Diritto e Fisco | Articoli

Taglio pensioni d’oro

21 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2018



Quali pensioni saranno ridotte con la nuova proposta di legge: pensioni alte, pensioni d’oro, ammontare delle penalizzazioni.

Chi possiede un trattamento pensionistico alto rischia, dal 2019, una pesante riduzione della pensione, che può arrivare addirittura al 40% se l’assegno mensile supera un determinato ammontare. In particolare, potrebbe essere interessato dalla nuova decurtazione delle pensioni d’oro, o meglio delle pensioni alte, chi percepisce un trattamento che supera i 5000 euro netti al mese: è quanto previsto dal recente disegno di legge sul taglio pensioni d’oro, che prevede la riduzione dei trattamenti attraverso l’applicazione di specifiche percentuali, graduate a seconda dell’importo della prestazione.

Il taglio delle pensioni alte parte dal 15% sino ad arrivare, in base ai recenti aggiornamenti al disegno di legge, al 40% del trattamento: la penalizzazione non è determinata dal ricalcolo contributivo della pensione, ma è applicata in percentuale sull’importo lordo della prestazione. In base al primo disegno di legge, la penalizzazione sarebbe dovuta corrispondere al rapporto tra il coefficiente collegato all’età per la pensione di vecchiaia e quello previsto per l’età del pensionamento. La proposta è stata, però, messa da parte.

In ogni caso, secondo quanto reso noto sinora, saranno tagliate le pensioni dirette (di anzianità, anticipate, di vecchiaia…) più alte; nessun taglio, invece, per le pensioni di reversibilità e invalidità, né per le vittime del terrorismo o del dovere.

La penalizzazione, che riguarderà un’ampia, ma non enorme, platea di pensionati, comporterà un risparmio che servirà, in base a quanto annunciato, ad aumentare le pensioni minime, quindi a finanziare la pensione minima di cittadinanza da 780 euro al mese. Inoltre, il disegno di legge abolirà i privilegi pensionistici dei sindacalisti. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul nuovo taglio pensioni d’oro: chi subirà le penalizzazioni, come funzionerà il ricalcolo del trattamento.

Chi subirà il taglio della pensione?

Secondo la proposta di legge, subirà il taglio della pensione chi possiede un trattamento pensionistico elevato, superiore, nel dettaglio, a 100mila euro lordi annui, ossia a circa 5000 euro netti mensili. Inizialmente, le proposte di legge sul taglio delle pensioni d’oro prevedevano la riduzione dei soli trattamenti ottenuti prima della maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia.

In sostanza, perché la pensione subisca la riduzione, o meglio l’applicazione del contributo di solidarietà:

  • la pensione deve superare i 5000 euro netti mensili;
  • non rileva l’età pensionabile.

Come saranno tagliate le pensioni?

Ecco come funzionerà, secondo quanto descritto nel nuovo pacchetto previdenza, il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, che sarà articolato in 5 fasce.

Le pensioni più elevate, d’importo superiore a 100mila euro annui (circa 5mila euro netti al mese), subiranno un taglio fisso in misura percentuale per 5 anni, con l’applicazione di un contributo di solidarietà.

Nello specifico, il taglio delle pensioni d’oro dovrebbe funzionare in questo modo:

  • pensione tra 100 e 130mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro;
  • pensione tra 130 e 200mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro;
  • pensione tra 200 e 350mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro;
  • pensione tra 350 e 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 35% per la parte eccedente i 350mila euro;
  • pensione oltre i 500mila euro: taglio dell’assegno pari al 15% per la parte eccedente i 100mila euro, taglio dell’assegno pari al 25% per la parte eccedente i 130mila euro, taglio dell’assegno pari al 30% per la parte eccedente i 200mila euro, taglio dell’assegno pari al 35% per la parte eccedente i 350mila euro, taglio del 40% dell’assegno per la parte eccedente i 500mila euro.

Le pensioni calcolate col sistema integralmente contributivo non saranno tagliate.

Come sarà tagliata la pensione?

In base a quanto annunciato, la riduzione non riguarderà l’intero trattamento pensionistico, ma solo le quote della pensione calcolate col sistema retributivo, che si basa sugli ultimi stipendi o redditi, e non sulla contribuzione accreditata. Inoltre, dovrebbe essere prevista una salvaguardia in base alla quale la pensione, all’esito dei tagli, non può risultare inferiore a 100mila euro, comprese le quote di perequazione.

Ammontare del taglio delle pensioni anticipate alte

La precedente proposta sul taglio delle pensioni d’oro, che sembrerebbe essere stata messa definitivamente da parte, non prevedeva un taglio fisso dell’assegno in misura percentuale, né un ricalcolo sulla base del sistema contributivo, ma una riduzione pari al rapporto tra il coefficiente di trasformazione vigente all’età del pensionamento e quello previsto all’età per la pensione di vecchiaia.

Se la decorrenza della pensione fosse risultata anteriore al 1° gennaio 2019, si sarebbero dovuti utilizzare come divisori dei coefficienti più bassi rispetto a quelli validi per le pensioni liquidate dal 2019 in poi (commisurati all’età di 67 anni), legati sia all’età pensionabile che all’anno di decorrenza della pensione: i coefficienti sono stati indicati in un’apposita tabella allegata al disegno di legge. Grazie a questo meccanismo, sarebbe stato possibile scomputare gli effetti della speranza di vita per coloro che sono andati in pensione sin dalla metà degli anni ’70, riducendo quindi il taglio del trattamento in corrispondenza dell’età.

Se la decorrenza della pensione fosse risultata anteriore al 1° gennaio 1996, si sarebbero utilizzati come divisori i coefficienti di trasformazione forniti in origine con la legge Dini [1].

Nella tabella riportata nel testo, elaborata da alcuni esperti che hanno preso visione del disegno di legge, si può osservare in che modo sarebbero probabilmente stati effettuati i tagli: in gran parte dei casi, maggiore risulta l’anticipo della pensione rispetto all’età per il trattamento di vecchiaia, maggiore risulta la decurtazione delle quote retributive dell’assegno.

In media, il taglio per ogni anno di anticipo sarebbe stato del 2-3%; in alcuni casi la riduzione complessiva avrebbe superato il 20%.

Nel dettaglio, la tabella mostra quale sarebbe stata la probabile decurtazione percentuale delle quote di pensione calcolate col retributivo: per capire a quanto sarebbe potuta ammontare la riduzione, è sufficiente incrociare l’età alla decorrenza della pensione con l’anno di decorrenza della pensione stessa. Ad esempio, se Mario si è pensionato nel 1985 a 55 anni, la sua pensione avrebbe potuto subire un taglio del 20,15% (in quanto integralmente calcolata col sistema retributivo).

Età alla pensione 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2013-2015 2016-2018 dal 2019
meno di 57 19,92% 20,15% 21,15% 22,60% 23,08% 23,08% 21,37% 24,15% 24,44% 25,05%
58 17,54% 17,78% 18,81% 20,31% 20,80% 20,80% 19,25% 22,18% 22,52% 23,20%
59 15,06% 15,31% 16,37% 17,91% 18,42% 18,42% 17,01% 20,08% 20,86% 21,23%
60 12,40% 12,65% 13,75% 15,34% 15,86% 15,86% 14,63% 17,86% 18,33% 19,13%
61 9,57% 9,83% 10,96% 12,60% 13,14% 13,14% 12,10% 15,48% 16,02% 16,90%
62 6,45% 6,72% 7,89% 9,58% 10,14% 10,14% 9,38% 12,94% 13,58% 14,53%
63 3,19% 3,47% 4,68% 6,44% 7,01% 7,01% 5,75% 10,23% 10,98% 11,99%
64 1,25% 3,07% 3,67% 3,67% 3,35% 7,32% 8,19% 9,30%
65 0,28% 1,63% 3,21% 4,22% 5,22% 6,41%
66 0,89% 2,01% 3,30%

Questa proposta, come già esposto, è stata messa da parte. Visto l’incessante susseguirsi di annunci e smentite in materia di previdenza, non è comunque improbabile che l’idea sia “rispolverata” ed attuata, magari con penalizzazioni più alte.

Riduzione della rivalutazione della pensione 2019

Oltre al contributo di solidarietà, per tagliare le pensioni d’oro è stato anche previsto un nuovo meccanismo di perequazione di questi assegni all’inflazione.

Come si rivaluta la pensione dal 2019?

Le pensioni che superano di 3 volte il trattamento minimo subiscono una riduzione della rivalutazione, che dal 2019 cambia, rispetto agli adeguamenti applicati in precedenza. Nel dettaglio:

  • per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo è del 97%;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 77%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 52%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo è del 47%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo è del 45%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo è del 40%.

In pratica, con questo sistema, chi possiede una pensione pari a 1.600 euro dal 2019 beneficia dell’applicazione di una rivalutazione pari al 100% dell’inflazione sui primi 1530 euro (3 volte il minimo nel 2019), mentre per l’importo che supera 3 volte il trattamento minimo ottiene una rivalutazione pari al 97% dell’inflazione.

Per saperne di più: Come cambiano gli importi delle pensioni dal 2019.

Aumento pensioni 2019

Nel dettaglio, le pensioni riconosciute dall’Inps, nel 2019, aumenteranno in questo modo, salvo interventi del Governo:

  • pensioni fino a 3 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari all’1,1%;
  • pensioni di importo da 3 a 4 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari all’1,067%;
  • pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,847%;
  • pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,572%;
  • pensioni di importo da 6 a 8 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,517%;
  • pensioni di importo da 8 a 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,495%;
  • pensioni di importo oltre 9 volte il minimo: si applicherà un tasso di rivalutazione pari allo 0,44%.

Quali pensioni non saranno tagliate?

Come anticipato inizialmente, nessun taglio è previsto per le pensioni di reversibilità e invalidità, né per le vittime del terrorismo o del dovere. Inoltre, la norma non riguarderà gli iscritti alle casse privatizzate dei liberi professionisti.

Stop ai privilegi pensionistici dei sindacalisti

Il disegno di legge abolisce anche i privilegi pensionistici dei sindacalisti, grazie a una norma d’interpretazione autentica che modifica il decreto sui contributi figurativi [2]. La disposizione, in particolare, prevede che i contributi aggiuntivi versati dai sindacati, destinati ad integrare la contribuzione dei dirigenti sindacali o dei componenti degli organismi direttivi, non sia più utile ai fini della determinazione della quota A di pensione, riferita alle anzianità maturate sino al 31 dicembre 1992. L’incremento sarà invece utile ai fini della determinazione della quota B di pensione, limitando dunque notevolmente il beneficio pensionistico, a differenza di quanto accade attualmente.

Per saperne di più: Pensioni sindacalisti, come mai sono più alte?

note

[1] L.335/1995.

[2] Art.3, Co.5-6. D.lgs. 564/1996.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. la corte costituzionale interverrà con la favoletta dei diritti acquisiti ovvero neologismo per non chiamare con il loro vero nome i privilegi…rimane l’unico rimedio vero: il referendum..che i propagandisti non faranno…la corte si arrampicherà sugli specchi come nell caso delle addizionali regionali e comunali che gravano su cespiti già tassati…..

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA