanziamento: più grande l’intervento che si vorrà mettere in campo, più potrà essere alta la cifra che si richiede; un conto è chiedere un finanziamento per l’acquisto di macchinari ad esempio, oppure per dei computer, un altro per effettuare delle costruzioni o ristrutturazioni. Questo è facilmente comprensibile e logico. Tuttavia il problema è un altro. Anche se il finanziamento verrà concesso c’è il duplice problema della restituzione, di cui occorrerà fissare i termini e le modalità, e quella dei tassi di interesse applicati sull’ammontare del finanziamento stesso. Quest’ultima è una problematica che si ripercuote poi sull’ammortamento e dunque sulla questione ‘restituzione’. Pertanto esiste una forma di finanziamento più conveniente, quello agevolato; ma cosa significa finanziamento agevolato?

Cosa vuol dire finanziamento ‘agevolato’

Lo avevamo visto anche per i versamenti in conto capitale, che potevano essere fruttiferi o infruttiferi: quindi essere esenti dal tasso di interesse – come i primi – oppure presentare il costo del tasso d’interesse – come i secondi -. Anche per i finanziamenti bancari o presso altri enti, l’obiettivo è sempre quello di poter ricorrere al cosiddetto finanziamento agevolato. Il termine deriva da un’offerta vantaggiosa per cui si ha una forma di agevolazione sul tasso di interesse che si applicherà sull’entità complessiva del finanziamento. Ovviamente i tassi di interesse possono essere diversi, da quelli più bassi a quelli più alti, fino a parlare – in certi casi – di ‘tassi usurari’ se arrivano a percentuali troppo elevate. Il caso contrario, a quello appena citato, è proprio quello del tasso agevolato più conveniente, che è quello che mira all’abbattimento del tasso di interesse stesso. Potrebbe sembrare impossibile non avere un tasso di interesse su un finanziamento, invece oggi esistono forme di finanziamenti a tasso zero, per cui non ci sarà nessun tasso di interesse imposto sul finanziamento, in maniera equivalente al caso dei versamenti in conto capitale infruttiferi, per cui si dovrà solamente restituire la cifra ottenuta in finanziamento senza ulteriori costi aggiuntivi a carico.

Il finanziamento agevolato per le imprese

Il finanziamento agevolato e quello a tasso zero in particolare, sono una forma di aiuto alle imprese, spesso soprattutto rivolto a piccole e medie imprese (PMI): pensiamo al microcredito, oppure ai finanziamenti (anche tramite fondi europei) destinati ad imprese giovanili o totalmente femminili. Mi viene in mente l’intervento messo in campo da strutture come i vari Incubatori di imprese come quello della Regione Lazio (Bic Lazio) e di tutte le altre società regionali facenti parte della rete dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa; oppure da altre strutture quali Invitalia (Agenzia Sviluppo Italia), che finanzia anche per permettere di aprire attività in franchising (cosiddetto prestito d’onore).

Prestiti agevolati, banche e spese ammissibili

Si tratta infatti di un modo per finanziare start-up, rimettere in moto l’economia e favorire la crescita e lo sviluppo del Paese attraverso i principali attori, che sono i giovani, le imprese, le donne. Ma si interviene anche nei settori più focali: pensiamo ad esempio all’agricoltura o all’artigianato [1]. Questi due sono i campi dove maggiormente vengono fatti tali investimenti [2]. Tuttavia anche le banche stanno puntando molto su un finanziamento a tasso agevolato: un modo è anche quello di tenere il tasso di interesse bloccato, cioè far sì che la sua entità non vari in relazione all’andamento economico-finanziario statale. Oppure pensiamo alle diverse formule di prestito personalizzato. Se i finanziamenti possono essere richiesti sia da singoli cittadini che da società, dall’altra parte è un po’ come per i mutui: verrà analizzato lo stato di salute della società e il suo capitale di rischio, la sua natura giuridica ed eventuali stati di sofferenza o di debiti; così come per il singolo cittadino si valuta la morosità: se è un cattivo pagatore o protestato, oppure se – al contrario – è un individuo in regola, senza problemi, per cui è sicuro e affidabile – nel senso che gli si può concedere tranquillamente il finanziamento e non vi sono ragioni ostative -.

Come richiedere un finanziamento

Di solito con un prestito agevolato si può arrivare alla copertura totale delle spese da sostenere. Tuttavia non tutti i costi che si sosterranno sono ammissibili. Mi spiego meglio. Nel momento stesso in cui si richiede un finanziamento occorrerà presentare, per esempio, un business plan (BP): ossia un vero e proprio piano di impresa; si tratta di una sorta di prospetto, in cui si fa un quadro completo di tutte le spese: delle uscite – per gli acquisti di tutto il necessario per mettere su l’attività -, ma anche delle entrate (cioè di quanto si pensa si potrà ricavare da quell’attività). Una scheda analitica che raccolga il piano di costi e ricavi, dettagliato e minuzioso, con tanto di analisi del mercato d’azione, del territorio su cui si interverrà e della concorrenza. Infatti, un fattore essenziale per tale tipo di finanziamenti, è quello dell’innovazione. Perché diciamo tutto questo? Perché la copertura può essere totale, ma anche parziale e comunque varia; cioè viene finanziata in percentuale diversa a seconda dell’entità e della tipologia di investimenti che si andranno a fare e per i quali si richiede la copertura finanziaria.

Per esempio si possono richiedere finanziamenti per vari casi: per acquistare materiale per l’attività d’impresa, per macchinari nuovi o usati, per la miglioria e l’ammodernamento delle strutture già presenti (quali laboratori ed altri impianti ad esempio); si tratta di spese pratiche di beni materiali; ma lo stesso vale anche per beni ‘immateriali’ come, per esempio, brevetti, licenze o software, oppure spese per la formazione e la qualificazione del personale o per i servizi di marketing e promozione (come campagne pubblicitarie e di strategia commerciale). Tutti questi casi rientrano nelle cosiddette spese ammissibili. Però non tutte vengono finanziate alla stessa maniera, con la stessa percentuale di copertura e neppure dello stesso tasso di interesse.

Ad esempio, se si vogliono effettuare investimenti nell’ambito della tutela dell’ambiente, dell’innovazione tecnologica e per incrementare la propria competitività il tasso di interesse di un prestito agevolato per imprese artigiane previsto in proposito è del 70%. Se gli investimenti rientrano in settori previsti nei piani strategici regionali il tasso in questione è pari al 45%. Sarà del 50% se gli investimenti sono destinati all’innovazione tecnologica.

Infine, riassumendo. Abbiamo detto che il finanziamento agevolato ha varie caratteristiche tecniche, tra cui le principali sono: l’importo finanziabile, la sua durata, la modalità di erogazione del finanziamento e quella del rimborso.

Tuttavia esistono diverse normative a seconda dell’ambito di riferimento. Quelle specifiche per finanziare imprese giovanili [3]; per l’imprenditoria al femminile [4]; per le imprese artigiane [5]; poi per le microimprese e per il franchising, ma anche per il lavoro autonomo [6]. Infine c’è tutta la normativa che regolamenta il sostegno con il finanziamento a settori quali: l’industria, il commercio, il turismo, l’artigianato e persino la ristorazione (dunque prendendo un po’ tutto quello che è il terziario) [7].  

note

[1] La normativa di riferimento è la legge–quadro n. 443 del 1985, art. 2, secondo la quale possono quindi richiedere un prestito agevolato tutte le imprese artigiane iscritte alla Sezione Speciale dell’Albo Artigiani.

[2] La normativa di riferimento è la legge 949/52 (Finanziamenti alle imprese artigiane).

[3] Ovvero la legge 236/93.

[4] Ossia le legge 215/92.

[5] La cosiddetta Legge Sabatini, che regola sia il sostegno alla produzione con aiuti statali che il finanziamento per l’acquisto di macchinari.

[6] Il cosiddetto prestito d’onore.

[7] Con la legge 488/92.

Autore Immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI